Lugano, addio al Bar Laura: chiude un altro pezzo di storia

Per oltre trent’anni è stato lo storico ritrovo di autisti di Autopostale, procuratori pubblici, agenti della Polizia cantonale, dipendenti di Palazzo di Giustizia ma soprattutto di cittadini di tutte le età e professioni. Una clientela eterogenea, di quelle che sempre meno locali di Lugano possono vantare. Ma tra qualche giorno, sabato per l’esattezza, tutto questo sarà un ricordo e il Bar Laura in via Bossi chiuderà definitivamente i battenti.
La voce, in giornata, si è diffusa rapidamente tra gli avventori, molti dei quali sono arrivati per un saluto o un “in bocca al lupo”. «Dal punto di vista umano è stata un’esperienza splendida, che mi ha permesso di conoscere persone incredibili», ci racconta il titolare, Reto Blumenthal.
Dopo trentadue anni dietro il bancone e un mancato rinnovo del contratto di affitto è arrivato il momento di traslocare. Sabato, tre decenni di storia verranno oscurati dagli stessi teloni che pochi metri più in là “coprono” un altro bar i cui spazi sono sfitti da diversi anni.
Dalle parole di Blumenthal traspare molta malinconia, ma a farla da padrone sono soprattutto i ricordi positivi accumulati in questi tre decenni. Il segreto di questi trentadue anni? «Il rispetto e l’educazione, quelli veri, nei confronti di chiunque entra a bere qualcosa. In cambio, li abbiamo sempre ricevuti», dice Blumenthal prima di interrompersi per qualche secondo per salutare una delle tante persone che oggi hanno varcato per una delle ultime volte le porte del locale. «Ecco – ci dice – quel signore mi ha insegnato a fare i Negroni». Un altro segreto del Laura è il personale, che Blumenthal tiene a ringraziare. Compreso chi lo ha aiutato in questi ultimi due mesi: «Ho tenuto questo locale grazie a moltissimi ragazzi giovani, spesso non formati e senza esperienza pratica. Nel tempo i clienti lo hanno apprezzato».
Ora però è arrivato il momento di voltare pagina, ma non è un addio: da mercoledì Blumenthal aprirà un locale a Molino Nuovo. Non sarà il Laura, non sarà aperto 20 ore al giorno per 7 giorni a settimana, ma è una sfida che gli consente di guardare al futuro con un po’ più di tranquillità. «Lo stato confusionale che c’è a livello cantonale mi ha obbligato a pianificare il mio futuro in modo da avere delle certezze», ci confida.
Quegli spazi deserti
Lo stabile di via Bossi 3 è infatti di proprietà del Cantone. Ospita diverse Sezioni della Pretura di Lugano, il Tribunale di espropriazione e l’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi; quando ancora si parlava della riorganizzazione logistica del Terzo potere dello stato sotto Norman Gobbi, l’intenzione era quella di trasferire i giudici in un rinnovato Palazzo di Giustizia. Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Nel 2019 a chiudere era stata l’attigua Boutique Simbolo, ora è toccato al Laura. Di cui resteranno le vetrate oscurate, come quelle del vicino Bar Corners 2.0, sfitto da più di tre anni e recentemente finito al centro di una recente interrogazione dell’MpS in cui vengono chiesti lumi sul futuro degli spazi. E sui mancati introiti per il Cantone.
