Per la caccia arrivano i silenziatori, ma le vere novità riguardano tutti noi

Un intervento più deciso sul cervo, ma anche la possibilità di utilizzare dei silenziatori. E, più in generale, una migliore delimitazione delle infrazioni che possono portare alla revoca immediata della patente. Ma non solo: il Regolamento cantonale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, recentemente aggiornato dal Consiglio di Stato, presenta qualche novità non da poco anche per chi non è cacciatore. In particolare, per chi intende organizzare eventi in luoghi (e momenti) particolarmente sensibili per la fauna, oppure per chi ha intenzione di immortalare (magari per qualche apprezzamento su Instagram) determinate specie in determinati momenti, come il cervo durante il periodo del bramito.
I cambiamenti
Insomma, il nuovo regolamento – entrato in vigore lo scorso 3 luglio – presenta novità interessanti un po’ per tutti. Con, in prima linea, la Federazione Cacciatori Ticinesi. Il cui presidente, Davide Corti, spiega al Corriere del Ticino i cambiamenti principali introdotti dall’inizio del mese.
«Si è andati nuovamente ad ampliare le possibilità di agire in modo più incisivo sul cervo», spiega ad esempio Corti. E questo perché «i danni che questo ungulato crea alle foreste necessitano di un intervento ancora più deciso».
È poi stata introdotta quella che il presidente non esita a definire una «piccola rivoluzione» per l’arte venatoria: la possibilità di utilizzare dei silenziatori durante la caccia. «Sono state ammesse alcune migliorie tecniche per un’esecuzione della caccia più efficace e sicura», spiega Corti, «come il fatto di poter dotare le armi con dei soppressori di rumore. Un elemento che rende la detonazione molto meno importante». I motivi dietro questa decisione sono essenzialmente due: «Non spaventare gli altri selvatici che non sono oggetto di caccia in quel momento; ma anche per poter eseguire dei tiri vicino a zone urbanizzate, senza causare eccessivo disturbo alle persone».
Sempre per quanto riguarda il mondo venatorio, «sono inoltre state codificate tutte quelle infrazioni che possono portare a una revoca immediata della patente». Va detto, aggiunge Corti, «che non si tratta di una risposta a un aumento delle infrazioni, che in ogni caso sono in diminuzione costante negli ultimi anni». Semplicemente, «si è voluto codificare delle prassi che sono già state adottate da anni. E, al contempo, monitorare l’utilizzo delle nuove apparecchiature tecniche di cui è stato possibile dotare il cacciatore».
Dalle feste ai «palchi»
Altre importanti novità del regolamento, come dicevamo all’inizio, riguardano però essenzialmente tutta la società. Ossia, vanno oltre il mondo venatorio e riguardano tutti noi, con l’obiettivo ultimo di proteggere la fauna selvatica.
«All’interno del regolamento – rileva Corti –, sono state inserite alcune norme di protezione della fauna nel suo complesso. Che non concernono direttamente i cacciatori, ma tutti coloro che utilizzano il territorio». Ad esempio? «Penso alle feste o agli eventi che possono causare rumore e quindi avere un impatto importante sulla fauna». Un cambiamento, quello di inserire nel regolamento norme che esulano dalla caccia, «che evidenzia come lo scopo ultimo dell’attività venatoria sia proprio un rafforzamento e un incremento della selvaggina compatibile con le risorse e l’utilizzo del territorio». Norme per tutti, dunque, «con cui si invita ad una sensibilità accresciuta per la protezione della fauna selvatica anche per coloro che non praticano la caccia. E ciò anche fuori dai periodi venatori».
Norme che riguardano, ad esempio, «l’organizzazione di eventi nei boschi, oppure sugli alpeggi, che potrebbero portare a un incremento dei rumori. Oppure che riguardano il transito notturno in determinate zone dove la selvaggina dovrebbe poter essere più tranquilla, specie nel periodo di nascite dei piccoli che coincide con inizio degli eventi all’aperto». Su questo fronte, ad esempio, «il regolamento prevede che qualora un’organizzazione o privati cittadini organizzino eventi in luoghi dove c’è presenza di selvaggina, debbano chiedere un’autorizzazione all’ente preposto». Oppure, per citare un altro esempio di questa natura, da qualche tempo è stato introdotto il divieto di ricerca di palchi di cervo (comunemente chiamate corna) dal 15 febbraio al 15 aprile, «perché il disturbo arrecato a questi animali è enorme, specie in un momento in cui devono recuperare le energie perse durante l’inverno». Più in generale, dunque, «si cercherà di monitorare la situazione per evitare un’eccessiva pressione sulla fauna selvatica in periodi delicati del loro ciclo naturale».
Il ruolo della tecnologia
Un tema diventato sempre più importante, anche alla luce dei social network. Come racconta Corti, «notiamo sempre più spesso sui social che vi è interesse a fotografare o filmare gli animali in momenti estremamente delicati per loro, come il cervo o il gallo forcello durante il periodo degli amori». Gesti semplici e apparentemente innocui, ma che possono avere conseguenze molto gravi. «Ci siamo resi conto, anche con l’Ufficio caccia e pesca, che l’impatto di questi comportamenti è tale da richiedere un intervento legislativo: dare un pezzo di pane secco a un cervo in inverno può causarne la morte. O la stessa cosa può capitare toccando un piccolo di capriolo appena nato in un prato». Insomma, «un gesto d’affetto che può avere conseguenze molto importanti».
