Migranti indisciplinati: c’è la visita di conciliazione

La Segreteria di Stato della migrazione ha detto sì. Tradotto: incontrerà le autorità locali e cantonali che avevano espresso reticenze sulla sperimentazione di un modello di alloggio alternativo che prevede la separazione dei migranti indisciplinati in ambienti distinti nel Centro federale d’asilo (CfA) di Pasture (e in quello di Flumenthal). Un progetto pilota che avrà la durata di sei mesi e che partirà la prossima estate. A chiedere un incontro «urgente» alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) per discutere dell’iniziativa erano stati i Municipi di Balerna, Chiasso e Novazzano, così come il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi (vedi CdT del 30 dicembre 2025), preoccupati in particolare per l’ordine pubblico all’esterno dei CfA e della scelta di non trasferire i richiedenti che creano problemi verso Centri speciali. Ma anche stizziti per non essere stati coinvolti nel processo decisionale. Un modo di agire che aveva altresì fatto esprimere al Governo cantonale «formale disappunto». La conclusione? La richiesta di rivedere il progetto pilota.
«Massima attenzione»
Come scritto, l’incontro ci sarà. Ma non sarà propriamente tempestivo. Si terrà infatti il 18 febbraio, a Chiasso. L’accoglimento della richiesta è stato comunicato ai diretti interessati da una lettera giunta in Ticino nei giorni scorsi e firmata dal segretario di Stato per la migrazione e Direttore della SEM Vincenzo Mascioli. «Facendo seguito ai vostri scritti – si legge nella missiva giunta da Berna –, desidero avvalorare che le preoccupazioni e le richieste da voi espresse sono già oggetto della mia massima attenzione. Sono consapevole delle rilevanti difficoltà cui sono confrontati i Comuni e i relativi Cantoni che accolgono sul proprio territorio i Centri federali d’asilo, i quali sono chiamati a sostenere un onere significativo nell’attuale contesto di forte pressione sul sistema d’asilo». E ancora: «Il contributo fornito dal vostro territorio risulta pertanto fondamentale e meritevole di particolare riconoscimento». Poi l’accoglimento formale della richiesta di incontro, un incontro che avrà «l’obiettivo di trovare soluzioni consensuali e concretamente realizzabili alle vostre richieste».
Gobbi: «Un passo necessario»
«Accogliamo con favore la proposta di incontro della SEM, che dà seguito alle sollecitazioni del Consiglio di Stato e dei Comuni di Chiasso, Balerna e Novazzano» premette, da noi contattato, il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. D’altronde, non si nasconde, si tratta di «un passo necessario dopo una decisione unilaterale presa senza il dovuto coinvolgimento delle autorità cantonali e comunali e senza tener conto delle nostre preoccupazioni, già espresse in più occasioni». Il Ticino – evidenzia Norman Gobbi – «ha sempre dimostrato spirito di collaborazione in ambito migratorio, ma in quanto Cantone di frontiera è confrontato con criticità particolari che la Confederazione deve considerare. Per la gestione dei richiedenti l’asilo problematici – conclude il nostro interlocutore – servono strumenti chiari ed efficaci e soluzioni fondate sul consenso reciproco».
Il possibile ricorso
Nella lettera partita in direzione di Berna nei giorni a ridosso di Natale i tre Municipi di Balerna, Chiasso e Novazzano puntualizzavano anche un altro aspetto: che si riservavano la possibilità di inoltrare ricorso contro il progetto al Tribunale amministrativo federale. La richiesta di un incontro «urgente» con la SEM era legata anche a questa possibilità: ad oggi, però, non è ancora dato sapere se i Comuni procederanno in tal senso.
Il progetto
La sperimentazione, della durata di sei mesi, implica, lo ricordiamo, la separazione in una zona distinta del Centro di quei migranti (solo uomini e maggiorenni) che per via del loro comportamento sopra le righe rischiano di compromettere il funzionamento dell’intera sede (ad esempio chi si rende autore di comportamenti violenti nei confronti di altri richiedenti l’asilo e dei collaboratori del Centro o chi si è reso protagonista di atti di vandalismo). A Balerna l’area sarà creata all’interno del CfA stesso. Se questo nuovo approccio darà buoni risultati, la SEM intende attuarlo in tutte le regioni di asilo.

