Bellinzona

Nuovo Ecocentro, l’inquinamento non era noto?

Interpellanza degli indipendenti sulla nuova struttura a Carasso: «Davvero non ci sono sorpassi oltre a quello relativo alla bonifica?» - Ma soprattutto, com’è possibile che il Municipio non fosse a conoscenza della contaminazione del terreno?
Il cantiere nel luglio del 2019. ©CdT/Archivio
Red. Bellinzona
11.11.2020 11:44

La realizzazione del nuovo ecocentro principale della Città di Bellinzona a Carasso dovrebbe costare 550.000 franchi in più rispetto al previsto. Il problema è invero già noto, e determinato non da una cattiva gestione dell’investimento come avvenuto in tre opere pubbliche comunali, bensì dall’imprevista necessità di bonificare il terreno sottostante, risultato pesantemente inquinato. Sul tema tornano però oggi i consiglieri comunali indipendenti Luigi Calanca e Giulio Deraita che, tramite un’interpellanza, chiedono anzitutto al Municipio se tale spesa supplementare è confermata, ma anche se, «contrariamente a quanto si assicura da alcune parti, il Municipio può escludere ulteriori sorpassi sull’edificazione» della nuova struttura dedicata alla consegna dei rifiuti. Vogliono inoltre sapere quando il Municipio intende presentare al Consiglio comunale la richiesta di credito suppletorio, tenuto conto che il sorpasso annunciato rappresenta il 14% del credito concesso, e se, al momento dell’elaborazione del messaggio, l’Esecutivo era cosciente che si andava a costruire su un sito inquinato tenuto pure conto che l’elenco dei siti è consultabile liberamente sul sito www.oasi.ti.ch. In questo senso, «il Municipio ha potuto capire perché i costi di risanamento non erano stati considerati nel messaggio con la richiesta di credito?». Infine, «per gli altri grandi e medi cantieri in corso o terminati, viste anche le recenti rassicurazioni del sindaco, il Municipio può tranquillizzarci che non dobbiamo attenderci ulteriori sorprese?». Calanca e Deraita lo chiedono con particolare riferimento ai cantieri dell’acquedotto Valle Morobbia (gestione AMB), al rifacimento di piazza Grande a Giubiasco e al restauro del Bagno pubblico.