Lugano, lo stradario dalla Val Colla scende a Gandria

Gestire lo stradario cittadino è meno scontato di quanto sembra, e dietro a un gesto semplice come può essere la posa di un cartello, ci sono mesi, se non anni di discussioni. Perché i nomi sono identità e perché ci sono nomi e nomi. Non per niente la Città si è dotata di una Commissione apposita e pluridisciplinare per gestire la faccenda, dotandola un paio d’anni fa (con un sì unanime del Consiglio comunale) di 580.000 franchi per operare. Come sta andando? Bene, con un lieve ritardo per un motivo non scontato: la produzione dei nuovi cartelli è andata in sofferenza per l’abbondanza di richieste.
Cimadera e Certara: pazienza
Di recente il Municipio di Lugano è stato aggiornato sul prosieguo dei lavori della Commissione, che si trova a una sorta di giro di boa sul suo compito più impegnativo, cioè quello di dotare praticamente tutta la Val Colla di nuove nomenclature. Il lavoro di ricerca è stato effettuato lo scorso anno, ed è ormai da diversi mesi che la posa dei cartelli nei vari nuclei dei quartieri è in corso. In tal senso, afferma il presidente della Commissione e vicesindaco Roberto Badaracco, dal primo ottobre i nuovi indirizzi di Curtina e Insone saranno ufficiali. Altre località si trovano invece in fase di posa avanzata: Scareglia, Signôra, Colla, Cozzo e Maglio di Colla. I lavori di posa a Piandera e Bogno inizieranno a breve, mentre slittano a inizio 2027 quelli a Cimadera e Certara, in ritardo di qualche mese sulla tabella di marcia per il motivo accennato ma anche per via della canicola estiva che ha rallentato la posa.
Il problema dei doppioni
«La Val Colla era l’unico quartiere a non avere ancora le intitolazioni - spiega Badaracco - quindi il lavoro grosso è stato questo: abbiamo denominato 126 fra aree di circolazione e assi viari. Nel 2027 ci dedicheremo al nuovo stradario del quartiere di Gandria. Si tratta di lavori che riguarderanno soprattutto il nucleo e le cantine». Le modalità saranno le medesime della Val Colla, ovvero la posa sarà preceduta da una ricerca storica e linguistica approfondita.
Da risolvere vi è poi anche l’annoso problema dei doppioni ereditati con le aggregazioni, che può essere insidioso in situazioni di emergenza (c’è il rischio che i soccorsi arrivino nel quartiere sbagliato). Problema che può andare a braccetto con la volontà di aumentare la presenza di toponomastica «femminile» in città e con le richieste di dedicare una via a questa o quella persona ritenuta meritevole. «Abbiamo una lista d’attesa abbastanza ampia», nota Badaracco.
In tal senso nelle prossime settimane è attesa una decisione formale del Municipio sull’intitolazione di una via a Giuliano Bignasca. Sul tavolo dell’Esecutivo dovrebbe giungere il parere commissionale negativo per una questione di prassi: finora l’onore è stato riservato ai sindaci, e non ai municipali. Ma, appunto, la decisione ultima sarà politica.
