Città

Lugano degusta l'autunno

Per tre giorni un via vai di turisti e locali ha letteralmente invaso le piazze, le vie del centro e il lungolago per una festa cittadina che si è rivelata da subito un successo – La carta vincente, oltre alle temperature, anche l’offerta diversificata tra storia, costumi e tradizioni
© CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
04.10.2026 20:00

Il calendario dice ottobre, il meteo primavera inoltrata. Di certo, Lugano questo fine settimana ha dato il meglio di sé. E le temperature hanno giocato un ruolo fondamentale per la buona riuscita di una Festa d’Autunno che, già da venerdì, si preannunciava un grande successo. E lo è stato, sotto vari punti di vista. Lo testimonia il via vai di persone – decine e decine di migliaia – che ha letteralmente invaso le vie, le piazze e il lungolago per tre giorni. Lo testimoniano i grottini – legati alle associazioni del territorio – presi d’assalto, con alcuni che hanno persino esaurito le scorte di cibo e hanno dovuto ricontattare i fornitori per riuscire ad arrivare fino ad oggi. Ma anche le colonne per acquistare una porzione di castagne (in barba all’inflazione), la quantità di turisti dalla Svizzera interna, ma anche dagli Stati Uniti (e pure dalle Isole Vergini), il folto pubblico che ha assistito agli spettacoli sparsi per il centro cittadino, gli alberghi e gli esercizi pubblici pieni.

«È tutto pieno»

Insomma, è stato tutto l’ingranaggio, ben oliato, che ha funzionato. Lugano sa bene come festeggiare la sua identità, e la Festa d’autunno è con buona probabilità la manifestazione che meglio racchiude la storia, i costumi e la tradizione della città. D’altronde, è stata un’edizione importante anche a livello di offerta. Gastronomia, produttori locali, patriziati, vino ticinese, mercatini e musica hanno garantito una proposta diversificata capace di attrarre segmenti di pubblico differenti. L’AgriFestival sul lungolago, poi, ha offerto la possibilità di conoscere numerose realtà del territorio e scoprire prodotti ticinesi di qualità. A fare da attrattore di pubblico anche il Gruppo Costumi Malcantonesi con i suoi spettacoli. All’atmosfera, poi, ci hanno pensato i gruppi folcloristici, che con la loro musica hanno contribuito (e non poco) alla festa. «Un segnale interessante perché dimostra come le proposte legate alle tradizioni e alla cultura locale continuano ad avere una forte capacità di coinvolgimento, anche all’interno di una manifestazione molto ampia», ci dice il vicesindaco Roberto Badaracco, azzardando che sull’arco di tre giorni il via vai è stato di circa 50-60 mila persone. Non a caso, una delle frasi che più si è sentita pronunciare tra le vie del centro e le piazze è stata «è tutto pieno». Eccome se era pieno, aggiungiamo noi. «È stato particolarmente positivo vedere Lugano così frequentata e animata, con il centro e il lungolago pieni di persone – prosegue Badaracco –. Allo stesso tempo, la manifestazione si è svolta in un clima sereno e senza particolari problemi di sicurezza. Questa festa rappresenta un punto fermo delle attività e degli eventi cittadini. Negli ultimi anni è cresciuta tantissimo grazie all’aggiunta di elementi che si sono dimostrati vincenti per il loro profondo legame con il territorio e le tradizioni. È questa la carta vincente: si assapora e si vive la tradizione luganese e ticinese, aspetti che non trovano pari in nessun’altra manifestazione simile a Lugano».

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