Lugano si libera del gas naturale e abbraccia il teleriscaldamento

Dopo vari anni di approfondimenti, era il 2022 quando ha visto la luce una prima bozza, il Municipio di Lugano ha adottato il Piano energetico comunale della Città (PECo); il documento strategico con il quale si definiscono gli indirizzi della politica energetica, in questo caso cittadina, dei prossimi anni. Un ruolo centrale verrà dato al teleriscaldamento con la conseguente dismissione di parte della rete del gas naturale. «Per il comprensorio cittadino è prevista la realizzazione di circa 60 chilometri di reti termiche - hano spiegato ieri a Palazzo Civico il sindaco, Michele Foletti, e il capodicastero Pianificazione, ambiente ed energia e mobilità, Filippo Lombardi - e la dismissione di circa 50 chilometri della rete di distribuzione di gas naturale». Un’operazione che avrà un costo di 250 milioni di franchi che sarà assunto dalle Aziende industriali di Lugano (AIL) SA, a cui il Consiglio comunale, dopo il Municipio, dovrà concedere una «privativa» per usare il suolo pubblico, posare le nuove condotte e, quando saranno terminate le opere, recuperare l’investimento attraverso la riscossione delle bollette. «Questo PECo non contiene solo auspici, dunque, ma soluzioni e indicazioni concrete», ha rimarcato Foletti.
Certo, alla realizzazione delle nuove reti termiche non ci si arriverà dall’oggi al domani, ma serviranno anni, se non decenni. «Ma occorre iniziare - ha precisato Lombardi - definendo già oggi quali sono appunto gli indirizzi da seguire in linea con gli obiettivi federali e cantonali». Indirizzi volti a sostenere la transizione energetica, ridurre il consumo di risorse naturali e mitigare i cambiamenti climatici in atto. Un percorso che prevede il graduale abbandono dei carburanti e dei combustibili fossili, a favore dell’elettrificazione della mobilità pubblica e, per il riscaldamento degli edifici, di un maggiore ricorso alle energie rinnovabili e a tecnologie ad alta efficienza, come le pompe di calore.
Adottando il PECo, Lugano vuole insomma liberarsi del gas naturale a favore del teleriscaldamento. Tutto questo senza aspettare troppo tempo. «I primi lavori dovrebbero partire già l’anno prossimo nel comparto Lambertenghi», ha proseguito Lombardi. Un comparto scelto non a caso e che servirà da «test». Ma anche un quartiere dove sarà realizzata la prima nuova rete di teleriscaldamento cittadina attraverso la costruzione di una centrale termica prevista nei pressi delle scuole elementari, che farà capo all’energia contenuta nell’acqua del lago tramite lo sviluppo di una dorsale, che si estenderà dal liceo fino a Casa Serena. «Gli approfondimenti tecnici - ha sottolineato il capodicastero - hanno confermato la fattibilità dell’intervento, che potrà essere realizzato sull’arco di dieci anni, con un impatto minimo per la Città sotto il profilo finanziario e infrastrutturale, nonché sulla viabilità pubblica e privata». Questo anche perché a Lambertenghi, ma anche nelle altre zone del centro dove si interverrà posando la nuova rete di teleriscaldamento, non sarà necessario «aprire» le strade e quindi causare disagi al traffico e ai cittadini. Ma si opererà senza scavare lungo tutto il percorso, ma solo all’inizio e alla fine grazie agli ultimi ritrovati tecnologici. L’infrastruttura permetterà in futuro anche la distribuzione del freddo. «Se a Lambertenghi andrà tutto nel verso giusto potremmo continuare a scaglioni anche negli altri comparti cittadini», ha annotato Lombardi. «Parallelamente - hanno evidenziato il direttore della Divisone pianificazione, ambiente e energia, mobilità, Andrea Felicioni e il caposezione, Jody Trinkler - la Città proseguirà il risanamento energetico degli edifici comunali, l’elettrificazione della propria flotta e lo sviluppo del fotovoltaico».
