La polemica

«Non vogliamo esser cavie di un test viario che ci danneggia»

Consegnate in Cancelleria oltre 1.000 firme raccolte dai commercianti contro la prevista chiusura parziale al traffico della Città Vecchia di Locarno - «Il Municipio ci ascolti evitando di ostacolare le nostre attività»
Le prime mille sono state consegnate, ma la raccolta di sottoscrizioni continua. © Ti-Press/Alessandro Crinari
Spartaco De Bernardi
11.02.2025 15:15

«Noi commercianti non possiamo permetterci di essere cavie di un esperimento che potrebbe danneggiare il nostro lavoro con conseguenze potenzialmente irreparabili su di noi, le nostre famiglie, le nostre collaboratrici ed i nostri collaboratori ed i preziosi apprendisti». In queste parole c’è tutto il timore di un folto gruppo di titolari di negozi situati in Città Vecchia a Locarno. Timore dettato dall’intenzione del Municipio di sperimentare una nuova viabilità nel centro storico cittadino. Quel sentimento si è concretizzato, questa mattina, con la consegna di 1.019 firme alla Cancelleria comunale per chiedere di riesaminare la proposta municipale sulla quale si dovrà esprimere il Consiglio comunale e che si articola essenzialmente in tre punti: la chiusura di via delle Monache al traffico di transito con autorizzazione solo per i confinanti autorizzati; una limitazione restrittiva per fasce orarie - diurna o serale/notturna - e per giorni - nei fine settimana e nei festivi - al transito su via Cittadella; la chiusura di via Borghese al traffico veicolare di transito, con conseguente limitazione anche per via Cappuccini, garantendo però sempre l’accesso a chi vive, lavora o si ferma in Città Vecchia. Quello dei commercianti della Città Vecchia non è un muro contro muro, bensì una ricerca di dialogo con l’Esecutivo cittadino affinché si possa individuare la miglior soluzione per tutti.

Le quattro criticità

Ma su un punto il gruppo spontaneo non transige: «Se proprio la si vorrà attuare, la sperimentazione non dovrà assolutamente prevedere l’opzione della chiusura diurna di via Cittadella. Un’opzione totalmente incompatibile con la sopravvivenza del quartiere», rileva Francesco Bevilacqua, titolare della farmacia Città Vecchia e portavoce del comitato spontaneo promotore della raccolta di firme, pur riconoscendo che il Municipio sia più propenso ad una limitazione notturna del traffico. La seconda criticità individuata dal gruppo di commercianti - su tutti Pietro Suini, capo delegazione che comprende anche diversi titolari di negozi storici del quartiere - è costituita dalla posa di divieti già a partire da Muralto. «Un automobilista quando vedrà il divieto, anche se specifica che l’accesso è consentito ai residenti e a chi deve usufruire dei commerci del quartiere, non entrerà in Città Vecchia. Turisti o persone di passaggio che non conoscono bene la zona e le regole di accesso non ci passeranno», prosegue Bevilacqua, specificando che la presa di posizione dei commercianti non è ideologica, ma realistica. «Temiamo che - precisa il nostro interlocutore - tra la dimensione teorica, che potrebbe anche starci, e quella pratica ad avere la meglio sarà quest’ultima con tutte le conseguenze negative per chi svolge un’attività commerciale nella Città Vecchia».

Quali effetti si valuteranno?

Terza criticità della limitazione al traffico nel centro storico, sempre secondo il comitato spontaneo di commercianti, è la valutazione della sperimentazione prevista sull’arco di tre mesi. «Se si prenderà in considerazione la diminuzione del traffico di transito, già sin d’ora si potrà stabilire che la sperimentazione sarà positiva. Ma si valuterà anche l’eventuale diminuzione del giro d’affari per noi commercianti? Se dovesse effettivamente verificarsi un calo delle vendite, chi ci rifonderà?», si chiede ancora Bevilacqua, ponendosi un’altra domanda pleonastica: «Siamo sicuri che, una volta installato il sistema di controllo, ci sarebbe davvero la volontà di dismetterlo qualora dovesse rivelarsi un insuccesso?».

Problema solo spostato

Non da ultimo, e questa è la quarta criticità individuata dai commercianti, il traffico di transito non verrà eliminato ma solamente spostato su altri assi stradali già oggi al limite della capacità come quello di via della Stazione che transita poi davanti al Debarcadero, o ancora quello che attraversa la collina. «Gli abitanti di tutta quest’area vedrebbero crescere il traffico, le code e l’inquinamento ben oltre gli attuali livelli. Sono forse cittadini meno degni di attenzione rispetto a quelli del fortunato quartiere della Città Vecchia?», si chiede il comitato promotore della raccolta di sottoscrizioni, raccolta che anche dopo la consegna delle prime mille firme non di ferma di certo.

«Prima si costruisca l’autosilo»

Con questa loro iniziativa, il gruppo di commercianti esorta il Municipio ad ascoltare «chi vive e anima ogni giorno la Città Vecchia». Nel concreto la richiesta è che l’autorità politica agevoli invece che ostacolare il commercio e la vita del quartiere «portando prima a compimento i progetti annunciati come il nuovo autosilo sul terreno ex Balli».

Apertura al dialogo

Queste ed altre rivendicazioni di commercianti e abitanti del centro storico di Locarno saranno al centro dell’incontro che la Pro Città Vecchia avrà nei prossimi giorni con una delegazione del Municipio capitanata dal sindaco Nicola Pini. E a tal proposito, prendendo atto della consegna delle firme contrarie alle sperimentazione «che seguono quella a favore della stessa da parte di residenti del quartiere», Palazzo Marcacci ribadisce «non solo la sua apertura al dialogo, voluta con il coinvolgimento del Consiglio Comunale nella decisione sulla sperimentazione stessa e confermata dalla definizione di un ulteriore incontro con la Pro Città Vecchia, ma anche il fatto che la proposta di test sul campo, fissata indicativamente in tre mesi, permetterà di raccogliere dati oggettivi; solo in seguito si tireranno le somme e, sempre cercando il massimo consenso possibile, si decideranno le misure ritenute opportune».