Mendrisio ascolta i giovani e vince un premio

Mendrisio è sul gradino più alto del podio. Un podio condiviso con altre 3 località elvetiche (una per regione linguistica: Sion, Horgen e la regione Bassa Engadina). L’occasione è perfetta per festeggiare, ma anche per spiegare cosa ci sia dietro a questo riconoscimento. Lo si è fatto oggi durante una conferenza stampa. «Non basta mettere insieme dei paesi per fare una città, ci vuole una visione e Mendrisio ce l’ha», parola di Marco Galli Capoufficio del sostegno ad enti e attività per le famiglie e i giovani del Cantone.
Il premio vinto si chiama «Comune sano - Città sana» ed è sostenuto dall’Ufficio federale della sanità pubblica insieme a una pluralità di enti a livello nazionale. È alla sua quarta assegnazione e mira a sostenere concetti esemplari per la promozione della salute a livello comunale. «Questo riconoscimento premia il lavoro del Dicastero politiche sociali - ha detto la neomunicipale Françoise Gehring - e di chi ogni giorno mette energia, sensibilità, intelligenza e creatività nel proprio lavoro. Attraverso i processi locali e la promozione attiva di condizioni di vita sane, i Comuni possono indubbiamente accrescere la propria attrattività. Mendrisio è un esempio concreto e dinamico».
Ricerca tra pari
Il premio è stato vinto grazie a un progetto preciso: Dixit, una ricerca fatta dai giovani sul benessere dei giovani sul territorio (uno studio coordinato da Radix Svizzera Italiana). Un gruppo di lavoro composto da 12 ragazzi ha intervistato circa 400 coetanei (tra i 14 e i 20 anni) con l’obiettivo di raccogliere dati, vissuti, impressioni e punti di vista. L’obiettivo era di fornire un quadro della situazione del territorio rispetto ai bisogni, agli interessi e alle aspettative future dei giovani che lo vivono, ha spiegato Luca De Stefano, responsabile Area infanzia e giovani di Mendrisio. I risultati emersi hanno poi permesso di tracciare le linee guida d’intervento che le istituzioni hanno messo in atto - e lo stanno tuttora facendo - in favore della popolazione giovanile.
«Risultati anche sorprendenti»
Le interviste sono state effettuate in diversi luoghi di ritrovo giovanile (le serate Midnight, i bar anche d’oltreconfine, i carnevali, i centri commerciali, il centro giovani, eccetera). Il fulcro delle domande erano i concetti di benessere e malessere, la felicità e l’infelicità, il futuro e il territorio. «Sono emersi risultati prevedibili e altri sorprendenti. Dall’importanza delle relazioni con i pari età, viste come una linfa vitale, alla percezione di Mendrisio come una città per anziani, senza luoghi di incontro per i giovani e spazi fruibili liberamente», così De Stefano.
La volontà oggi non era tanto di illustrare nei dettagli lo studio e i suoi risultati, ma più che altro di mostrare come la Città abbia fatto tesoro di quanto emerso e, ad esempio al centro giovani, si sia già optato per una gestione diversa dello spazio e delle attività. «Siamo anche arrivati a lasciare le chiavi del centro ad alcuni gruppi di ragazzi, che ora sono liberi di organizzare il loro tempo». Una sorta di rivoluzione per un centro giovanile in passato spesso criticato e accusato di essere poco attrattivo e troppo «istituzionale».
Gli altri progetti
Le novità nella gestione del centro giovani di Mendrisio non sono le uniche conseguenze di Dixit: l’analisi e gli spunti della ricerca stanno indirizzando le politiche della Città per quanto riguarda i giovani, l’infanzia e le famiglie. Sulla scia di Dixit sono partiti altri progetti, come la Rete Infanzia Mendrisio e la Città delle bambine e dei bambini.
Il primo coinvolge 12 enti e si basa sulla constatazione che, in momenti di vulnerabilità, alcune famiglie faticano ad accedere ai servizi o non siano supportate da una rete informale di sostegno. Il progetto di rete intende costruire nuove buone prassi di collaborazione tra enti e associazioni, con l’obiettivo di incrementare e migliorare costantemente la qualità dei servizi, nonché favorirne l’accesso.
Il progetto «Città delle bambine e dei bambini» promosso dal Consiglio nazionale delle ricerche italiano - «Mendrisio è la prima Città svizzera ad aderirvi», ha sottolineato Tiziana Madella, responsabile dell’Ufficio famiglie e giovani e Antenna sociale di Mendrisio - implica che i bambini diventino parametro per pensare e vivere lo spazio. Il primo passo sarà la creazione di un laboratorio di progettazione di cui faranno parte anche dei bimbi, che avrà l’obiettivo i progettare un parco giochi. «Dopo i giovani, la nuova sfida è ascoltare anche i più piccoli», ha concluso Madella.
Una sfida che Galli pochi minuti prima aveva auspicato che Mendrisio raccogliesse a breve: «La sfida è che questa buona pratica di ascoltare i giovani sia traslata a tutti i livelli comunali. Ascoltare i giovani aiuta a farli sentire parte della comunità, questa è davvero educazione alla cittadinanza», era stata la sua conclusione.
«Percorso coinvolgente e appagante»
Al tavolo dei relatori oggi c’era anche Eleonora Fontana, una dei giovani che ha partecipato alla ricerca Dixit. «È stato un percorso molto coinvolgente - ha detto -. Molti dati emersi sono stati sorprendenti anche per me, su tutti la voglia dei giovani di stare nella natura. La natura come spazio di evasione è un elemento importante e a Mendrisio mancano spazi di cui usufruire liberamente. È stato anche appagante vedere come alcune proposte siano state davvero realizzate dal Comune».
