Locarno

Pace, solidarietà e accoglienza rivivono nel Giardino dei Giusti

Fondazione Federica Spitzer e Città rendono omaggio all’impegno civile di Polia Rusca, Lilly Volkart, Luigi Rusca e Wladimir Rosenbaum - Moreno Bernasconi: «Quattro figure che testimoniano ancora oggi come il bene sia possibile»
L’area verde affacciata sul lago dal prossimo 18 settembre sarà simbolo di umanità e coraggio. © FOTOGARBANI
Spartaco De Bernardi
10.03.2026 18:30

Il loro impegno a favore di vittime delle guerre, dell’oppressione politica, della persecuzione razziale e della negazione della libertà è stato segnato dalla discrezione. Tanto che è stato difficile reperire non solo le loro fotografie, ma anche la storia delle loro vite. Eppure incarnano quel DNA di pace, solidarietà ed accoglienza che permea il Locarnese da almeno un secolo. Stiamo parlando delle quattro figure alle quali la Fondazione Federica Spitzer (www.fondazionespitzer.ch) e la Città hanno deciso di dedicare il Giardino dei Giusti, che sarà inaugurato il prossimo 18 settembre. Si tratta di Wladimir Rosenbaum, Luigi Rusca, Polia Rusca e Lilly Volkart. «La pace non la fanno solo i premi Nobel - ha evidenziato il sindaco Nicola Pini -, ma anche le due donne ed i due uomini il cui impegno vogliamo ricordare dedicando loro il Giardino dei Giusti».

Wladimir Rosenbaum, Polia Rusca, Lilly Volkart e Luigi Rusca: a loro è dedicato il Giardino dei Giusti, che sarà inaugurato in settembre.
Wladimir Rosenbaum, Polia Rusca, Lilly Volkart e Luigi Rusca: a loro è dedicato il Giardino dei Giusti, che sarà inaugurato in settembre.

Luogo della memoria

Un luogo della memoria che ben si sposa con l’«esprit de Locarno», termine che sta a significare che «i conflitti si possono e si devono risolvere non con la forza, bensì attraverso il dialogo e il diritto internazionale», ha aggiunto Pini gettando lo sguardo a quanto sta accadendo oggi non lontano da noi. Il Giardino dei Giusti, ha poi rammentato il sindaco, si troverà nel Parco della Pace, inaugurato nel 1965 in occasione del quarantesimo anniversario del Patto di Locarno. «L’iniziativa vuole non solo continuare a stimolare riflessione e l’impegno civile, nel solco del Patto e del suo spirito, ma anche ricordare e onorare donne e uomini comuni del Locarnese che si sono impegnati per la libertà, la solidarietà, il pluralismo nonché per il rispetto delle idee e degli altri», ha concluso Pini. «Il Giardino dei Giusti è una presa di responsabilità che qualcosa può cambiare partendo dal basso», gli ha fatto eco Moreno Bernasconi, presidente della Fondazione Federica Spitzer.

Quel DNA radicato nel territorio

«Nella storia ci sono figure che testimoniano come il bene sia possibile - ha aggiunto Bernasconi, secondo il quale i quattro Giusti del Locarnese sono l’emblema dell’intera comunità, che ha nel suo DNA «la vocazione alla solidarietà e all’impegno umanitario, nonché alla pace e a un fecondo cosmopolitismo». Valori che sono stati trasmessi da Federica Spitzer, che nel 1942 decise di farsi deportare a Theresienstadt per non abbandonare i suoi genitori. Sopravvissuta all’Olocausto, giunse poi a Lugano dove visse fino alla morte avvenuta nel 2002. Sulle rive del Ceresio svolse intense attività umanitarie e culturali. Ebbe anche numerosi incontri con gli allievi delle medie e delle medie superiori ticinesi ai quali volle testimoniare la barbarie dell’Olocausto come pure la capacità degli esseri umani di resistere a ogni forma di oppressione. Proprio per questo, la Fondazione ha prodotto una piattaforma didattica sulle vite dei Giusti (www.levitedeigiusti.ch). Piattaforma che ospiterà anche i Giusti del Giardino di Locarno, il secondo in Ticino dopo quello di Lugano allestito nel 2018.
I contributi di Locarno all’accoglienza dei perseguitati e alla solidarietà con gli ideali di libertà, ha evidenziato lo storico Marino Viganò, hanno radici profonde: nella regione hanno trovato rifugio, asilo o una nuova Patria renitenti alla leva napoleonica, patrioti durante il Risorgimento, anarchici, scrittori e intellettuali perseguitati per le loro idee, ebrei e partigiani in fuga dal nazifascismo dal 1933. Senza dimenticare profughi dell’invasione sovietica dell’Ungheria del 1956 e del colpo di stato in Cile nel 1973. I quattro Giusti «selezionati» dalla commissione composta dagli stessi Viganò e Bernasconi unitamente a Rodolfo Huber e Diego Erba rappresentano questo spirito di accoglienza e di aiuto.

Quattro profili da scoprire

Per meglio conoscere queste quattro figure, nelle prossime settimane, con inizio alle 18 nella sala del Consiglio comunale di Locarno si terranno altrettante conferenze. Martedì 24 marzo Mattia Bertoldi e Diego Erba parleranno di Lilly Volkart, attivista sociale che ad Ascona e al Monte Verità diede assistenza a bambini in fuga dalla guerra e dalle persecuzioni. Il 15 aprile Rodolfo Huber e Marino Viganò si concentreranno sulla figura di Luigi Rusca, dirigente dell’Ospedale La Carità che diede soccorso a esuli politici, soprattutto nel 1943-45. Polia Rusca - che dal 1916 riorganizzò l’ospedale, curò bimbi e rifugiati e creò centri di distribuzione nelle valli - sarà ricordata mercoledì 6 maggio da Yvonne Pesenti, Stefano Gilardi e Giovanni Pedrazzini. Il 28 maggio, infine, Nelly Valsangiacomo e Giacomo Jori ripercorreranno la vita di Wladimir Rosenbaum, che nella residenza estiva «La Barca» a Comologno diede rifugio ad artisti e intellettuali.