Molestò due bambine, pena sospesa

Aveva carpito la loro fiducia, creando man mano un rapporto di soggezione tale da rendere irrealistico un loro rifiuto. Nell’arco di sei mesi, le ha a più riprese molestate sessualmente, regalando loro piccole somme di denaro per non dire nulla. Le vittime sono due bambine di 9 anni, allieve di una scuola elementare. Gli abusi – dei toccamenti nelle parti intime – sono avvenuti in almeno cinque occasioni tra aprile e ottobre 2025, nei pressi della scuola elementare che frequentavano, in un comune del Luganese presso il quale l’autore, un 24.enne della regione, lavorava.
L’uomo è comparso questa mattina in aula davanti alla Corte delle Assise correzionali presieduta dalla giudice Monica Sartori-Lombardi per rispondere delle accuse di ripetuti atti sessuali con fanciulli e ripetuta coazione sessuale. Per questi gravi fatti, l’imputato è stato condannato a 8 mesi di carcere, sospesi per tre anni. Nei suoi confronti sono stati disposti l’assistenza riabilitativa e un trattamento ambulatoriale. Dovrà pure rispettare delle norme di condotta, ossia il divieto a vita di svolgere attività a contatto con i minorenni, di contattare le vittime e, appunto, l’obbligo di seguire un trattamento psichiatrico. Nei suoi confronti, il perito ha ravvisato una grave scemata imputabilità così come un alto rischio di recidiva. La pena è frutto di un accordo tra le parti: la procuratrice pubblica Chiara Buzzi, l’avvocato difensore Stefano Stillitano e il patrocinatore delle due vittime, l’avvocato Carlo Borradori. Interrogato dalla giudice, il 24.enne ha detto che quanto successo «non capiterà più». Quanto ai motivi del suo agire, l’imputato, ha preferito non rispondere, pur essendo consapevole di aver commesso qualcosa di grave.
Sollecitato dalla giudice e dall’avvocato Borradori, sia pur con un po’di difficoltà l’uomo ha chiesto scusa alle vittime e alle loro famiglie, riconoscendo di aver causato loro grande sofferenza. «Deve esserle chiaro che lei deve stare alla larga dalle due vittime e da tutte le bambine», lo ha ammonito Sartori-Lombardi. A questo proposito, il rappresentante delle vittime non ha nascosto qualche preoccupazione: «Non voglio sembrare il giustizialista di quest’aula, né voglio mancare di rispetto alle sensibilità dell’imputato – ha premesso. Non posso però che manifestare forte preoccupazione di fronte a questi fatti, la cui gravità è notevole e che, almeno apparentemente, fa a pugni con la forma di questo processo (il dibattimento si è svolto quasi nella forma del rito abbreviato, ndr). L’imputato non ha mai fatto un giorno di prigione e nei suoi confronti ci sono vaghe misure sostitutive dell’arresto. Le vittime – ha concluso – hanno un po’ perso la naturalezza e la spensieratezza che alla loro età si dovrebbe avere. Speriamo che il tempo le aiuti ad andare avanti». Di contro, l’avvocato Stillitano ha spiegato che il suo assistito «fa fatica a esternare le sue emozioni. Mi dispiace che sia parso un po’ reticente, ma è sicuramente pentito per quanto commesso. Dopo i fatti è stato emarginato dalla comunità e invito la Corte a tenerne conto».
Durante la lettura della sentenza, Sartori-Lombardi ha ammonito l’imputato e si è detta confortata dalla «solida rete famigliare alle sue spalle».
