Giustizia

Nuovo regolamento antincendio, respinto il ricorso dei Comuni

Le nuove norme introdotte dal Consiglio di Stato dopo la tragedia di Crans-Montana sono dunque state avallate dal Tribunale federale
© CdT / Chiara Zocchetti
Red. Ticino&Svizzera
08.10.2026 14:06

Il nuovo sistema ticinese dei controlli antincendio ha superato il vaglio del Tribunale federale. La sentenza, pubblicata oggi, è stata pronunciata il 14 settembre 2026 e ha respinto il ricorso presentato dai diversi Comuni (Ascona, Bellinzona, Comano, Locarno, Lugano, Mendrisio e Novazzano e l’Associazione dei comuni ticinesi). Rimane dunque in vigore la modifica del Regolamento cantonale sulla protezione antincendio che il Consiglio di Stato ha adottato il 25 marzo scorso, voluta in particolare dopo la tragedia di capodanno avvenuta a Crans-Montana. 

La decisione ha confermato un rafforzamento degli obblighi di controllo sugli edifici e sugli impianti esistenti. Le nuove disposizioni hanno infatti ampliato l’elenco delle costruzioni sottoposte a verifiche periodiche e hanno fissato frequenze diverse in funzione del rischio: dieci anni per le categorie considerate meno esposte, cinque anni per numerose strutture ricettive, scolastiche e industriali, nonché per edifici alti e grandi superfici, e due anni per locali notturni, ambienti interrati aperti al pubblico, settori a rischio di esplosione e luoghi destinati a più di 300 persone.

Il punto centrale della controversia ha riguardato il ruolo dei Municipi. I Comuni hanno sostenuto che il regolamento avesse attribuito loro compiti nuovi e onerosi, non previsti da una vera e propria legge (bensì, come visto, da un semplice regolamento). Hanno inoltre criticato l'obbligo di tenere un elenco degli edifici soggetti ai controlli, indicando la data dell’ultima verifica e la periodicità applicabile. Per i giudici di Mon Repos, tuttavia, il regolamento non ha modificato sostanzialmente le competenze comunali, ma ha precisato le modalità con cui esse dovevano essere esercitate. Nella sentenza viene poi ricordato che la legge cantonale sulla protezione antincendio, entrata in vigore il 1. gennaio 2024, già affidava ai Municipi la vigilanza sull’attuazione delle procedure e sull’applicazione delle prescrizioni.

Nel dettaglio, l’elenco imposto degli edifici da controllare (ogni 10, 5 o 2 anni) ha sì potuto comportare un aggravio amministrativo, soprattutto per i Comuni più grandi (come Lugano), ma ciò – per il TF – non è bastato a trasformarlo in una disciplina che avrebbe dovuto essere contenuta in una legge. 

Particolare attenzione è stata poi dedicata ai termini transitori. Le costruzioni soggette ai controlli periodici che non hanno disposto di un certificato di collaudo antincendio, secondo il nuovo regolamento, dovranno essere oggetto di una perizia sul rischio residuo entro il 31 dicembre 2027. Il primo controllo obbligatorio dovrà essere eseguito entro il 31 dicembre 2027 per le strutture con periodicità biennale, entro il 31 dicembre 2029 per quelle sottoposte a controllo quinquennale ed entro il 31 dicembre 2034 per le costruzioni della categoria decennale. I Comuni hanno definito il primo termine irrealistico, sostenendo che il numero degli edifici da censire, la scarsità di tecnici riconosciuti e la necessità di eliminare eventuali difetti avrebbero reso impossibile rispettarlo. Il Tribunale federale non ha però condiviso l’argomentazione. Il termine ha riguardato un obbligo già esistente e ha risposto all’esigenza, ritenuta obiettiva e importante, di conoscere entro una data definita il rischio residuo di costruzioni la cui pericolosità è spesso rimasta ignota. Le difficoltà organizzative sono sì state riconosciute, ma non hanno dimostrato che la scadenza fosse manifestamente insostenibile. 

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