Tirocinio

Nuove e vecchie sfide per l’apprendistato

In Ticino è partita la campagna di collocamento e anche quest’anno l’obiettivo è firmare 2.500 nuovi contratti - Tante le sfide di un 2021 condizionato dalla pandemia - Oscar Gonzalez: «Siamo forti dell’esperienza dell’anno scorso ma arriviamo da dodici mesi difficili»
© CdT/ Chiara Zocchetti
Nico Nonella
13.04.2021 20:43

Superato l’esame della pandemia nel 2020, la formazione duale si prepara ad affrontare un altro anno segnato dalla crisi sanitaria. Dodici mesi fa, a regnare era soprattutto l’incertezza: le aziende avrebbero assunto? I giovani avrebbero trovato un posto di lavoro in un mercato messo a dura prova dalle restrizioni per contenere il coronavirus? La risposta è stata sì: grazie alla grande collaborazione di tutti i partner della formazione, la pandemia non ha avuto un impatto rilevante sul numero di contratti firmati (2.369) e praticamente tutti i giovani che intendevano iniziare un apprendistato hanno trovato un collocamento o una soluzione alternativa. E nel 2021? La situazione, ci spiega Oscar Gonzalez, aggiunto al direttore della Divisione della formazione professionale – resta «difficile e delicata».

Allentamenti e giri di vite

L’obiettivo, anche per il 2021, rimane la firma di 2.500 nuovi contratti. La campagna di collocamento è nelle sue fasi iniziali e finora ne sono stati siglati 150. «Sarà dura e le sfide sono notevoli», sottolinea Gonzalez. «Da un lato siamo forti dell’esperienza dell’anno scorso, ma dall’altro arriviamo da dodici mesi difficili che hanno provato il mondo del lavoro e le aziende partner». Particolare incertezza è data anche dalle misure per contenere la pandemia: in poche settimane si può passare da una fase di allentamenti a nuovi giri di vite e il Cantone si è mosso con i propri partner in Commissione cantonale per la formazione professionale. Obiettivo: «Identificare i settori più colpiti. Cito per esempio la ristorazione, l’albergheria, il commercio e la vendita». Da non sottovalutare neppure la sempre maggiore diffusione del telelavoro e che, in alcuni casi, «rende più difficile seguire l’apprendista».

«Sarà dura e le sfide che ci attendono sono notevoli»

Pochi gli abbandoni

A inizio novembre 2020, in tempo di bilanci dell’ultima campagna di collocamento era stato evidenziato un punto: l’aumento delle promozioni verso le seconde classi del post-obbligatorio avrebbe potuto avere conseguenze a corto termine, in particolare un rischio accresciuto di interruzioni di percorso a partire dai primi mesi del 2021. Al giro di boa del primo semestre il bilancio del settore post-obbligatorio si è invece rivelato migliore delle aspettative: il tasso di allievi a rischio bocciatura è rimasto sostanzialmente in linea con quello degli scorsi anni, ma è cresciuto sensibilmente nelle scuole medie di commercio (SMC) . «A oggi non ci risulta un tasso di abbandono superiore alla norma», rassicura Gonzalez. Neppure nella formazione professionale si riscontrano scioglimenti anomali dei contratti quanto piuttosto «difficoltà nel reinserimento nel percorso formativo».

I dati nazionali

Mentre in Ticino la campagna di collocamento è nelle fasi iniziali, nel resto della Svizzera è ormai in pieno svolgimento. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) indica che alla fine di marzo 2021 risultavano firmati 36.500 contratti di tirocinio - 9.000 in più rispetto al mese di febbraio - ossia il 46,6% dei contratti siglati lo scorso anno. Secondo i trend cantonali, i numeri sono in linea con gli anni precedenti. Spiccano in particolare i 7.411 contratti di Zurigo, i 7.707 della Svizzera occidentale e gli 8.763 dell’Espace Mittelland. In Svizzera interna, nei giorni scorsi, si è discusso della prassi in uso in alcune aziende nelle quali si fanno firmare dei contratti di apprendistato, in anticipo sui tempi, agli allievi di terza media. Con possibili ripercussioni sull’impegno scolastico di un ragazzo già «appagato» dall’obiettivo raggiunto. Un problema che, spiega Gonzalez, in Ticino non c’è: «La contrattazione avviene infatti più tardi rispetto al resto della Svizzera».