Nuovo procedimento penale contro Claudio Zali

Un nuovo procedimento penale per reati contro l’integrità sessuale è stato aperto nei confronti del dimissionario consigliere di Stato Claudio Zali. Lo riporta la RSI, spiegando che i fatti risalirebbero ad alcuni anni fa. L’incarto, si legge ancora, è stato aperto «sulla scorta delle dichiarazioni di una terza persona».
Claudio Zali, scrive la RSI, sottolineando che la notizia è stata «confermata da una lettera che il procuratore generale Andrea Pagani ha inviato all’ufficio presidenziale del Gran Consiglio», è stato recentemente interrogato come imputato e ha contestato ogni responsabilità di natura penale.
Stando alla Regione, le ipotesi di reato riguarderebbero rispettivamente gli articoli 191 e 193 del Codice penale. Il primo concerne gli atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, e prevede una pena detentiva sino a dieci anni o una pena pecuniaria per «chiunque profitta del fatto che una persona è incapace di discernimento o inetta a resistere per farle compiere o subire la congiunzione carnale, un atto analogo o un altro atto sessuale». Il secondo invece, il 193, si riferisce allo sfruttamento dello stato di bisogno o di dipendenza e stabilisce una pena detentiva sino a cinque anni o una pena pecuniaria per chi, «sfruttando lo stato di bisogno o approfittando di rapporti di lavoro o comunque di dipendenza, determina una persona a compiere o a subire un atto sessuale».
Immediate le reazioni politiche. In ordine di tempo, i primi a far sentire la voce sono stati i Verdi del Ticino: «Alla luce delle nuove informazioni comunicate oggi dal Procuratore generale, i Verdi del Ticino chiedono a Claudio Zali di lasciare con effetto immediato la carica di consigliere di Stato, senza attendere la scadenza delle dimissioni già annunciate», si legge in una nota degli ecologisti, in cui viene precisato che «la richiesta non anticipa in alcun modo il giudizio della giustizia, che deve poter svolgere il proprio lavoro in piena indipendenza. La responsabilità penale e la responsabilità politica e istituzionale sono però due piani distinti. Già nel mese di luglio avevamo sottolineato come quanto emerso ponesse un serio problema di credibilità istituzionale e come chi siede in Governo debba garantire piena autorevolezza e rispetto dello Stato di diritto. Le informazioni rese note oggi aggravano ulteriormente questa situazione».
Qualora Zali non lasciasse il ruolo in Governo spontaneamente, scrivono i Verdi, «chiediamo al Consiglio di Stato di intervenire nella sua seduta di domani, revocandogli tutte le competenze dipartimentali fino alla cessazione della sua carica. In una situazione di questa gravità, il Governo deve assumersi pienamente la propria responsabilità collegiale e tutelare la credibilità delle istituzioni cantonali».
