Penuria idrica, il lago Ceresio «(s)corre» in soccorso del Verbano

La siccità preoccupa. Al punto tale che, ieri, 10 agosto, l'Organismo bilaterale italo-elvetico si è riunito in via d’urgenza per esaminare la situazione di criticità idrica del Lago Maggiore e dell’area risicola a valle. Anche il Ticino, infatti, è confrontato con una situazione di allerta per siccità e con riserve particolarmente basse. Esclusi ulteriori rilasci dai bacini idroelettrici ticinesi, è stata individuata una misura temporanea attraverso il Lago di Lugano, nel rispetto delle esigenze idriche del Cantone.
Una riunione d'emergenza
Ma andiamo con ordine. Come si legge in una nota del Dipartimento del Territorio (DT), l'Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del relativo bacino si è riunito in via d’urgenza il 10 agosto, su richiesta del Ministero italiano dell’Ambiente. Al centro dell’incontro, in particolare, c'era la situazione di criticità del Lago Maggiore e dell’area risicola sublacuale nei comprensori irrigui del Novarese, Lomellina e Milanese, nonché la richiesta di valutare eventuali rilasci aggiuntivi dai bacini idroelettrici ticinesi.
Un problema anche per il Ticino
Come già comunicato dal Consiglio di Stato alla Regione Piemonte lo scorso 17 luglio, anche il versante svizzero è confrontato con una situazione di allerta per siccità dovuta alle scarse precipitazioni. Le riserve d’acqua nei bacini idroelettrici ticinesi si situano infatti al limite inferiore dei valori registrati negli ultimi dieci anni. Non sussistono pertanto le condizioni per ulteriori rilasci, anche alla luce della necessità di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Come si legge, ancora, nella nota, il margine di intervento del Cantone è inoltre limitato dal quadro giuridico vigente: una parte importante delle acque è sottoposta a concessioni attribuite a operatori privati sui quali il Cantone non dispone di un’autorità diretta.
Una soluzione temporanea
Alla luce di queste condizioni, i tecnici dell’Ufficio cantonale dei corsi d’acqua, in accordo con l’Ufficio federale dell’ambiente, hanno individuato una soluzione temporanea ritenuta sostenibile per il territorio ticinese, pur in una fase di allerta idrica. La misura prevede di aumentare l’erogazione a Ponte Tresa dal Lago di Lugano (Ceresio), dagli attuali 3 m³/s a 8 m³/s. Considerato il collegamento idrografico tra i due laghi, il maggiore deflusso raggiungerà naturalmente il Lago Maggiore. La misura, che comporterà un abbassamento complessivo di circa 10 centimetri del livello del Ceresio, sarà applicata a partire da oggi per i prossimi dieci giorni e attentamente monitorata. Al termine di questo periodo, la situazione sarà nuovamente valutata sulla base dell’evoluzione delle condizioni idriche e compatibilmente con le esigenze del territorio.
