Molino Nuovo, finora preoccupavano gli assembramenti

Un grave fatto di sangue ha scosso il quartiere di Molino Nuovo nelle prime ore di sabato. Un 24enne iracheno residente nella regione è infatti stato accoltellato poco prima delle 4 di mattina sull’uscio di un palazzo in via Pelloni, a poca distanza dalla sede della Polizia Città di Lugano. Le urla del giovane hanno allertato i soccorsi e l’uomo è stato trasportato all’ospedale civico. Le sue condizioni preoccupano: stando all’ultimo aggiornamento medico diffuso da Ministero pubblico e Polizia cantonale, la sua vita è in pericolo. Gli inquirenti, giunti sul posto assieme agli Enti di primo soccorso, non hanno per contro rinvenuto l’accoltellatore. Una persona è però stata arrestata nelle ore successive, e la sua posizione è al vaglio degli inquirenti. Si tratta di un ventenne italiano pure residente nel Luganese. Le principali ipotesi di reato nei suoi confronti sono di tentato assassinio, subordinatamente tentato omicidio intenzionale e infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti. L’inchiesta, coordinata dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas, prosegue al fine di delineare le responsabilità e la dinamica dei fatti.
Una prima versione
Gli inquirenti sono dunque al lavoro per cercare di capire cosa abbia scatenato l’aggressione. La vittima, ha riportato sabato la RSI, avrebbe riferito ai propri parenti (che abitano proprio nel palazzo sul cui uscio è avvenuto l’accoltellamento) di non sapere chi l’ha colpito in quanto, quando è successo, era girato di spalle. Il giovane sarebbe inoltre stato raggiunto da più di un fendente e gli sarebbe stato sottratto il telefono cellulare.
Come scritto poc’anzi, a questo stadio l’ipotesi principale di reato è quella di tentato assassinio, dunque una forma qualificata di tentato omicidio. Essa, citando il codice penale, entra in linea di conto «se il colpevole ha agito con particolare mancanza di scrupoli, segnatamente con movente, scopo o modalità particolarmente perversi». Cioè, per citare alcune considerazioni del Tribunale federale sul tema, quando dimostra un «totale disprezzo della vita altrui», o quando «l’egoismo prevale in generale su ogni altra considerazione, l’autore essendo pronto, per soddisfare i propri bisogni, a sacrificare un essere umano».
Il contesto
A prescindere dal fatto in sé, l’accoltellamento di Molino Nuovo ha fatto molto discutere l’opinione pubblica in merito al senso di (in)sicurezza che si respira in città. A livello statistico, ancora nel 2025 Lugano si era confermata con un buon margine la città più sicura della Svizzera, i numeri mostravano anche che fra i pur pochi reati in aumento vi erano proprio quelli legati alla violenza, in particolare quelli commessi dai giovani col coltello in tasca. «C’è nervosismo nel sottobosco di Lugano», aveva detto lo scorso maggio il comandante della Polizia cittadina Roberto Torrente, affermando che per contrastare questo fenomeno occorre «agire in maniera radicale con la Magistratura».
Gli episodi di violenza giovanile a Lugano sono finora stati concentrati in centro città, e legati alla cosiddetta movida: nei pressi delle discoteche d’inverno, a Lugano marittima d’estate e per diverso tempo nella zona della pensilina. Di recente il parco Ciani è stato scenario di episodi spiacevoli, legati allo spaccio e alla tossicodipendenza. Più rari gli episodi negli altri quartieri cittadini.
Qualche dato
Premesso che è ancora tutto da dimostrare che quanto accaduto sabato mattina a Molino Nuovo possa inserirsi in queste dinamiche, vi è però che il senso di sicurezza nel quartiere era stato al centro di un’interrogazione inoltrata giusto lo scorso giugno al Municipio di Lugano (primo firmatario: Giovanni Albertini, MTL) nella quale si guardava con una certa apprensione a degli «assembramenti» soprattutto nell’area del cimitero. Il Municipio ha dato risposta - coincidenza - proprio venerdì scorso, affermando che si tratta di un gruppo di persone note alla Polizia «principalmente per essere consumatori di bevande alcoliche e occasionalmente anche di sostanze stupefacenti: di regola il gruppetto non crea problemi significativi di ordine pubblico e solo in sporadiche occasioni si è reso necessario intervenire per sedare liti insorte tra gli stessi». La risposta del Municipio ha poi il pregio di fornire i dati aggiornati degli interventi di Polizia a Molino Nuovo nel 2026. In particolare: otto per lite, tre per furto, uno per rapina di un telefonino, uno per vandalismo/danneggiamento, uno per reati ai sensi della Legge sugli stupefacenti, e uno per molestie all’ordine pubblico. Interventi a cui ora si dovrà aggiungere quello, ben più grave, di sabato mattina.


