Paradiso

Non si sale e non si scende: tutto fermo per un mese

Una crepa alla struttura portante della funicolare San Salvatore ha costretto la società alla sospensione delle corse fino a metà agosto – Le cause sono l’invecchiamento e l’affaticamento del materiale – Il direttore: «In futuro dovremo procedere alla sostituzione»
L’avviso all’entrata della stazione di partenza, a Paradiso, comunica ai turisti la cattiva notizia. © CdT/ Gabriele Putzu
Valentina Coda
21.07.2022 17:43

Non si sale e non si scende. Tutto fermo fino a metà agosto. Un gran «bel» problema per la Funicolare San Salvatore, che prima di domenica mattina, quando il capo tecnico ha notato una leggera crepa alla struttura portante della funicolare, faceva il pieno di turisti. L’avviso dello stop alle corse diramato dalla società arriva con un tempismo indubbiamente non ideale. A metà luglio. In piena alta stagione. Ma a seguito delle verifiche sul posto effettuate dagli esperti della Garaventa di Arth Goldau, la società fornitrice dell’impianto, ecco la decisione: un mese di sospensione dell’esercizio per permettere di saldare il pezzo difettoso. E non è così semplice.

Di lavori, soldi e sicurezza

Di per se sembrerebbe essere un lavoro non tanto complicato. Sembrerebbe, appunto. Perché per saldare il pezzo difettoso bisognerà smontare mezza funicolare. «Prima di procedere con la saldatura bisognerà sollevare la carrozzeria, liberare il pezzo per poterlo lavorare e tirare via tutto l’impianto elettrico – ci spiega il direttore della Funicolare San Salvatore, Francesco Markesch –. Nonostante la crepa fosse leggera, abbiamo preso la situazione molto seriamente fin da subito. Anche i tecnici fornitori dell’impianto ci hanno confermato che era meglio fermare le corse finché non sarebbero riusciti a sistemare il problema». Una crepa leggera, questo sì, ma anche di un certo valore, perché la sospensione temporanea dell’esercizio «ci farà perdere ogni giorno dai 10 ai 15.000 franchi». Le cause di questo inconveniente – sia per i turisti che per la società – sono riconducibili all’invecchiamento della struttura e all’affaticamento del materiale. Markesch rileva infatti che le vetture sono datate 1957. «Nel 2001 abbiamo rinnovato completamente la struttura, ma non lo chassis (la struttura portante, ndr) perché poteva garantire altri anni di attività. Questa riparazione che gli esperti del settore si apprestano a mettere in atto ci consentirà di continuare l’esercizio ancora per un altro anno. Poi, in futuro, dovremo procedere alla sostituzione». Inevitabilmente, l’anomalia allo chassis ha aperto il grande discorso della sicurezza. Come detto, il capo tecnico si è accorto che qualcosa non quadrava verso le 7 di domenica mattina. Questa prontezza di intervento è stata possibile proprio perché l’impianto viene controllato giornalmente. «L’Ufficio federale dei trasporti dà un elenco di direttive con specifici controlli da effettuare, che vengono svolti giornalmente, settimanalmente e mensilmente. Ad esempio, ogni mese proviamo la frenata di emergenza», sottolinea il direttore. Questo inconveniente ha messo i bastoni tra le ruote a una stagione che stava andando a gonfie vele. «Eravamo partiti con il piede giusto, portavamo in vetta e riportavamo a valle dalle cinquecento alle seicento persone ogni giorno». In ogni caso, per gli escursionisti che desiderano salire a piedi il ristorante Vetta rimane aperto ogni giorno dalle 11 alle 18 solo in caso di bel tempo e con un’offerta ridotta.

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