Meno faidesi e più rivieraschi, bleniesi stabili

Come è evoluta la popolazione dei Comuni aggregati della regione? Abbiamo visto che la nuova Bellinzona è quasi immobile dal 2017, anno della fusione che ha creato una delle città più grandi della Svizzera. Dato che non deve essere abbinato esclusivamente alla situazione specifica della capitale, perché come pure abbiamo spiegato nell’articolo di ieri, dopo la progressione dal 2010 al 2015, è tutto il Ticino ad essersi fermato a livello demografico. Ma qual è la situazione, appunto degli altri Comuni nati da un’aggregazione?
Blenio sale
Partiamo dall’alta valle di Blenio, uno dei primi progetti di fusione andati in porto (nel 2006). Ebbene, tra il 2010 ed il 2019 la popolazione residente permanente (dato fornito dall’USTAT) è passata da 1.697 a 1.770 abitanti: anche qui, la leggera progressione verso la metà del decennio scorso si è poi arrestata. Tra le frazioni, l’evoluzione nello stesso periodo indica una crescita di Campo e Ghirone, e un calo delle altre. Scendiamo verso sud e siamo subito ad Acquarossa (progetto di fusione fusione concretizzato nel 2004), dove l’evoluzione è analoga, con una flessione iniziata nel 2018. Nel 2010 i residenti permanenti erano 1.841, saliti a 1.862 nel 2013, poi la discesa fino ai 1.813 del 2019. Le frazioni hanno dinamiche diverse: c’è chi cresce e chi perde abitanti. Chiudiamo il tour nella “Valle del sole” con Serravalle, Comune nato nel 2012 che negli ultimi anni risulta stabilissimo intorno ai 2.070 residenti permanenti. La buona crescita registrata nel comprensorio aggregato dal 2010 (due anni prima della fusione, quando si contavano 1.992 persone) si è arrestata a partire dal 2016 quando era stata superata quota 2.100, poi mai più raggiunta. Nel confronto decennale, crescono le frazioni di Malvaglia e Semione, arretra un po’ Ludiano.
Lo «strano» caso di Mairengo
Cambiamo valle, e siamo in Leventina, regione poco fertile in ambito aggregativo e pure in costante perdita di peso demografico. L’unico Comune nato da una fusione (in più tappe tra il 2006 ed il 2016) è Faido, il capoluogo che riunisce l’intera media valle. Vediamo allora l’evoluzione in questo ambito. Qui sull’arco del decennio in esame la diminuzione dei residenti è netta. Dai 3.382 abitanti del 2010, l’intero comprensorio aggregato è passato ai 2.889 del 2019. E rispetto agli altri Comuni finora preso in esame, è il solo in cui la regressione demografica è stata costante. Balza all’occhio il caso della frazione di Mairengo, da 562 a 229 residenti permanenti: un esodo da attribuire alla fine del cantiere AlpTransit di Polmengo, che ha coinciso con la partenza di numerosissimi operai e ingegneri. Un fatto, quest’ultimo, che ha evidentemente pesato sulla diminuzione della popolazione faidese nel suo complesso.
Cresciano su
In controtendenza da questo punto di vista è Riviera, nato nel 2017. Il totale dei quattro ex Comuni diventati quartieri è salito dai 3.865 residenti permanenti del 2010 ai 4.209 del 2019: un discreto balzo in avanti. A incidere positivamente è soprattutto Cresciano, che in nove anni ha visto la propria popolazione crescere di 130 abitanti (da 618 a 748). Più stabili gli altre quartieri, tutti in leggero aumento, Lodrino compreso che ha però vissuto una lieve compressione a partire dal 2018.
Il polo è bloccato
Non è stata finora toccata da fusioni realizzate (ma solo di un tentativo con Iragna e Pollegio fallito in votazione popolare), però ci sembra giusto citare comunque in questa sede il Comune polo delle Tre Valli. Ebbene, Biasca è ferma. Nello spazio di un decennio la popolazione è cresciuta di appena 12 residenti: dai 6.080 del 2010 ai 6.092 di nove anni più tardi.
