Territorio

Passi avanti a Comano per ridisegnare l'area RSI

Parallelamente agli interventi per realizzare il nuovo campus prosegue l’iter pianificatorio che consentirà, tra le altre cose, di concedere all’emittente una riserva edificabile e creare un nuovo ecocentro – Variante in pubblicazione – Il ricorso contro l''antenna Swisscom sul tetto della RSI? Accolto
© Ti-Press/Elia Bianchi
Valentina Coda
05.03.2026 06:00

Nel comparto RSI a Comano non si stanno eseguendo solo importanti interventi edilizi nell’ambito del nuovo campus. Parallelamente, il Comune sta portando avanti anche una procedura pianificatoria che toccherà, oltre al citato comparto, anche altri aspetti. Stiamo parlando della variante di Piano regolatore che andrà a disciplinare l’aumento delle potenzialità edificatorie all’interno del polo RSI, consentirà di preservare lo stabile destinato alla mensa e in cui è presente anche l’asilo nido, creerà i presupposti per promuovere l’integrazione del comparto all’interno del territorio comunale e in definitiva consentirà la realizzazione di un nuovo ecocentro intercomunale (per Comano e Cureglia) nel posteggio Campagna in sostituzione di quello provvisorio esistente, parzialmente ubicato in zona agricola. Una variante che sta seguendo il suo iter dopo essere stata preavvisata favorevolmente – seppur circostanziata da alcune indicazioni puntuali, già svolte e implementate nella variante dal Comune di Comano – dal Dipartimento del territorio e essere stata avallata all’unanimità dal Legislativo. Ora, rimane l’ultimo ostacolo da superare, ovvero la pubblicazione della variante (soggetta quindi a ricorsi), prima di approdare sul tavolo del Consiglio di Stato. Prima di tutto, ricordiamo che il polo RSI sta vivendo importanti interventi di ristrutturazione degli edifici, che consentiranno di riorganizzare gli spazi allo scopo di riunire sotto un unico tetto radio, televisione e multimedia. Gli obiettivi della variante, come anticipato, sono diversi. Concede ad esempio una riserva edificabile all’emittente di Comano – inizialmente non erano previsti aumenti della volumetria complessiva fuori terra – volta a conferire il margine di manovra necessario per eventuali sviluppi futuri. Una condizione, questa, che permetterà anche di mantenere lo stabile della mensa senza demolirlo. Crea, inoltre, i presupposti per riservare una superficie, che verrà adibita a parco, fruibile ai cittadini all’interno del comparto, oltre a prevedere un collegamento di mobilità lenta all’interno del polo per permettere una migliore connessione tra via Cureglia e via Centro TV. La variante intende pure codificare lo spazio per la realizzazione dell’ecocentro intercomunale come soluzione definitiva all’attuale struttura provvisoria, definita «problematica» dal Dipartimento del territorio perché parzialmente in zona agricola. Dopo aver valutato diverse ubicazioni all’interno del territorio comunale e allestito una perizia (come richiesto dal DT), il Comune ha valutato l’attuale posteggio a sud di via Cureglia come l’unica e migliore ubicazione per accogliere la struttura.

Antenna sul tetto: ricorso accolto

Oltre agli interventi di ristrutturazione, il comparto RSI è stato oggetto anche di grattacapi non indifferenti. Il tutto era nato della dismissione dell’antenna Swisscom sul tetto dell’emittente di Comano a fine 2023 (seguito da un buco di rete che persiste ancora oggi) per via della disdetta ordinaria da parte del proprietario fondiario. Successivamente, Swisscom ha inoltrato una domanda di costruzione per un nuovo, seppur provvisorio, impianto di radiocomunicazione mobile sempre sul tetto della RSI. La richiesta è stata presa di mira da un’opposizione sottoscritta da centodiciassette persone. Dopo averla respinta, il Municipio di Comano ha rilasciato la licenza edilizia, che è stata però presa di mira da un ricorso. Sostanzialmente, i ricorrenti sollevavano l’incompletezza della domanda di costruzione e l’errata creazione della scheda dei dati sul sito da parte di Swisscom. Dopo varie repliche, dupliche e un complemento degli atti della scheda, il Consiglio di Stato si è espresso accogliendo il ricorso. Nel dettaglio, il Governo motiva la decisione scrivendo che «dal complemento atti richiesto dal Dipartimento del territorio è emerso che il LAUS (ovvero aree sensibili dove i valori limite delle radiazioni delle antenne sono più severi per tutelare la salute, ndr) indicato nella nuova scheda dei dati sul sito è quello in cui è stato registrato il valore massimo di radiazioni. La scheda dei dati sul sito oggetto della licenzia edilizia era pertanto incompleta poiché carente di indicazioni esaustive sulle radiazioni prodotte dall’impianto nel luogo a utilizzazione sensibile più colpito».

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