Ticino

Manovra di rientro, «un'attenzione accresciuta per la Giustizia»

Il presidente del Tribunale d'appello Damiano Bozzini, nel suo discorso per l'apertura dell'anno giudiziario, è tornato sulla prospettata manovra di riequilibrio delle finanze cantonale e sulle conseguenze per il "terzo potere" - Norman Gobbi ribadisce sull'acquisto dello stabile EFG: «Confermo la validità della proposta del Governo, il Parlamento sia lungimirante»
©Gabriele Putzu
Paolo Gianinazzi
05.06.2023 16:04

Sulla manovra di riequilibrio delle finanze cantonali la preoccupazione della Magistratura ticinese «è concreta». Essa chiede dunque a Governo e Parlamento «un’attenzione accresciuta», in particolare a garanzia del buon funzionamento del «terzo potere» nel nostro cantone. A dirlo, senza troppi giri di parole, è stato il presidente del Tribunale d’appello, Damiano Bozzini, in occasione del tradizionale discorso per l’apertura dell’anno giudiziario, tenutosi ieri mattina al Palazzo dei congressi di Lugano.

«Nei prossimi mesi Governo e Parlamento saranno impegnati nella nota manovra di riequilibrio delle finanze, perseguendo un obiettivo contabile di pareggio dei conti, voluto dal Parlamento e approvato dai cittadini», ha innanzitutto ricordato Bozzini. «La Magistratura – ha proseguito – sente già ora i primi effetti tangibili di questa intensa ricerca di margini per ridurre i costi ricorrenti. La preoccupazione è concreta». E, in questo senso, Bozzini ha pure ricordato che «da sempre i Tribunali prestano attenzione all’uso razionale delle risorse», così come «Governo e Parlamento hanno in più occasioni preso atto delle accresciute esigenze e, con la giusta attenzione al buon funzionamento della Giustizia, hanno approvato i necessari adeguamenti, con l’assunzione dei relativi costi».

Non si chiede alcun privilegio per i magistrati, ma un'attenzione accresciuta per la Giustizia
Damiano Bozzini, presidente del Tribunale d'appello

Fatte queste premesse, concretamente l’auspicio di Bozzini è che «anche con l’esame che si apprestano a compiere» con il Preventivo 2024, «i membri del Governo e del Parlamento dedichino la medesima attenzione alle conseguenze estremamente negative su cittadini e imprese di un sistema giudiziario che dovesse ritrovarsi inadeguatamente dotato di mezzi finanziari, logistici e umani». Insomma, occorre prestare la massima attenzione alle conseguenze negative (per la società tutta) di eventuali tagli alla Giustizia. Ad ogni modo – ha tenuto a precisare il presidente del Tribunale d’appello – «non si chiede alcun privilegio per i magistrati», ma «un’attenzione accresciuta a garanzia di una funzione istituzionale essenziale». Detto diversamente: «La contingenza politica delle finanze cantonali passa, ma il buon funzionamento della Magistratura è una costante del nostro cantone che va assolutamente preservata».

Nel suo discorso, Bozzini ha pure brevemente fatto riferimento agli aspetti logistici della Magistratura, ossia all’acquisto dello stabile EFG di Lugano per la cosiddetta «cittadella della Giustizia ticinese». Un’operazione – dal costo complessivo di oltre 200 milioni di franchi – ormai da anni ferma nella commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’, senza una solida maggioranza parlamentare favorevole.

«Da decenni – ha rimarcato Bozzini – si attendono scelte lungimiranti da Governo e Parlamento. È urgente dotare la Magistratura di adeguate e rimodernate strutture». E questo perché «condizioni di lavoro ottimali migliorano il buon funzionamento dei Tribunali, a beneficio dei cittadini e delle aziende. Il 2023 dovrebbe essere un momento decisivo al riguardo, restiamo fiduciosi».

Gobbi sullo stabile EFG: «Il Parlamento sia lungimirante»

Proprio il tema dello stabile EFG è stato affrontato nel suo discorso anche dal direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. «Palazzo di giustizia a Lugano soffre da anni di carenze strutturali. Ho preso atto di quanto indicato nel rapporto annuale 2022 dal Consiglio della magistratura, che ha evidenziato come ‘‘la situazione logistica generale (…) è da troppo tempo indiscutibilmente critica’’». Condivido le parole del Consiglio della Magistratura e confermo la validità della proposta del Governo», presentata nel messaggio del novembre 2019, «di acquistare l’ex Banca del Gottardo/oggi EFG (...) per ospitare il Tribunale di appello e altre autorità giudiziarie e amministrative legate all’amministrazione della giustizia».

Insomma, malgrado oggi non ci sia una maggioranza parlamentare a favore di quel messaggio, Gobbi non demorde. E questo anche perché si tratta di «un immobile istituzionalmente rappresentativo, di indubbio pregio architettonico e di rilevanza storica», ma soprattutto perché si tratta di «un immobile per la Giustizia cantonale nel Luganese che agli occhi dei cittadini verrebbe indubbiamente col tempo associato alla Giustizia ticinese – come oggi avviene per il Palazzo di giustizia – e a una Giustizia moderna, capace di rispondere» alle esigenze della società. L’auspicio del direttore del DI è quindi «che il Parlamento cantonale sappia essere lungimirante, anche in un momento di difficoltà finanziaria, investendo in uno stabile di pregio, già edificato e funzionale a corto termine per le esigenze digitali, riconoscendo così implicitamente il ruolo fondamentale del Potere giudiziario in uno Stato di diritto».

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