Partite del Lugano, Merlo: «Quanto costano alla collettività?»

Quanto costa alla collettività la gestione delle partite casalinghe del FC Lugano? E quanto di questa spesa viene assunto dagli enti pubblici e quanto invece dal club? A sollevare la questione è la deputata Tamara Merlo (Più Donne), con un’interrogazione indirizzata al Municipio di Lugano che mette sotto la lente anche le chiusure stradali, i disagi per i residenti e le ripercussioni sul trasporto pubblico.
L’atto parlamentare prende spunto dall’interrogazione presentata il 24 agosto dal gruppo Lega sui costi delle manifestazioni non autorizzate. Merlo ribalta però la prospettiva e guarda alle manifestazioni «perfettamente autorizzate, programmate e ricorrenti»: le partite casalinghe del FC Lugano.
«Se è giusto interrogarsi sui costi che una manifestazione non autorizzata può far ricadere sulla collettività, mi sembra altrettanto giusto chiedersi quali costi – finanziari e non solo – derivino dalla gestione delle partite di calcio professionistico e, in particolare, delle tifoserie», scrive la deputata.
«Sempre le stesse strade e gli stessi abitanti»
Uno dei principali temi sollevati riguarda le chiusure stradali predisposte per accompagnare le tifoserie ospiti tra la stazione FFS e lo stadio. «Non si tratta di un disagio occasionale o imprevedibile. Le chiusure si ripetono durante la stagione e interessano sostanzialmente sempre le stesse strade e, quindi, sempre gli stessi abitanti».
Per questi cittadini, prosegue, una partita può significare concretamente non poter raggiungere o lasciare la propria abitazione in auto o in moto. «Non perché la strada sia bloccata da un incidente o da un evento eccezionale, ma perché viene deliberatamente chiusa per consentire il passaggio di una tifoseria».
Come esempio viene citata Lugano-Winterthur del 24 gennaio, quando la Città aveva annunciato il blocco totale della circolazione lungo il percorso stazione FFS-via San Gottardo-via Tesserete-via Torricelli-via Trevano-stadio, con tempi di attesa indicati tra 15 e 30 minuti.
«È evidente che la sicurezza delle tifoserie, della popolazione e degli agenti debba essere garantita», precisa Merlo. Ma «è altrettanto legittimo chiedersi fino a che punto sia proporzionato far ricadere ripetutamente le conseguenze dell’organizzazione di questi eventi sugli stessi quartieri e sugli stessi abitanti, arrivando a limitarne persino l’accesso alla propria abitazione».
«Anche questi sono costi»
Le conseguenze riguardano anche il trasporto pubblico. Per Lugano-Young Boys del 12 settembre, TPL ha comunicato possibili chiusure temporanee di via Trevano, via Torricelli e del piazzale della stazione FFS. Le linee 2, 4, 5, 6 e 7 possono subire ritardi, deviazioni, spostamenti o soppressioni di fermate.
Secondo Merlo si crea così una situazione paradossale: per consentire il trasferimento organizzato di una tifoseria, «un numero potenzialmente ben maggiore di persone che nulla hanno a che vedere con la partita può subire ritardi, deviazioni, soppressioni di fermate e modifiche ai propri spostamenti. Anche questi sono costi. Magari non sempre immediatamente quantificabili in una fattura, ma sono tempo perso, disagi e limitazioni sopportati dalla collettività».
Il passaggio davanti all’Ospedale Civico
Un altro punto riguarda il percorso utilizzato dalle tifoserie, che passa lungo via Tesserete e via Torricelli e quindi nel comparto dell’Ospedale Civico. I cortei possono essere accompagnati da cori, tamburi e altre importanti emissioni sonore.
Merlo precisa di non voler sostenere che questo comporti necessariamente un disturbo incompatibile con l’attività sanitaria, ma osserva: «Sembra perlomeno doveroso chiedersi se la presenza di un ospedale e di persone ricoverate sia stata presa in considerazione nella scelta e nella gestione di un percorso utilizzato ripetutamente durante l’anno da cortei calcistici».
«Chi deve sopportarne i costi?»
«Il punto non è negare la necessità di organizzare e gestire gli spostamenti delle tifoserie. È chiedersi chi debba sopportarne i costi e in quale misura».
La deputata richiama anche il confronto con altre città svizzere. A Basilea, nel 2025, i soli costi di sicurezza sono ammontati mediamente a circa 96 mila franchi per ogni partita casalinga di Super League del FC Basel. A Berna, invece, esiste una convenzione che impone a Young Boys e SC Bern di partecipare ai costi di polizia. Nelle stagioni dal 2022/23 al 2024/25, le 82 partite casalinghe dello Young Boys hanno generato circa 6,9 milioni di franchi di costi di sicurezza, dei quali circa 2 milioni sono stati fatturati al club.
Da qui una delle domande dirette al Municipio: «Quanto costa mediamente alla Città una partita casalinga del FC Lugano per la quale viene predisposto un dispositivo particolare di sicurezza e gestione del traffico?». Merlo vuole conoscere anche il costo complessivo sostenuto nel 2024, nel 2025 e finora nel 2026.
E ancora: «Chi assume concretamente questi costi?». La deputata chiede quale parte rimanga a carico della Città, quale del Cantone, quale delle aziende pubbliche o parapubbliche e quale venga fatturata al FC Lugano o ad altri soggetti. Vuole inoltre sapere se esista una convenzione con il club per la partecipazione alle spese di sicurezza e ordine pubblico.
Ventisei domande al Municipio
In totale sono 26 le domande rivolte all’Esecutivo. Si va dai costi di polizia, traffico e trasporto pubblico alle spese per pulire adesivi, scritte e altri imbrattamenti riconducibili alle tifoserie. Merlo domanda inoltre se sia possibile stimare «il costo pubblico complessivo di una stagione di partite casalinghe del FC Lugano», includendo viabilità, trasporto pubblico, pulizia e ripristino dello spazio pubblico.La conclusione riassume il senso dell’interrogazione. Merlo chiede al Municipio se ritenga soddisfacente l’attuale equilibrio tra le esigenze del calcio professionistico e delle tifoserie e «il diritto dei residenti ad accedere alle proprie abitazioni, degli utenti del trasporto pubblico a usufruire regolarmente del servizio e della collettività a non assumere in misura sproporzionata i costi generati da manifestazioni sportive professionistiche».
