L’UDC «sostiene la neutralità fiscale e il rispetto della volontà popolare»

Nella prossima seduta di Gran Consiglio verrà trattata l’iniziativa costituzionale promossa da Paolo Pamini per la neutralizzazione delle stime, dopo il rinvio in Commissione di dicembre. E in questo senso, l’UDC chiede una linea chiara e coerente sulla revisione generale dei valori di stima. «Sono di fondamentale importanza per la nostra sovranità la mozione di Alain Bühler sull’accordo quadro 2.0 con l’UE, così come l’iniziativa cantonale della Lega in favore del referendum obbligatorio su ogni trattato con l’UE».
«Sì all’adeguamento tecnico, no a un aumento fiscale mascherato»
Per i democentristi l’adeguamento delle stime immobiliari «è un passaggio tecnico inevitabile e necessario per riallineare i valori alla realtà economica». Tuttavia, ritengono che questo adeguamento «non può trasformarsi in un aumento automatico del gettito o in una riduzione silenziosa delle prestazioni sociali». A detta loro, senza correttivi concreti, il semplice aggiornamento dei valori «rischia di tradursi in un prelievo occulto a danno di proprietari, famiglie e ceto medio. Sarebbe un aumento fiscale mascherato, privo di un vero dibattito politico e sottratto al controllo democratico, equivalente a 431 milioni (stime di Governo) sui quali la Sinistra vorrà certamente mettere le mani». Per questo l’UDC sostiene il rapporto di maggioranza che accoglie l’iniziativa costituzionale promossa da Paolo Pamini e sancisce il principio della neutralizzazione "nel complesso". «L’UDC non vuole che da un anno all’altro ci sia un aumento di imposte e un taglio alle prestazioni sociali a seguito di un aumento tecnico delle stime immobiliari (e non di una decisione parlamentare!). Neutralità significa equità, rispetto della volontà popolare e tutela dei contribuenti».
Accordo quadro 2.0 con l’UE
Il partito democentrista sostiene inoltre «con convinzione» il rapporto di maggioranza - il cui relatore è Andrea Giudici - sulla mozione sviluppata in collaborazione con i Giovani UDC e depositata in Parlamento da Alain Bühler, che chiede il referendum obbligatorio sui trattati internazionali in vista del voto sull’Accordo quadro 2.0 con l’UE. «Poiché mira allo stesso fine, l’UDC sosterrà l’iniziativa cantonale della Lega dei Ticinesi, anch’essa oggetto di discussione durante la prossima seduta di Gran Consiglio. Non siamo di fronte a un semplice atto internazionale. Si tratta di un pacchetto che condizionerà strutturalmente in modo permanente il nostro futuro, che incide direttamente sulla sovranità, sul federalismo e sull’ordinamento giuridico svizzero attraverso la ripresa dinamica del diritto UE e il ruolo centrale della Corte di giustizia europea». Per l'UDC, in un passaggio di tale portata, limitarsi al referendum facoltativo significa di fatto «minimizzare la scelta e indebolire il ruolo dei Cantoni». La doppia maggioranza di Popolo e Cantoni «non è un dettaglio procedurale, ma una garanzia democratica prevista dalla nostra Costituzione per decisioni che segnano in modo strutturale il futuro del Paese». Per questi motivi, i democentristi sostengono che il Ticino deve far sentire la propria voce. «Difendere il referendum obbligatorio significa difendere il diritto dei Cantoni di esprimersi su un passaggio storico e pretendere che Berna rispetti le regole della nostra democrazia diretta».
