Lugano capitale della cultura, è polemica con il Municipio

È una presa di posizione a tratti sorprendente quella che l’Associazione Idra e il gruppo di lavoro allargato Carta della Gerra hanno pubblicato ieri sul sito degli «interpreti» della cultura indipendente a Lugano. Sorprendente perché dopo un anno e mezzo di discussioni con la Città - discussioni soprattutto orientate sull’esigenza di dotare la cultura indipendente di spazi e risorse adeguati dopo l’esperienza definita da tutti positiva della Straordinaria - l’associazione Idra si smarca, mettendo i puntini sulle i alla candidatura di Lugano a Capitale Culturale Svizzera 2030 (candidatura inoltrata insieme a Locarno e a Mendrisio). «Noi siamo sempre disponibili al dialogo, ma quando si arriva a proporre una candidatura per la Capitale svizzera della cultura inglobando la cultura indipendente nel messaggio di 1,5 milioni di franchi all’indirizzo del Consiglio comunale senza nulla di concreto per la cultura indipendente è molto difficile non dire niente o non reagire», dice Noah Sartori, uno dei portavoce dell’associazione Idra, prima di fare un esempio, riportato nella presa di posizione. «In pochi anni la Città ha trovato spazi e risorse per iniziative come Plan B, rinnovato negli scorsi giorni e celebrato in Municipio. Per quanto riguarda la cultura indipendente, invece, nonostante anni di incontri, questionari e analisi, e nonostante il riscontro che continua a generare in un largo pubblico, non sono ancora arrivate decisioni politiche concrete».
In poche parole, si rileva ancora nella presa di posizione, è difficile immaginare una candidatura credibile a Capitale della cultura svizzera, senza affrontare prima le condizioni strutturali della propria scena culturale. «Nel messaggio della candidatura - ribadisce Sartori - si mette la cultura indipendente un po’ ovunque, ma così si agisce in modo poco rispettoso nei confronti dei professionisti che compongono la scena culturale indipendente». Una scena «che oggi vive ancora, lo voglio ricordare, in un forte contesto di precariato e difficoltà».
«Invece collaboriamo»
Raggiunto dal CdT per un commento, il vicesindaco, nonché capo Dicastero cultura, sport ed eventi, Roberto Badaracco si dice sorpreso delle considerazioni dell’associazione Idra. «È vero - sottolinea - nel messaggio per la candidatura ci sono tutta una serie di elementi riferibili alla cultura indipendente. Questo perché, in effetti, per tutta una serie di progetti e iniziative, come per la Città della musica o per la Casa del teatro e della danza nell’ex sottocentrale elettrica di Gemmo di proprietà delle AIL o ancora per il Teatro e Studio Foce abbiamo coinvolto vari attori della scena indipendente».
È però vero che la ricerca di spazi adeguati per la cultura indipendente richiesti dall’associazione Idra non ha ancora portato a risultati concreti. Almeno fino a oggi. Anche se qualcosa si è mosso, almeno dal punto di vista delle ipotesi: la prima riguarda come possibile destinazione la Scuola d’arti e mestieri della sartoria (SAMS) di Viganello, dopo il suo trasloco nel Mendrisiotto, quindi tra alcuni anni (sede per la quale il Municipio ha chiesto un incontro col Cantone). La seconda proposta, molto più vicina nei tempi, si focalizza invece negli spazi oggi accessibili dell’ex Macello. Una proposta, quest’ultima, per la quale si andrebbe verso una richiesta di credito di 240mila franchi al Consiglio comunale, di cui la metà sarebbero coperti da fondazioni private.
