Territorio

Massagno riscopre via Motta: «È la nostra piazza del paese»

Come una strada una volta attraversata dal traffico ha cambiato a poco a poco pelle per una precisa volontà politica e sfruttando quanto c’è già attorno e quanto sarà ancora realizzato – La sindaca Simona Rusconi: «Qui pulsa la vita del nostro Comune, la sua importanza è centrale»
© Beatrice Lundmark
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
19.10.2026 06:00

Un adolescente si è appena fermato davanti alla postazione delle biciclette a noleggio. Non si capisce se deve riconsegnare la due ruote presa in prestito o se sta solo guardando lo smartphone. Davanti a lui, due bambini giocano a rincorrersi. Sono sorvegliati a distanza dalla madre, che ogni tanto si volta per guardare anche quello che succede alle sue spalle. Un’altra mamma è seduta su una panchina con la figlia. Un uomo sta fumando davanti al bar del cinema. Le auto sono poche. «Via Giuseppe Motta sta diventando sempre più il centro del Comune di Massagno», dice la sindaca, Simona Rusconi, soddisfatta. La sua non è soltanto un’impressione. È anche una conseguenza di una precisa volontà. Trasformare via Motta nell’epicentro del Comune.

Se fino a diversi anni fa, questa strada era solo una via di passaggio per le auto che volevano accorciare i tempi per andare in centro a Lugano, oggi sta cambiando progressivamente volto. Fino a diventare uno spazio per la cittadinanza. Quasi un ritorno al passato, a ben guardare. Quando in tutte le strade si riversava una fetta di vita di paese. E le strisce di asfalto non erano quelle che sono oggi. Quasi sempre solo un percorso da attraversare in auto per raggiungere qualcos’altro. Oggi, qui, in via Motta, dove le auto sono costrette ad andare a 30 all’ora e un domani forse anche 20, invece ci si ferma. Si corre, si gioca, si prende il sole su una panchina. E si fa anche molto altro.

Perché qua attorno ci sono tutta una serie di edifici e infrastrutture pubbliche che pulsano di vita. Dal cinema Lux, che con la futura partenza del suo «storico» gestore Joel Fioroni, andrà avanti con la sua programmazione. Agli ex magazzini delle Aziende elettriche di Massagno (AEM) che, in attesa di essere ristrutturati e riconsegnati alla cittadinanza - il progetto definitivo è in fase di arrivo dopo che il Consiglio comunale ha accettato il credito di progettazione ma non ancora quello di realizzazione - ospitano già degli spazi dedicati all’arte e un piano dedicato ai giovani. Senza contare la casa per anziani «Girasole» con la sua grande e sempre più animata piazza, che a novembre e dicembre ospiterà per la prima volta la pista di pattinaggio. E ancora la casa comunale, la scuola dell’infanzia, la chiesa, la portineria di quartiere, una bibliocabina. Inoltre, non si può dimenticare lo storico mercatino di Santa Lucia a Natale e il carnevale che si tengono ogni anno sempre sulla strada, che viene completamente chiusa al traffico e si affolla di migliaia di persone.

Vista attraverso questa prospettiva, via Motta sembra davvero al centro della vita sociale, pubblica e culturale di Massagno. Molto più di una semplice strada, quindi. «Un ottimo esempio per spiegare quanto sta succedendo è l’iniziativa di un’associazione massagnese, che si chiama La Ghirlanda – riprende la sindaca –, associazione che ha riportato a Massagno il «Mercato delle pulci», con la voglia di creare uno spazio d'incontro vero e aperto a tutti. L’anno scorso il mercato delle pulci è stato organizzato nella piazza della casa per anziani, mentre quest’anno è stato spostato negli spazi attorno al Municipio, per la prima volta utilizzati per un evento aperto al pubblico, ed è stato un successo. All’apparenza questa iniziativa non sembra chissà che. Invece è un segnale, un altro segnale di come via Motta stia progressivamente diventando centrale per il nostro Comune», precisa Rusconi.

E in effetti sembra proprio così. I bambini che prima giocavano a rincorrersi si sono solo spostati un po’ più in là. Sulle sedie attorno ai tavolini della portineria di quartiere presso il Lux si sono appena seduti due anziani. Mentre l’adolescente intento a scrutare lo smartphone alla fine ha deciso di riconsegnare la bicicletta e si è seduto anche lui su una panchina a prendere il sole di ottobre. Proprio come se si trovasse in una piazza.

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