Minori, controlli e coltelli: fine settimana positivo

Oltre duecento persone controllate, ma nessun’arma bianca ritrovata o confiscata. È positivo il bilancio del secondo fine settimana di presenza accresciuta della Polizia di Lugano nelle zone calde della Città durante le serate della movida. In particolare, le forze dell’ordine hanno riproposto operazioni di controllo preventivo nelle zone più sensibili, come immortalato in diversi filmati giunti in redazione.
Se l’ultimo fine settimana di agosto si era chiuso con settantanove persone controllate e cinque oggetti potenzialmente atti a offendere trattenuti in via precauzionale (con un minorenne denunciato per infrazione alla Legge federale sulle armi poiché trovato in possesso di un coltello vietato), lo scorso weekend, dopo 13 ore di presenza preventiva nelle zone calde, con pattuglie mobili che hanno coinvolto 26 agenti, il bilancio recita 225 persone controllate e nessun ritrovamento o sequestro di armi da taglio.
«Questo conferma che per fortuna la maggior parte dei ragazzi non gira con il coltello in tasca, ed è incoraggiante», dice la capodicastero Sicurezza Karin Valenzano Rossi. In ogni caso, la Città non intende abbassare la guardia. «Il presidio accresciuto resterà ancora. Non diventerà permanente, ma l’idea è di mantenerli con una certa regolarità, soprattutto nelle zone calde della movida e in Stazione FFS». A stabilirlo, operativamente, sarà la Polizia Città di Lugano mentre politicamente, il Municipio utilizzerà i dati di queste operazioni per capire se e come intervenire. E dove farlo.
Il sequestro preventivo
A proposito di armi bianche, come rilevato nei giorni scorsi dalla magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa su queste colonne, il Ticino ha stretto le maglie attorno a coltelli e coltellini che non sono considerati armi vietate. «Se durante un controllo, oggi un minorenne viene trovato in possesso, ad esempio, di un coltellino svizzero – coltello che non sottostà alla Legge federale sulle armi, appunto - gli viene confiscato ed eventualmente è restituito ai genitori». Quasi una confisca preventiva, dunque. Non nuova, perché già in vigore, ad esempio, nel Canton Friburgo. E messa in atto non per caso. Ma per scongiurare guai peggiori.

