Malcontento a Lugano Airport, l’Ispettorato del lavoro avvia il sondaggio

Detto, fatto. Il sondaggio dell’Ispettorato del lavoro teso a verificare e a valutare il clima (di lavoro) del personale di Lugano Airport è partito in questi giorni. Composto da una quarantina di quesiti, il sondaggio permetterà alla trentina di collaboratori dello scalo coinvolti di rispondere in modo anonimo. Al termine della procedura, che potrebbe durare alcune settimane, l’Ispettorato del lavoro stilerà un rapporto per il capodicastero responsabile dell’aeroporto, Filippo Lombardi e per la capa del personale della Città, Ana de las Heras, che a loro volta valuteranno se discutere dei risultati in Municipio. Nelle intenzioni, si dovrebbe giungere a un chiarimento sul clima di lavoro entro metà-fine agosto.
A sollevare malumori e difficoltà riconducibili all’attività della direzione dell’aeroporto di Lugano-Agno – impersonificata da Christian Castelli - sono stati, lo ricordiamo, alcuni dipendenti, che, in forma anonima hanno scritto alcuni mesi fa al Municipio. A confermare l’esistenza di un possibile clima di tensione tra il personale era stato lo stesso capodicastero, una volta ricevuta la lettera anonima. Castelli, va precisato, ha assunto la responsabilità operativa dell’aeroporto dal primo gennaio di quest’anno. La situazione interna allo scalo aveva poi indotto la consigliera comunale Sara Beretta Piccoli (Pvl) a inoltrare un’interpellanza (ancora inevasa) all’Esecutivo. Un atto politico con il quale la consigliera comunale formulava tutta una serie di domande. Tra queste, quella di chiarire se il Municipio era già a conoscenza delle criticità interne, nonché quali misure sono state adottate dopo la prima verifica interna.
Sì, perché un anno fa sul tavolo dell’Esecutivo era già arrivata una lettera. La prima di due, quindi. Una missiva a seguito della quale la Città aveva incaricato la responsabile delle risorse umane della Città, Ana de las Heras di incontrare tutti i collaboratori dello scalo e verificare quanto contenuto nella lettera. Questi incontri avevano permesso di introdurre alcune misure di organizzazione interna. Evidentemente però il clima non è migliorato del tutto, se si è arrivati alla seconda missiva, i cui contenuti saranno ora toccati con mano dall’Ispettorato del lavoro, a cui il Municipio ha deciso di affidarsi. L’Ufficio dell’Ispettorato del lavoro non controlla infatti «solo» il rispetto delle disposizioni in materia di occupazione e d’impiego dei lavoratori distaccati, l’applicazione della legge sul salario minimo e si impegna nella lotta al lavoro nero, ma si occupa anche della protezione della salute fisica e psichica dei lavoratori sul posto di lavoro.
