Stabio

«Per garantire continuità» sono a rischio 35 posti di lavoro

Annunciato un licenziamento collettivo alla Stabilit, azienda leader nella produzione di lastre e sistemi in policarbonato – I collaboratori toccati superano il 40% della forza lavoro totale – Nella missiva inviata alla Sezione del lavoro si menzionano risultati economici insoddisfacenti
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
14.02.2026 06:00

È un momento davvero delicato quello che stanno vivendo i dipendenti della Stabilit azienda che si situa in via Lische a Stabio. A fine gennaio, infatti, la direzione ha comunicato all’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro di Bellinzona l’avvio della procedura di consultazione. Tradotto: possibilità di un licenziamento collettivo.

Stando a quanto abbiamo potuto appurare i tagli saranno piuttosto rilevanti: 35 i collaboratori potenzialmente coinvolti dalla misura su un totale di 82 dipendenti. Ciò vuol dire che a rischio vi è più del 40% delle attuali unità lavorative. Stabilit Suisse, si legge nel sito internet dell’azienda, è la «società svizzera leader nella produzione di lastre e sistemi in policarbonato» ed è parte di «un gruppo multinazionale presente a livello mondiale focalizzato nella produzione di prodotti in materiale plastico per edilizia e altri settori applicativi». L’azienda è stata acquisita, nel 2017, dal gruppo Verzatec, basato in Messico.

Margini ridotti

Per quale motivo, il 27 gennaio scorso, è stato comunicato l’avvio di una procedura di consultazione? Alla base, secondo quanto abbiamo potuto ricostruire, questi tagli sarebbero da ricondurre a un’ulteriore misura affinché si possa garantire la sostenibilità e la continuità dell’azienda nel medio-lungo periodo. All’ufficio giuridico della Sezione del lavoro è infatti stato comunicato che la società, negli ultimi anni, ha registrato risultati economici definiti insoddisfacenti. Dettati, in sostanza, dalla riduzione dei margini e da un incremento dei costi operativi.

Alcune misure per far fronte alla situazione, in via Lische, sarebbero già state approntate. Si parla di razionalizzazione dei processi, investimenti volti al miglioramento della produttività nonché il contenimento delle spese ritenute non essenziali. Allo stato attuale, comunque, ci sarebbe una situazione finanziaria che non permetterebbe di mantenere l’attuale struttura dei costi e, oltretutto, la forza del franco nei confronti dell’euro avrebbe creato ulteriori difficoltà. Il tutto nel contesto di un mercato internazionale ritenuto molto competitivo che annovera molti nuovi concorrenti che operano sul mercato.

Da qui, come detto, l’intenzione a procedere con 35 licenziamenti, oltre il 40% della forza lavoro attualmente impiegata.

Piano sociale

Stabilit, nell’avviare la procedura, ha di conseguenza coinvolto OCST, come ci conferma il responsabile cantonale Industria del sindacato Nenad Jovanovic. Allo stato attuale le trattative tra le parti sono in corso. «Stiamo cercando di ridurre al minimo i licenziamenti – ci spiega Jovanovic – e ovviamente, trattandosi di un licenziamento collettivo, stiamo altresì trattando un piano sociale». L’obiettivo, oltre alla già citata riduzione dei licenziamenti è quello di fornire un aiuto al ricollocamento delle persone che saranno toccate dalla misura.

Per quanto riguarda la notifica dei licenziamenti, allo stato attuale avverrebbe in due tappe nel corso del 2026: la prima verosimilmente in primavera e toccherebbe 15 collaboratori. La trattative, ad ogni modo, proseguono. Jovanovic, in tal senso, ci conferma che «nel corso della prossima settimana avrà un incontro con la direzione dell’azienda e con la commissione del personale».