Millemonti, nuove polemiche: «Sponda sinistra dimenticata»

«Quale visione ha il Municipio per l’insieme della montagna bellinzonese?». La sezione turrita del Centro non molla la presa su «Millemonti Bellinzona», il marchio presentato la scorsa settimana con l’obiettivo di dare una visione di sviluppo sostenibile e coordinata della montagna di sponda destra, in particolare delle aree di Curzùtt, Mornera e del parco montano circostante.
Dopo l’interpellanza firmata Camilla Pedrioli, nella quale si critica duramente il nome scelto dal Consiglio direttivo dell’Ente autonomo Carasc, la stessa consigliera comunale, insieme al collega Pietro Ghisletta, torna all’attacco: «La sponda sinistra è stata dimenticata?». Per i membri del Legislativo, il progetto rappresenta «un’altra occasione mancata» per unire, davvero, le montagne bellinzonesi.
Visione d’insieme
«Invece di avere una strategia unitaria capace di mettere in rete le diverse realtà montane, si ha l’impressione che i vari comprensori vengano affrontati attraverso iniziative separate, strutture differenti e livelli di sostegno disuguali». Tra il 2019 e il 2020, ricordano Pedrioli e Ghisletta, Città di Bellinzona, ente regionale e organizzazione turistica regionale avevano promosso uno studio strategico per la valorizzazione della sponda sinistra, indicando nella Fondazione Valle Morobbia «il soggetto più idoneo alla governance territoriale». Questa ha quindi lavorato come interlocutore in progetti regionali e internazionali per promuovere l’area. «Sorprende», scrivono allora gli interpellanti, che il progetto Millemonti, «presentato come nuovo strumento di valorizzazione della montagna cittadina, sia stato sviluppato senza coinvolgere la governance della sponda sinistra», un’impostazione «in contrasto con gli indirizzi dati dalla Commissione della gestione e dal Consiglio comunale, che hanno più volte auspicato politiche territoriali integrate e scenari strategici per l’intero territorio comunale».
Di qui le cinque domande all’Esecutivo, tra le quali si chiede come si giustifichi la «disparità» tra le strutture delle due sponde in termini di mezzi, progettualità, visibilità e sostegno finanziario. Si domanda inoltre se la Fondazione Valle Morobbia e Sponda Sinistra resterà l’ente di riferimento e con quali strumenti sarà coinvolta nelle future strategie.
Infine, viene chiesta una tabella riassuntiva dei contributi ordinari e straordinari e delle altre forme di sostegno concessi dalla Città, dal 2017 a oggi, agli enti e alle realtà attive nei territori montani, con beneficiari, finalità e importi.
