«Lugano, punta sui congressi!»

Cosa manca a Lugano per essere ancora più attrattiva per i turisti? Servono più alberghi o più eventi? Bisogna scommettere sui congressi o migliorare ulteriormente i collegamenti stradali e ferroviari? Il giorno dopo l’apertura di Lugano Marittima, una delle iniziative tra le più apprezzate in città (vedi articolo in basso) esercenti, commercianti, albergatori e operatori turistici luganesi provano a dare una risposta. Con una certezza: anche l’estate 2026, salvo colpi di scena, dovrebbe sorridere alla città in riva al Ceresio.
«Siamo ottimisti»
Le prime impressioni, con la stagione estiva alle porte, parlano dell’assenza, fortunatamente, di grandi contraccolpi per il mercato turistico. Anche se, in tempi di guerra, è pressoché normale che si verifichi qualche frenata, in ogni caso compensata dai nostri vicini di casa. A tenere il polso della situazione, soprattutto nel settore alberghiero, è il presidente di HotellerieSuisse Sottoceneri, Federico Haas. «Il nostro mercato di riferimento è sempre quello raggiungibile in quattro o cinque ore di macchina, quindi quando volgiamo lo sguardo verso Nord. In ogni caso, i turisti americani non mancano, così come quelli del Medio Oriente nonostante il conflitto, anche se sicuramente ci sarà una leggera flessione per questi ultimi, ma il cambiamento non sarà sostanziale». Secondo gli addetti ai lavori, quindi, sulle rive del Ceresio ci si aspetta un’estate sul solco di quella dell’anno scorso, solo «con delle variazioni marginali». «La tendenza alla prenotazioni last minute è ormai una nuova realtà – prosegue Haas –. Se ora guardiamo i dati dell’anno scorso, sì, siamo un attimo in ritardo con le prenotazioni, ma alla fine poi tutto si mette in movimento».
La domanda delle domande, comunque, è sempre una: cosa manca a Lugano per rafforzarsi come destinazione turistica? Sicuramente, dice Haas, a livello di offerta alberghiera «mancano delle strutture di categoria medio-alta, come un prodotto lifestyle situato tra il 4 e il 5 stelle. Ma questo potrà funzionare in ottica di turismo congressuale». I riflettori, quindi, tornano a puntare su palazzo dei Congressi e la pianificazione di Campo Marzio. «Lugano deve compiere un passo decisivo per concretizzare questa infrastruttura, che rappresenterà la chiusura del cerchio insieme al LAC, il PSE e il Congressi. Poi, bisognerà capire cosa fare con il nostro aeroporto». Una collana di infrastrutture, secondo Haas, che darà slancio al turismo, «senza però arrivare ai livelli dell’overtourism di Como: non è un modello che si addice a una città come Lugano».
Anche per il presidente della Società dei commercianti di Lugano, Rupen Nacaroglu, la priorità è il Polo congressuale, «un valore aggiunto concreto che aprirà la città a un turismo infrasettimanale su tutto l’arco dell’anno». Guardando invece al «turismo» locale, l’auspicio è quello di «una maggiore accessibilità al centro città: arrivarci sia con il trasporto pubblico che con quello privato risulta oggi troppo faticoso, al punto che molte persone ahimè vi rinunciano». In quest’ambito, prima di andare meglio, andrà probabilmente peggio. A breve la zona della pensilina diverrà un grande cantiere per l’arrivo del tram-treno e sarà quindi necessario mitigarne gli effetti negativi. Ma poi, appunto, arriverà il tram-treno. E con esso un necessario ripensamento della viabilità dell’intera regione.
«I congressi sono un volano»
E a proposito di tram-treno, Michele Unternährer, presidente di Gastro Lugano, auspica che un domani possa condurre dal centro anche al PSE, «così da risolvere la mancanza di posteggi allo stadio», specifica. Per il resto, il presidente di Gastro Lugano è d’accordo con gli interlocutori che l’hanno preceduto. «Serve al più presto un centro congressuale moderno e degno di questo nome – afferma Unternährer –, in questo modo sarà possibile lavorare col turismo tutto l’anno. Potendo disporre di una simile struttura, Lugano salirebbe ancora di livello. Sarebbe insomma davvero la ciliegina sulla torta. Anche perché, forse bisogna specificarlo, un nuovo centro congressuale fungerebbe da volano per tutta l’economia locale. Se i congressi funzionano, detto altrimenti, funzioniamo tutti». Ecco perché il presidente degli esercenti luganesi si augura che la nuova infrastruttura possa arrivare il prima possibile. «Nel frattempo, non nascondo che saranno anni difficili», precisa.
