«Nessun bimbo in piscina», ma la norma è troppo rigida

«Dura lex, sed lex» vien da dire scomodando un principio del diritto. La legge è dura, ma è legge. È quanto si sono trovati ad applicare – fino a qualche giorno fa – i bagnini della piscina comunale di Mendrisio. Il tutto scatenando numerose lamentele da parte dei genitori che portavano i propri figli nella struttura balneare. Nodo della discordia è l’Ordinanza municipale che regola, appunto, l’uso della piscina in zona San Martino.
Un documento entrato in vigore nel maggio dello scorso anno che, all’articolo 14 capoverso 1 recita: «La vasca olimpionica (50 metri) è riservata a chi sa nuotare autonomamente e abbia più di 10 anni». In sostanza, dunque, i bambini al di sotto di quell’età non possono entrare nella vasca grande. Punto. Una «rigidità» nel regolamento che, come detto, ha portato numerosi genitori a lamentarsi con il personale presente nella struttura. Reclami che non sono rimasti inascoltati. All’albo comunale è infatti stata posta in consultazione un aggiornamento dell’Ordinanza citata. L’articolo 14 capoverso 1, nel nuovo testo, è radicalmente cambiato: «Le vasche sono riservate a chi sa nuotare autonomamente. I bambini che non sono in grado di nuotare autonomamente, in ogni caso quelli di età inferiore a 10 anni, possono entrare in acqua solamente se accompagnati da una persona adulta che ne assume la sorveglianza e la responsabilità». Le modifiche all’ordinanza, se precisa altresì, entrano in vigore retroattivamente al 29 luglio 2026. Per questo motivo, da qualche giorno a questa parte, i bambini sono tornati a frequentare (sotto la supervisione di un responsabile) anche la vasca olimpionica.
L’allentamento
Tutto è bene quel che finisce bene. L’Ordinanza entrata in vigore lo scorso anno «era un po’ troppo restrittiva sulla questione della piscina olimpionica» ammette, da noi sollecitato, il capodicastero Cultura, eventi e sport Paolo Danielli. Una volta compreso che «la restrizione era un po’ troppo forte» è stata quindi messa mano al regolamento:«Ci siamo armonizzati anche osservando le ordinanze in vigore a Lugano e Bellinzona». Per quel che riguarda i reclami effettuati nei confronti del personale della struttura, Danielli sottolinea che «i bagnini e il capo bagnino hanno fatto il loro lavoro», hanno semplicemente applicato il regolamento in vigore. Anche perché se per delirio di ipotesi si fosse verificato un incidente, vi sarebbero stati potenzialmente ulteriori problemi sotto il profilo della responsabilità.
Dal 29 luglio, dunque, i bambini sono potuti tornare a nuotare nella vasca grande. Tra le considerazioni che hanno portato all’alleggerimento della norma – spiega il personale della Sezione eventi e sport – v’è anche quella che vi sono bambini che hanno meno di dieci anni ma sono già in grado di nuotare. In aggiunta si menziona il «controllo della sicurezza in acqua» (CSA) che attesta le competenze acquatiche di base di un bambino. Tre semplici test: fare una capriola dal bordo in acque profonde, tenersi a galla sul posto per 1 minuto e, infine, nuotare per 50 metri.
