Legislativo

Lugano capitale culturale, primi passi avanti in Gestione

Nella seduta di lunedì della commissione sono però riecheggiate le criticità sollevate dalla scena indipendente – Schnellmann (co-relatrice, PLR): «Preoccupazioni premature» – Altin (co-relatrice, La Sinistra): «Non è il tema centrale, ora»
©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
11.03.2026 06:00

L’obiettivo di una delle due relatrici del rapporto della Commissione della Gestione del Consiglio comunale di Lugano sul messaggio inerente il sostegno alla candidatura di Lugano (con Locarno e Mendrisio) a Capitale Culturale Svizzera 2030 attraverso un credito di 1,5 milioni di franchi per il 2027-2031 è quello di arrivare a un rapporto firmato da tutti i commissari, quindi all’unanimità, entro il 30 marzo, giorno in cui il messaggio dovrebbe essere discusso dal Legislativo. Un obiettivo raggiungibile? Petra Schnellmann (PLR), una delle due relatrici del rapporto assieme a Jasmine Altin (La Sinistra) ci crede. «Nel corso dei prossimi due incontri della Gestione in programma prima del Consiglio comunale cercheremo di trovare una visione d’insieme - spiega - questo perché siamo consapevoli dell’importanza della candidatura e dei suoi numerosi risvolti positivi che potranno arrivare a cascata non solo per Lugano, ma per l’intero cantone». Schnellmann è perciò sicura. «Qualora la candidatura dovesse essere accettata dalla giuria (che dovrebbe arrivare in Ticino il 26 marzo, ndr), diventare per Lugano, assieme a Mendrisio e Locarno capitale della cultura svizzera sarebbe un grande valore aggiunto».

Vero è che proprio lunedì sera, nel corso riunione dei commissari della Gestione a finire sotto la lente sono state in particolare le considerazioni di settimana scorsa della scena culturale indipendente. Scena che, pur lodando l’iniziativa, anzi, considerandola un’opportunità, non ha risparmiato alcune critiche al Municipio, reo di aver inserito nel messaggio sulla candidatura pochi elementi concreti a favore della cultura indipendente.

«Ci sarà tutto il tempo»

«Abbiamo preso atto delle critiche sollevate dalla scena indipendente - riprende Schnellmann - ma personalmente ritengo che certe discussioni al momento siano premature. Ci saranno insomma modi e tempi per entrare nel concreto e approfondire. Oggi stiamo discutendo, lo ricordo, del sostegno alla candidatura». La relatrice del rapporto si spiega meglio. «In caso di vittoria - riprende - la governance della Capitale sarà affidata ad una struttura dedicata denominata “Associazione Lugano con Locarno e Mendrisio per la Capitale Culturale Svizzera 2030” che coordinerà la programmazione culturale e il calendario, la gestione amministrativa, la pianificazione temporale, finanziaria e logistica, la raccolta fondi e la comunicazione e il marketing. Tutto questo, sapendo che, sempre in caso di vittoria la costituzione di tale organismo, con statuto e regolamento, sarà sottoposta al Consiglio Comunale dei tre Comuni coinvolti così come il relativo mandato di prestazione».

«La scena verrà aiutata»

Nonostante ciò, lunedì sera in Gestione le critiche della scena indipendente luganese, secondo cui è difficile immaginare una candidatura credibile a Capitale della cultura svizzera senza affrontare prima le condizioni strutturali della stessa scena culturale, sono riecheggiate e sono state messe sul tavolo. Jasmine Altin, correlatrice del rapporto, chiarisce meglio. «Il tema centrale di questo messaggio è il sostegno alla candidatura - sottolinea -- In questo senso tutte le forze politiche oggi vedono questa opportunità. Detto ciò, se si metterà in pratica quello che si propone con la candidatura allora si sosterrà anche la scena indipendente, perché si sottolinea che verrà aiutata concretamente con spazi e sostegni diretti. Mi auguro che sarà così».