«Più hotel 4 stelle»
«Cosa manca a Lugano per spiccare il salto (turistico)? Semplice. Servono più alberghi 4 stelle». Massimo Boni, direttore di Lugano Region (l’ente turistico cittadino) risponde così alla domanda delle domande, ricalcando così le stesse considerazioni di Haas. «In realtà, servirebbero anche hotel dal respiro cosmopolita – prosegue Boni –. Mi spiego: alcune catene alberghiere europee hanno dei programmi di fidelizzazione che permettono alla clientela di fidarsi di una destinazione anche se non la conoscono alla perfezione. Se si trovano bene con quella catena alberghiera non si fanno remore e sono disposti a cambiare anche il luogo delle loro vacanze». Più alberghi, secondo Boni, permetterebbero inoltre di accogliere al meglio anche il turismo congressuale sul quale si sta puntando.
Ha riaperto Lugano Marittima, «il salotto estivo della città»
Un «vivace punto d’incontro», ma anche «un appuntamento centrale dell’estate luganese». Così la Città di Lugano descrive Lugano Marittima, uno degli appuntamenti forse più attesi dell’estate in città. Sì, perché, ormai da diversi anni - era il 2019 quando scoccò la prima edizione e, dopo una pausa nel 2020 e 2021 a causa della pandemia, l’iniziativa è ripartita con slancio nel 2022 - Lugano Marittima si è ritagliata un posto speciale, attirando alla foce del Cassarate migliaia di persone, specialmente la sera, quando si tratta di fare aperitivo, stare in compagnia e ascoltare un po’ di musica, approfittando anche della frescura del fiume, che soprattutto in alcune serate d'agosto è una risorsa preziosa.
Insomma, Lugano Marittima, che è un evento organizzato dalla Divisione eventi e congressi della Città di Lugano, è un vero e proprio successo. Che, c’è da aspettarselo, si ripeterà anche quest’anno. Ieri sera c’è infatti stata la prima serata di riapertura. E come sempre è stata presa d’assalto, assieme alle caratteristiche casette di legno che ospitano diverse realtà economiche locali durante la stagione, «garantendo un’offerta sempre nuova in un’atmosfera informale e rilassata», specifica la Città.
E a proposito di queste ultime, sempre la Città fa sapere che fino al 5 luglio ospiteranno i ristoranti Seven Lugano, Fresco, Kohakinho e Mary. Mentre dall’8 luglio al 23 agosto, subentreranno invece Vanini Dolce&Café, Bar Sempione, Il Fermento e Anacapri. Confermata per quest’anno anche la presenza degli esercenti limitrofi, Portobello! e Osteria del Porto.
Ma è forse nei fine settimana che l’atmosfera diventa ancora più vibrante. Non soltanto per l’elevato numero di persone che decidono di passare un venerdì o un sabato sera a pochissima distanza dal fiume e dal lago, ma anche per la presenza di numerosi dJ set e proposte di musica live che vengono organizzati. E non solo. Quest’anno, dal 22 giugno al 31 luglio, dalle 17 alle 19, il Chiringuito di ReteTre diventerà ad esempio la sede estiva ufficiale del Club dei Cialtroni con Herbert Cioffi, Griso e Marco Di Gioia. Un mix – a detta degli stessi animatori – molto poco raccomandabile di dirette, musica, racconti, ospiti, risate e momenti che probabilmente era meglio evitare. «Tra musica, relax e convivialità, Lugano Marittima – fa presente la Città – permette di vivere nel corso dell’estate momenti unici in riva al lago in uno dei contesti più suggestivi, situato a pochi passi dal centro». L’anno scorso a Lugano Marittima, secondo i dati del Municipio, sono confluite decine di migliaia di visitatori, con oltre 2.000 presenze giornaliere, «confermando Lugano Marittima come uno dei luoghi più amati dell’estate».


