Il bilancio

Lugano, l'omaggio all'autunno è un successo

La festa cittadina ha fatto il pieno di pubblico e di partecipazione – Bancarelle, tendine, castagne, ma anche un po’ di storia, per ricordare che anche i brindisi in piazza in compagnia sono parte della tradizione
©Gabriele Putzu
Stefano Lippmann
06.10.2025 06:00

Sorrisi, allegria, diversi spunti della storia ticinese, il sole (e un po’ di vento). Ma soprattutto: tanta gente. E poi, il classico dilemma che torna puntuale tra settembre e ottobre: maglietta, maglione o giacca imbottita? Battuta a parte: ha ricoscosso il consueto successo la Festa d’Autunno che ha animato il centro cittadino e il lungolago di Lugano. Migliaia le persone che hanno deciso di recarsi nelle piazze e nelle vie della Città, permeate di bancarelle, tendine, luoghi dove poter mangiare. E per finire, perché no, anche una passeggiata (con selfie ricordo o video per i social media) sulla riva del Ceresio. La festa autunnale ha però anche permesso di fare un tuffo nel passato della storia ticinese. Basti pensare alla Corte dei Patrizi – presente negli spazi del Municipio – che ha evidenziato l’importanza, alle nostre latitudini, del castagno e del suo frutto capace, ancora nel secolo scorso, di sfamare molte famiglie ticinesi (oggi, non ce ne voglia nessuno, l’inflazione non risparmia le caldarroste, al pari dei palloncini gonfiati con l’elio). La storia ticinese, per le vie della città, la si è vissuta anche grazie alle persone che hanno indossato gli abiti di una volta. Lo hanno fatto ad esempio gli appassionati del Gruppo Costumi Malcantonesi i quali hanno offerto una «sfilata didattica» con gli abiti da sposa dell’Ottocento («piuttosto pesanti perché ci si sposava in inverno, quando i lavori in campagna erano ‘fermi’») e i vestiti della festa.

Immancabili le già citate bancarelle, che hanno saputo offrire di tutto e di più, e i punti di ristoro – i grottini – gestiti dalle varie associazioni. Presi d’assalto – alla ricerca di un posto a sedere – prima ancora che le rispettive cucine liberassero i primi piatti. Luoghi di socializzazione e di discussione anche, perché no, della cronaca cittadina e non. Durante l’orario dell’aperitivo – dopo la colorata sfilata dei trattori d’epoca sul lungolago – abbiamo sentito persone disquisire sulla recente votazione in merito alle zone 30: «Basta che non si vada a mille all’ora» e l’immancabile (ma giustificato, verrebbe da dire) dibattito-polemica sul rincaro della cassa malati: «Non se ne può più» è probabilmente stata la frase più ricorrente. Un po’ di allegria – tra un argomento e l’altro – l’hanno offerta anche i numerosi musicisti e cori che hanno dato fondo a un repertorio non soltanto popolare: dalla «cucaracha» che si udiva in via Gerolamo Vegezzi all’intramontabile «Marina» cantata in coppia in via Nassa, senza dimenticare le note de «Le scarpette» a poca distanza da piazza della Riforma. Un fine settimana all’insegna della leggerezza, omaggiando l’autunno.

«Sempre più nel cuore delle persone»

L’evento è piaciuto, è riuscito. «Il bilancio è veramente molto positivo» commenta, a caldo, il vicesindaco Roberto Badaracco. Ancora una volta si parla di «numeri incredibili, decine di migliaia di persone hanno preso parte alla festa». Ma quali sono gli ingredienti di questa buona riuscita? Badaracco cita «i grottini gestiti dalle varie associazioni che rappresentano il tessuto sociale e sono capaci di attirare un numero incredibile di persone». Poi «le bancarelle con i loro consueti oggetti, che anche quest’anno hanno avuto un grandissimo successo». Per il vicesindaco, però, è anche questione di carattere: «A mio avviso piace il fatto che sia una festa molto identitaria, locale». Ma capace di attrarre un ampio pubblico. L’evento, a mente del nostro interlocutore, «in pochi anni è entrato sempre più nel cuore dei locali, ma funge anche da richiamo per chi proviene da fuori cantone». Positiva, inoltre, è stata la presenza dell’AgriFestival in Rivetta Tell, che «ha contribuito a movimentare e “allungare” questa festa d’autunno». Inoltre, ravvisa, «la Corte dei Patrizi e i 15 patriziati della regione, con la loro presenza hanno dato un tocco in più». Infine un cenno alla sicurezza: «Non ci sono state problematiche particolari. C’era un clima di allegria generale; non abbiamo rilevato esagerazioni». 

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