Ticino

Nomine in Magistratura, siamo (forse) al dunque

Sul maxi-pacchetto di incarichi da assegnare in seno al terzo potere dello Stato i partiti sono quasi pronti a sciogliere le riserve: l’intesa potrebbe essere sottoscritta la prossima settimana - La riforma di Zali è attesa per settembre
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
19.05.2026 06:00

Mai dire mai, soprattutto quando si parla di nomine in Magistratura. Soprattutto perché a questa tornata vi sono in ballo diverse candidature per ruoli parecchio importanti in seno al terzo potere dello Stato. Tuttavia, sembrerebbe che i partiti siano quasi pronti a sciogliere le riserve e, approfittando della sessione parlamentare di ieri e oggi, stiano ultimando le discussioni (e trattative). Proprio ieri, infatti, a Palazzo delle Orsoline sono avvenute alcune audizioni di candidati e, ovviamente, sono proseguite pure le discussioni tra vari i partiti. Con l’intento, come vedremo, di sottoscrivere i rapporti commissionali forse già la prossima settimana, durante una riunione straordinaria della Commissione Giustizia e diritti, in modo da poter svolgere la votazione nel plenum nella seduta di giugno, ossia prima dell’arrivo della pausa estiva che ritarderebbe tutto il dossier di almeno tre mesi.

Tanti ruoli e candidature

Come detto, in gioco a questo giro vi sono diverse importanti nomine. Ad esempio, quelle relative a due giudici del Tribunale penale cantonale, che attualmente può sì contare su cinque giudici su cinque, ma due dei quali, appunto, sono supplenti «straordinari». Per questi due posti si sono candidati Andrea Maria Balerna, Ares Bernasconi, Curzio Guscetti, Veronica Lipari, Raffaella Rigamonti e Monica Sartori-Lombardi.

Oppure ancora è prevista la nomina di un giudice dei provvedimenti coercitivi (candidati Davide Francesconi e Krizia Kono-Genini) e quella di due procuratori pubblici, in sostituzione di Moreno Capella (nel frattempo nominato alla CARP) e Andrea Gianini (dimissionario dal 1. luglio). Ma non solo: occorrerà pure nominare quattro sostituti procuratori pubblici, così come un pretore alla Pretura penale e un procuratore pubblico straordinario (per seguire il progetto di digitalizzazione Justitia 4.0).

Insomma, i tasselli da «riempire» sono parecchi. E la volontà di incastrare tutti i «pezzi» di questo puzzle ha allungato parecchio i lavori della Commissione Giustizia e diritti. Tuttavia, come detto, siamo forse arrivati al dunque.

Il presidente uscente della Commissione, il leghista Alessandro Mazzoleni, spiega infatti che quella attuale è «una situazione un po’ particolare, con diverse nomine da fare, ma soprattutto con diversi candidati per più posti disponibili». Ad ogni modo, aggiunge, «ora non è tanto una questione di commissione, bensì piuttosto di partiti», che in queste settimane hanno portato avanti le loro riflessioni. «Credo - chiosa Mazzoleni - che nel frattempo tutti i partiti abbiano fatto le loro riflessioni. E penso che in questi giorni durante la seduta qualcosa si muoverà all’interno dei partiti». Dello stesso tenore anche la posizione della presidente entrante, la liberale radicale Cristina Maderni: «Stiamo lavorando per trovare convergenze sui nominativi, con la volontà di portare in aula tutti i rapporti commissionali insieme, come già deciso a suo tempo dalla Commissione, anche perché alcune persone hanno concorso per più cariche». E, per Maderni, «è quindi fondamentale cercare di mettere le persone migliori al posto più adatto a loro, sia dal punto di vista professionale che caratteriale». Detto ciò, chiosa Maderni, «stiamo lavorando con i vari gruppi e cercheremo di arrivare a una convergenza. Se così fosse, settimana prossima organizzeremo una riunione straordinaria della Commissione per firmare i rapporti».

E il metodo sullo sfondo

Tutto ciò, mentre sullo sfondo resta l’annosa questione del sistema di nomina dei magistrati, ossia il cosiddetto «manuale Cencelli», con la spartizione politica e partitica delle nomine. Non a caso, anche ieri durante i lavori parlamentari la questione ha nuovamente animato la discussione del plenum per una buona mezz’ora. Diversi deputati hanno infatti ribadito la necessità di mettere mano al sistema. E, su questo fronte, è parecchio attesa la riforma annunciata a suo tempo dall’attuale responsabile politico della Magistratura, Claudio Zali. Il quale, da noi raggiunto, ha confermato che «il documento è in elaborazione» e sarà presentato «non prima della pausa estiva», ossia verso settembre.