Nuova autostrada

Melano non diventerà Milano

Una parte della popolazione contesta il futuro semisvincolo, ma sull’altro piatto della bilancia va messa la valorizzazione delle rive
Come sarà la A2 fra Maroggia e Melano.  (Rendering Ufficio federale delle strade)
Giuliano Gasperi
26.10.2020 06:00

«Compensazione» è una parola che da qualche tempo ha un significato particolare per gli abitanti di Melano. Parliamo del progetto di potenziamento della A2, che tra Melano e Maroggia prevede la creazione di un semisvincolo con entrata e uscita in direzione nord e un’uscita verso sud. È risaputo che una parte della popolazione non vede di buon occhio questa nuova lingua d’asfalto. La democrazia farà il suo corso. Finora, tuttavia, le preoccupazioni per la futura bretella sembrano aver messo un po’ in secondo piano gli altri interventi previsti nel Comune. Le compensazioni, appunto, che alcuni hanno già descritto come una «magra consolazione». È davvero così? Proviamo a capire meglio quali opportunità offre il progetto a Melano.

In sella, andiamo a nord
Una potenzialità nasce dallo spostamento della strada cantonale tra Maroggia e Bissone, con il tracciato attuale che verrà liberato dalla maggior parte delle auto e dedicato alla mobilità lenta, tra cui quella ciclabile. Non accadrà sul territorio di Melano, ma da Melano, senza l’ansia di circolare a fianco del traffico motorizzato, si potranno raggiungere in bicicletta Bissone e poi Melide. Lo stesso si potrà fare verso sud grazie alla realizzazione di un nuovo percorso ciclabile e pedonale fino a Capolago. A Melano la strada cantonale rimarrà dov’è: non c’è lo spazio per una circonvallazione come a Maroggia e Bissone – spiegano gli addetti ai lavori – e per crearlo sarebbero necessari un sacrificio di terreno e grossi espropri.

Il piano per valorizzare le rive.
Il piano per valorizzare le rive.

L’acqua restituita
Con le opere accompagnatorie cambierà anche il rapporto dei Comuni con il Ceresio. L’idea, come spiegato dall’Ufficio federale delle strade, è rinaturare alcuni tratti delle rive del lago e dei fiumi Mara e Sovaglia. Ciò verrà fatto anche riciclando il materiale di scavo proveniente dalle gallerie (che in altre occasioni avrebbe il suo costo). «In tal modo – osserva l’Ustra – si potrà da un lato offrire al territorio un’opportunità di miglioramento ambientale e paesaggistico, dall’altro ridurre l’impatto del trasporto verso destinazioni lontane d’importanti volumi di materiale». Tutto ciò fa tornare alla mente l’idea, poi naufragata, di riqualificare i fondali del golfo di Agno e creare delle piccole isole usando il materiale che verrà estratto per la circonvallazione Agno-Bioggio e il tunnel del nuovo tram-treno. Le isolette potrebbero «riapparire» di fronte a Melano? «A questo stadio nulla è deciso – frena l’Ustra – Dove e come verrà usato il materiale lo stabilirà il Cantone», a cui compete questa parte delprogetto. L’ufficio federale si è limitato ad auspicare la maggior fruibilità possibile per gli abitanti. A tal proposito è prevista la valorizzazione della zona Tannini e dei campeggi, dove ci sarà la possibilità di avere un porto turistico. Quest’ultimo a dire il vero nascerà prima, anche se con un altro scopo: il trasporto sul lago del materiale necessario ai lavori.

Nastri e barconi
L’uso del lago per il trasporto di materiale merita qualche dettaglio in più. A Melano sarà prezioso per creare, fino a Capolago, un accesso all’acqua oggi negato dalla presenza della ferrovia. Il materiale necessario verrà trasportato in due fasi: dalle gallerie al porto di cantiere con un nastro meccanico e dal porto alle rive da rinaturare con dei barconi.

Ai lettori l’ardua sentenza
Queste le opere che accompagneranno il potenziamento della A2 a Melano. Una «magra consolazione»? Ai lettori l’ardua sentenza. Di sicuro un metro di riva libera su un lago costellato da proprietà private, come è il Ceresio, vale di più rispetto allo stesso metro in contesti meno «colonizzati».

L’orto e il campeggio
Un altro aspetto del progetto è quello delle possibili interferenze con stabili e terreni esistenti. Per quanto riguarda il semisvincolo, non è in conflitto con le costruzioni. Tocca invece alcune aree private e pubbliche vicino alla A2. Uno di questi terreni è quello accanto al complesso della Fondazione San Gottardo, che col suo laboratorio agricolo, l’Orto Il Gelso, impiega venticinque persone che hanno varie disabilità. Il direttore, Claudio Nairetti, spiega che il fondo destinato al semisvincolo, anche se oggi non è utilizzato, è una risorsa per i progetti della Fondazione, che conta perciò di essere coinvolta per capire il da farsi. Guardando la mappa, spicca anche la vicinanza del cantiere sul lago con il Camping Monte Generoso: una convivenza complicata. Da noi interpellata, la società proprietaria fa sapere che valuterà le varie opzioni possibili senza opporsi al progetto.