Lunga vita al Palazzo Tondü che rinasce a partire dal tetto

La rinascita di una delle più preziose testimonianze di emigrazione delle Centovalli, oggi inserita nell’inventario cantonale dei monumenti storici, può finalmente partire. Sono infatti iniziati i lavori per la sostituzione del tetto del seicentesco Palazzo Tondü di Lionza. A occuparsi del restauro, seguendo gli standard di conservazione del bene culturale protetto, è la Baustelle Denkmal. Quest’ultima, insieme all’associazione «TondO», ha vinto il concorso di idee indetto dalla Fondazione Casa Tondü, proprietaria dell’antico edificio. L’operazione avverrà con la partecipazione di volontari e sotto la supervisione di professionisti. A lavori ultimati, il Palazzo Tondü sarà una struttura ricettiva gestita da volontari. Ma il progetto non si ferma qui. L’intento è anche di creare uno spazio destinato ad attività culturali e sociali, luoghi d’incontro aperti alla comunità.
Mantenere la sostanza
A poco più di un anno da quando la fondazione Baustelle Denkmal ha ottenuto il diritto di proprietà per 50 anni sull’edificio, un gruppo di giovani civilisti si trova a Lionza, impegnato nel rifacimento del tetto. A iniziare dalla realizzazione di mille chiodi di legno. L’obiettivo, infatti, è di mantenere la sostanza dello stabile il più possibile fedele a quella originale. Così, verranno impiegati legno di larice e di castagno, nonché vecchie piode in pietra della regione, alcune delle quali originali dell’antica struttura. I medesimi materiali si sono rivelati già una buona soluzione per le riparazioni di casa Fiscalini, che costituirà l’alloggio per i civilisti.
«Operazioni urgenti»
Philipp Maurer, direttore della fondazione Baustelle Denkmal, interpellato dal CdT, spiega che l’intervento durerà due mesi. Una misura considerata urgente in quanto i danni subiti dal tetto sono ingenti. Il costo previsto è di circa 300 mila franchi, soldi provenienti da una raccolta fondi e da un sussidio concesso dall’Ufficio dei beni culturali. Per la ristrutturazione completa, invece, si dovrà aspettare più a lungo. «Possiamo ipotizzare che i lavori finiranno nel 2032. Ogni anno, infatti, verranno impegnati 50 volontari sull’arco di tre o quattro mesi», afferma Philipp Maurer. Il progetto si propone, inoltre, di dare un contributo alla vita economica e culturale della regione. Come spiega Elena Fiscalini, la segretaria della Fondazione Casa Tondü, già la fase di restauro comporta un indotto economico non trascurabile.
Coinvolgere il territorio
«I lavori vengono fatti da civilisti e volontari, sotto la guida di professionisti, il che implica un valore economico per la regione». Il fine ultimo è proprio quello di coinvolgere il territorio, creando una forte sinergia con altre realtà già attive nelle Centovalli. Palazzo Tondü, infatti, è inserito in un contesto paesaggistico di grande pregio e beneficia della vicinanza di numerose offerte culturali e di svago. Inoltre, saranno previsti dei soggiorni veri e propri, con l’aspettativa che arrivi un turismo di qualità. «Si tratta pur sempre di una dimora storica, con un valore intrinseco importante», ricorda al CdT Elena Fiscalini. «Il fatto stesso di poter pernottare in un palazzo di questo tipo rappresenta un arricchimento per l’esperienza di viaggio», prosegue la nostra interlocutrice, spiegando che anche la storia dell’edificio verrà valorizzata.
Una storia che risale al 1630
Tra realtà e suggestione, si narra di Andrea Tondü, partito per Parma attorno al 1630 con i due figli. Rimasti orfani, i due giovani ticinesi vennero adottati, come vuole la leggenda, da un ricco banchiere e, tornati nella madre patria, si adoperarono per la comunità, facendo edificare nelle Centovalli cappelle, stalle e case. Fra queste vi è anche il Palazzo di Lionza. Oggi, il proposito è di valorizzarne la memoria architettonica e di evidenziarne il legame con l’emigrazione, centrale anche nella storia della nostra regione. Il progetto, in divenire, vede tra le varie ipotesi quella di portare avanti un lavoro di documentazione sul tema, magari con il supporto di strumenti digitali che rendano le informazioni accessibili a tutti. Chiunque fosse interessato a prendere parte al restauro può registrarsi tramite il sito web www.baustelle-denkmal.ch.
