Manutenzione delle strade, investimento tagliato a metà

Che Lugano debba mantenere in buon ordine le proprie strade, non lo contesta nessuno. Quale sia il modo migliore per farlo, è stato invece fonte di articolato dibattito questa sera in Consiglio comunale. Il Municipio proponeva di investire 41,1 milioni di franchi sull’arco di 15 anni per diversi interventi in tutti i quartieri, anche disparati (si va dalla manutenzione di brevi tratti di strada alla gestione della viabilità temporanea durante i lavori per far arrivare il tram-treno in centro, passando per interventi alla pavimentazione dei nuclei in val Colla), cosa che ha generato tre rapporti commissionali (due in Gestione, uno in Edilizia, a cui il Municipio ha aderito all’ultimo momento), nessuno coincidente con l’altro quanto al come procedere. Tre le opzione sul tavolo, dunque: alla fine l’ha spuntata la proposta della maggioranza della Gestione, che proponeva di suddividere il messaggio e di sottoporre al voto solo un credito relativo ai primi otto anni, pari a quasi venti milioni di franchi. Un risultato che il Municipio ha accettato obtorto collo: «Se non ci fossimo adeguati - ha detto il sindaco Michele Foletti - avremmo dovuto ritirare il messaggio, perdendo mesi e mandando all’aria un enorme lavoro di coordinamento. Ci avete messo nell’obbligo di dover accettare qualsiasi cosa, perché non vogliamo creare maggiori disagi ai cittadini e a chi lavora a Lugano». A mettere fretta all’Esecutivo, in particolare, sono i complessi e imminenti lavori per fare arrivare il tram in centro: l’approccio coordinato (non contestato stasera) promette di far risparmiare 2,5 milioni di franchi e contenere i disagi, evitando ad esempio che si debba «aprire» due volte corso Pestalozzi.
«Più coerenza e controllo»
Di fatto, il Consiglio comunale ha dimezzato l’orizzonte temporale del Municipio, concedendo i soldi necessari per i prossimi 8 anni di manutenzione. Poi si tratterà di tornare in Legislativo con una nuova richiesta di credito. Secondo il relatore del rapporto di maggioranza Lukas Bernasconi (Lega) «l’orizzonte temporale di 15 anni, praticamente quattro legislature piene, rappresenta un elemento fortemente problematico», perché «diverse sono le criticità collegate a dei tempi così lunghi». L’orizzonte temporale più ristretto permetterà «maggiore controllo, coerenza, certezza di realizzazione e rispetto per il ruolo del Consiglio comunale». Pur accettando la decisione, la capodicastero Karin Valenzano Rossi ha provato a difendere l’impostazione municipale: «Non è un messaggio macedonia, bensì un messaggio che cerca di integrare tutti gli interventi. Tagliare il credito non significa risparmiare, ma posticipare, svantaggiando i quartieri più periferici perché i lavori più urgenti riguardano il centro città. Così facendo si toglie anche la possibilità di reagire alla miriade di insidie procedurali».
Le opzioni scartate
Sul tema, oltre che la Gestione, si è invero spaccato anche il Consiglio comunale. La proposta della maggioranza della Gestione l’ha spuntata per un solo voto su quella della minoranza (relatori Danilo Baratti dei Verdi e Michele Malfanti del Centro). Quest’ultima proponeva di mantenere inalterati i 41 milioni, ma di non adeguarli al rincaro (fatti salvi dei lavori di spettanza delle AIL, su richiesta di queste ultime): «Il nostro è un approccio meno teorico e più pragmatico - ha detto Baratti - che tramuta il credito in un credito quadro, garantendo la necessaria flessibilità e il controllo sui costi al Consiglio comunale. Non sono certo un apostolo dell’asfalto, ma questi lavori sono necessari». Subito scartata, invece, la proposta dell’Edilizia (relatore Angelo Petralli del Centro) che chiedeva al Municipio di informare adeguatamente la popolazione e di pensare a una maggiore promozione del trasporto pubblico.
Ok alle bonifiche al PSE
Fra i temi all’ordine del giorno, e cambiamo argomento, vi era anche un investimento da quasi 2 milioni per bonifiche e smaltimenti imprevisti per realizzare la prossime tappe del Polo sportivo e degli eventi. Si tratta di costi non preventivabili e che esulano dal contratto di partnership pubblico-privato firmato con HRS; dunque a carico della Città. L’investimento è stato approvato con qualche mugugno.
