Lugano

Manifestazione antifascista, La Sinistra interpella il Municipio

Tra le domande poste nell'interpellanza, si chiede all'Esecutivo perché ha ritenuto di esprimersi in merito al presidio «dichiarando a priori, e quindi senza poterne valutare il rischio oggettivo, di non tollerarlo
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Red. Online
24.02.2026 06:00

Dopo il Gruppo Lega Lugano in Consiglio comunale, è toccato a La Sinistra tornare sulla manifestazione antifascista svoltasi sabato in Piazza Manzoni e, nello specifico, sul massiccio dispositivo di Polizia messo in atto quel giorno. In un’interpellanza (prime firmatarie Jasmine Altin e Nina Pusterla) si ricorda che l’Esecutivo cittadino aveva anticipato che il presidio non sarebbe stato tollerato, non essendo pervenuta alcuna domanda formale di autorizzazione. L’operazione di polizia messa effettivamente in campo sabato «è stata di proporzioni mai viste per una dimostrazione pacifica, tanto a Lugano quanto nel resto del Ticino», scrivono gli interpellanti.

Le domande

Si chiede dunque al Municipio per quale motivo ha ritenuto di esprimersi in merito alla preannunciata manifestazione antifascista, dichiarando a priori, «e quindi senza poterne valutare il rischio oggettivo», di non tollerarla. «Sulla base di quali valutazioni oggettive riteneva che il presidio avrebbe avuto un carattere violento, cosa che i fatti hanno peraltro smentito? Come mai l’Esecutivo non ha invece preso posizione, condannandoli, sui contenuti neo fascisti della manifestazione promossa dal Fronte nazionale Elvetico, Active Club Helvetia e Schweizer Nazionaliste, che ha deciso di non autorizzare? A quali persone fanno capo tali gruppi?»

La «minaccia» di utilizzare mezzi coercitivi

Si domanda altresì chi ha dato l’ordine alla polizia, attorno alle 15.30, «di annunciare ai manifestanti (qualche centinaia di persone) che nel caso in cui non si fossero allontanati entro 10 minuti, avrebbero proceduto utilizzando mezzi coercitivi quali gas lacrimogeni e proiettili di gomma». «Perché tale ordine è stato dato, visto che la dimostrazione si stava svolgendo pacificamente, i manifestanti erano controllati a vista da un cordone di agenti e il traffico, rispettivamente le attività cittadine, non erano in alcun modo compromesse? Si è trattato di una decisione generale presa in precedenza? Questo modo di procedere non ha forse rischiato di creare inutili tensioni, vanificando l’intervento di prevenzione e sorveglianza che deve garantire la polizia? Chi ha poi revocato tale ordine, facendo sì che la manifestazione si sciogliesse autonomamente attorno alle 17?»

Di seguito gli altri interrogativi posti:

Chi era a capo del dispositivo di Polizia, al quale hanno preso parte poco meno di un centinaio di agenti della Polizia comunale, cantonale, di corpi svizzeri? Per quale ragione, già nelle ore precedenti la manifestazione, gli agenti presenti fra Piazza Manzoni, Piazza Riforma e le vie adiacenti hanno indiscriminatamente domandato alle persone presenti di mostrare i documenti di identità? 
La Polizia ha riscontrato la presenza in loco dei promotori, rispettivamente di simpatizzanti del Fronte nazionale Elvetico, Active Club Helvetia e Schweizer Nazionaliste? Ci sono stati «faccia a faccia», rispettivamente scontri con i manifestanti antifascisti?
A quanto ammontano i costi globali dell’operazione di Polizia? In che misura tali costi sono a carico della Città (rispettivamente del Cantone o di altri enti)? Il Municipio o la Polizia erano al corrente che un non meglio definito gruppo di neo nazisti si sarebbe introdotto per un flash mob nel terreno di proprietà della Città di Lugano concesso alla Sezione scout Lugano 1915, che ha sporto denuncia, distanziandosi dalla manifestazione razzista?
In generale, sono adeguate e lecite le disposizioni in materia di manifestazioni politiche della Città di Lugano, che prevedono un’autorizzazione (e non per esempio, a determinate condizioni, una semplice notifica) e un obbligo di copertura assicurativa? Da quanto ci risulta esse valgono tanto per le sagre e gli eventi sportivi su suolo pubblico, quanto per le manifestazioni politiche, generando una grossa confusione e ponendo limiti al diritto id manifestare?