Missioni in continua crescita: «Cerchiamo nuove forze»

Le 6.108 missioni compiute nel 2025 rappresentano il secondo picco registrato nella ventennale attività del Servizio ambulanza Locarnese e valli (Salva). I dati statistici fanno parte della documentazione allegata ai conti consuntivi dello scorso anno dell’ente di soccorso preospedaliero. Conti che saranno discussi dall’assemblea dei soci convocata per mercoledì 10 giugno nella sede di via alla Peschiera a Locarno. Dopo una lieve flessione registrata nel 2024, il numero degli interventi dei soccorritori professionisti e volontari ha ripreso a salire, confermando la tendenza che accompagna l’attività del Salva fin dalla sua costituzione. Se il 2025 non è stato contraddistinto da eventi straordinari, il comitato annota tuttavia come si sia registrato un sensibile aumento delle richieste per l’organizzazione di dispositivi sanitari a copertura delle numerose manifestazioni che si svolgono sull’intero arco dell’anno, accanto agli ormai consolidati appuntamenti di grande richiamo. Ciò non fa che ampliare un cronico problema del Salva, peraltro comune anche agli altri enti di soccorso preospedaliero presenti in Ticino: la sottodotazione del personale necessario per una corretta copertura del servizio. «Permangono le difficoltà nel garantire un organico pienamente adeguato ai reali bisogni operativi», sottolineano i vertici del Salva, i quali confidano che «nel corso del 2026 si possa rafforzare il team dei soccorritori con l’inserimento di nuovi giovani professionisti». E questo grazie agli sforzi intrapresi negli ultimi anni per aumentare il numero di allievi in formazione.
Meno spese e più entrate
L’aumento del numero di interventi e la richiesta crescente di presenza durante le manifestazioni, un risvolto positivo lo hanno comunque avuto: l’incremento dei ricavi. L’anno scorso l’ente ne ha contabilizzati per oltre 6,8 milioni, ossia il 12% in più rispetto a quanto indicato nel preventivo. Parallelamente si sono registrati minori costi (nel complesso 8,7 milioni, con una diminuzione di quasi l’1%), di modo che il fabbisogno a carico dei Comuni convenzionati risulta essere di poco superiore a 1,8 milioni. Tutto ciò si traduce in una riduzione del costo pro capite dai 30,04 franchi preventivati ai 26,56 inseriti nel consuntivo. Nel miglioramento del bilancio ha avuto un’incidenza anche la quota di sussidio riconosciuta che è stata superiore alle attese.
Spirito di squadra
Nelle considerazioni che accompagnano il documento contabile, il comitato del Salva evidenzia i riscontri positivi scaturiti dalla visita degli esperti nell’ambito del processo di riqualificazione della qualità. Esperti che hanno riconosciuto come l’ente rappresenti una realtà di riferimento «indicandola quale esempio di buone pratiche e organizzazione». Tra gli aspetti maggiormente apprezzati, evidenziano ancora i vertici del Salva, figura lo spirito di squadra. «Una collaborazione concreta e tangibile nella quale ciascuno contribuisce in modo determinante al raggiungimento del risultato comune. È proprio questo lavoro quotidiano, spesso silenzioso ma costante, che ha reso possibile il conseguimento di questo importante traguardo», ossia il rinnovo del certificato di qualità rilasciato dall’Interassociazione di salvataggio.
Luglio il mese più «caldo»
Scorrendo le statistiche relative ai 6.108 interventi effettuati lo scorso anno, rileviamo come la maggior parte ha riguardato aspetti legati alla medicina (77,3%), mentre quelli per infortuni sono stati solo il 22,7% del totale. Il mese più caldo è risultato essere ancora una volta luglio, ovvero quello dove si registra la maggior presenza di turisti sul territorio di competenza dell’ente di soccorso preospedaliero. Il giorno della settimana durante il quale, in media, sono stati effettuati più interventi è il giovedì, mentre la fascia oraria che ha richiesto il maggior numero di missioni è quella tra le 11 e mezzogiorno. Sull’arco dei dodici mesi sono state le persone di sesso maschile ad aver avuto più bisogno dell’ambulanza (51,8%) e la fascia di età dei pazienti soccorsi con maggior frequenza è stata quella tra i 75 e gli 89 anni. Da rilevare infine che nel complesso le ambulanze in dotazione al Salva hanno percorso quasi 22 mila chilometri.
