Cantonali 2027

Non chiamatela fuga in avanti: ma Farinelli ha aperto la corsa

L’annuncio del consigliere nazionale PLR di volersi candidare per un seggio in Consiglio di Stato ad aprile apre le prime riflessioni in casa liberale radicale - Alessandro Speziali: «La base del partito chiede anche il nome di Simone Gianini»
©Gabriele Putzu
Francesco Pellegrinelli
10.07.2026 06:00

Non chiamatela fuga in avanti. Alex Farinelli ne aveva discusso col partito, informandolo (a tempo debito) della sua intenzione di comunicare pubblicamente la sua disponibilità per la corsa alle Cantonali di aprile 2027. Certo, l’uscita di scena di Christian Vitta, per sua stessa ammissione, è stata decisiva. E così, ieri, il consigliere nazionale PLR ha rotto gli indugi, informando personalmente il suo elettorato, via social e mail, di una «decisione importante».

Guizzo estivo (nel torpore della canicola) che accende la campagna elettorale, perlomeno in casa liberale radicale. Sì, perché l’annuncio, di fatto, smarca Farinelli, lasciando sul posto, almeno per ora, altri nomi. Fino a quando indugeranno?

Questione di «trasparenza», ha spiegato dal canto suo Farinelli in un’intervista al CdT online. «Volevo comunicarlo all’inizio dell’estate anche per essere trasparente. Non nascondo che da quando Christian Vitta ha annunciato che non si sarebbe ripresentato, spesso questo tema veniva sollevato. Così ne ho parlato anche con il presidente di partito e ho dato la mia disponibilità».

Ecco fatto. Il nome di peso è servito. Come non vedere, allora, il possibile testa a testa con Simone Gianini, l’altro candidato di peso che la Commissione «cerca», sicuramente, prenderà in considerazione, come ci conferma il presidente Alessandro Speziali. «Effettivamente, dalla base del partito parecchi vorrebbero vedere in lista anche Simone Gianini. Il nostro obiettivo è sentire tutti i candidati, certamente anche Simone, e costruire una lista competitiva, competente e dove ognuno possa essere visto come un consigliere di Stato capace». 

Su un’eventuale testa a testa con Gianini, Farinelli non intravvede «nessun problema». Anzi. «Più persone capaci il PLR riuscirà a mettere in lista, meglio sarà», commenta il consigliere nazionale che con garbo e modestia aggiunge: «Detto questo, non ci siamo solo io e Simone Gianini all’interno del partito: ci sono anche altre persone che potrebbero assumere questo ruolo». Rimane, in ogni caso, come ci conferma Speziali, l’intenzione di plasmare una lista forte: «Il nostro obiettivo è rappresentare il Ticino non solo a livello territoriale, ma anche di accogliere varie sensibilità». Concorrenza che paga e che, data la particolare costellazione, consente al PLR di guardare all’appuntamento elettorale con un sogno in più: «Il raddoppio? Credo che sia possibile. Non è qualcosa di scontato, ma nemmeno di impossibile», dice Farinelli. 

Per Speziali, «a parlarne, per primi, sono stati gli analisti. E se guardiamo le cifre, l’impresa non è impossibile, anche se durissima». Un pensiero invadente da tenere a bada o da alimentare poco alla volta? «Quando in un lista entrano persone di caratura e competenti, si crea un moto di entusiasmo e la lista si rafforza». 

Insomma, guai a presentare una lista di accompagnamento. In questo senso, l’uscita di scena di Vitta ha rimescolato, non poco, le carte, creando i presupposti per una corsa più aperta. Ad ammetterlo è lo stesso Farinelli: «La sua decisione di non ricandidarsi ha influito molto sulla mia decisione. In questi anni Christian Vitta ha rappresentato un punto saldo nell’attività governativa. Ha interpretato il ruolo di consigliere di Stato in maniera molto solida. È chiaro che la sua partenza ha messo sul tavolo il tema della sua successione». Ma – chiediamo – se Vitta si fosse ricandidato, sarebbe stato comunque della partita? «Credo che ne avremmo discusso. Sarebbe stata comunque una possibilità, non l’avrei esclusa a priori». 

Dal canto suo Speziali, da presidente, intanto, loda la preparazione e l’esperienza di Farinelli, «una figura assolutamente credibile. E oggi nel panorama attuale non è affatto scontato». 

Lui, invece, Speziali, si metterà a disposizione? «Io voglio dedicare tutte le mie forze all’azione politica fatta di temi e priorità, dalla scuola a un migliore potere d’acquisto, nonché fare l’allenatore e costruire la lista migliore». Quindi è più un no, o più un «mi metto a disposizione se serve?». «Dipenderà anche dall’insieme della lista. La mia volontà personale viene dopo l’interesse del partito e del Paese; quindi, valuteremo assieme qual è la migliore compagine e quindi farò le mie valutazioni», taglia corto Speziali. 

Per gli altri nomi invece si dovrà attendere. I lavori per la definizione del quintetto prenderanno tutta l’estate, ci dice Speziali. Certo, non mancheranno le figure femminili, ambiziose e valide, che in alcun modo vorranno fare da comparse. Tra chi si è già scottata e chi guarda come subentrante alla poltrona del Nazionale, i papabili nomi sono ancora tutti da scoprire. L’estate, si sa, è lunga. In attesa di un’altra fuga in avanti. Anzi, no. 

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