Mendrisiotto

«Mai messa in discussione la Posta di Chiasso»

Il trasloco del Gigante giallo da piazza Indipendenza a via Bossi non è il preludio a un futuro disimpegno – A sgomberare il campo da ogni possibile dubbio è la risposta a una lettera inviata dal consigliere nazionale Giorgio Fonio
©CdT/Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
28.09.2026 06:00

«Il trasloco della Posta dallo storico edificio di piazza Indipendenza (di sua proprietà) alla sede di via Bossi (in affitto) è il preludio a una partenza definitiva del Gigante giallo». Più volte, nel corso degli ultimi tempi, questa frase è riecheggiata per le strade della cittadina. Timori e preoccupazioni che sono stati espressi a più riprese, i quali hanno portato i consiglieri nazionali Giorgio Fonio (Centro) e Greta Gysin (Verdi) a portare la tematica sino a Berna. Una tematica locale, se vogliamo, che grazie alla deputazione ticinese ha potuto varcare il San Gottardo.

Ad oggi, però, si può dire che il pericolo è scampato: il Gigante giallo non se ne andrà da Chiasso. Come detto, c’è chi ha voluto vederci ancor più chiaro. Giorgio Fonio ha recentemente deciso di interpellare direttamente la Posta esprimendo (ancora una volta) la sua preoccupazione e quella della popolazione per una vociferata partenza definitiva con conseguente diminuzione dell’offerta. La risposta, invece, è rassicurante. Il Gigante giallo – si legge nella missiva – è stato effettivamente raggiunto da diverse richieste di chiarimento. Delucidazioni che ora sono fornite.

«Chiasso è importante»

«Chiasso è una località di grande importanza regionale per la Posta, anche per la sua posizione geografica vicina al confine – si sottolinea nella presa di posizione –. L’investimento nella nuova filiale testimonia la volontà di mantenere anche in futuro una presenza stabile, moderna e adeguata alle esigenze della popolazione e del personale». A riprova di questo impegno – si sostiene – la filiale di Chiasso «non è mai stata rimessa in discussione nell’ambito dell’attuale periodo strategico della Posta. Al contrario, la decisione di investire nella nuova sede conferma concretamente la volontà di mantenere e rafforzare anche in futuro la presenza a Chiasso».

Sede vecchia? «Troppi limiti»

Sorge spontanea, a questo punto, un’altra domanda: perché rinunciare a un edificio di proprietà e insediarsi in un altro pagando l’affitto? La struttura attuale – si spiega – «non risponde più in modo sufficiente alle esigenze odierne». In sostanza, dunque, sono emersi dei limiti. Tra questi il Gigante giallo cita l’assenza di luce naturale negli spazi di lavoro, i lunghi spostamenti del personale tra piani diversi, il maggiore impiego di tempo e risorse per l’organizzazione del lavoro, l’assenza di posteggi per la clientela e di un accesso motorizzato. Senza dimenticare «l’impossibilità di realizzare nell’edificio esistente, a costi sostenibili, una soluzione moderna e sufficientemente funzionale».

Municipio, nessun problema

Altro tema piuttosto sensibile è quello che coinvolge il Municipio di Chiasso e la sua posizione in merito al previsto trasloco. «Il Municipio ha potuto manifestare le proprie riserve e dichiarare pubblicamente di non essere entusiasta del trasferimento», si legge nella lettera. Dall’altro lato però, quello – diciamo così – procedurale, «ha confermato (firmando le carte, ndr.) che il dialogo si è svolto, ha preso atto della decisione della Posta e ha rinunciato a sottoporla a PostCom». Cosa significa in concreto? Che la decisione di trasferirsi è stata presa dalla Posta e la firma della Città «documenta lo svolgimento e la conclusione del dialogo, ma non attribuisce al Municipio la paternità della scelta né implica un sostegno politico senza riserve».

Situazione chiarita

Al netto di tutto, dunque, le rassicurazioni richieste dalla popolazione chiassese sono giunte. Il consigliere nazionale Giorgio Fonio, da noi raggiunto, spiega che si è fatto promotore di questa iniziativa «perché nei cittadini c’era evidente preoccupazione: il trasloco della Posta appariva come il preludio di un disimpegno dal territorio». Da qui, dunque, «l’esigenza di comprendere la situazione e rivolgermi al Gigante giallo esprimendo il sentimento degli abitanti».

Anche Fonio ribadisce che «Chiasso è centrale per la popolazione, per i commercianti e poi, non va dimenticato, siamo una realtà di frontiera».

Il tema, come abbiamo visto, ha sollevato anche qualche dubbio (poi chiarito) sull’agire dell’Esecutivo. «Il Municipio ha agito nel campo delle sue competenze. Adesso potrà lavorare per capire quale sarà il futuro dello stabile in piazza Indipendenza. In gioco c’è la vitalità del centro cittadino».

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