Per la Corte d’appello no al quarto giudice

Il Consiglio di Stato «reputa, perlomeno oggi, prematuro procedere a potenziare la CARP come postulato dagli iniziativisti». È l’estrema sintesi della breve risposta che il Governo ha fornito in questi giorni all’iniziativa parlamentare – depositata nel settembre del 2025 dai deputati della Commissione giustizia e diritti Sabrina Gendotti (Centro), Daria Lepori (PS), Cristina Maderni (PLR), Marco Noi (Verdi) e Roberta Soldati (UDC) – che postulava, appunto, di aumentare da tre a quattro il numero dei giudici della Corte di appello e revisione penale.
Nella premessa del messaggio, il Governo spiega di aver «preso atto con estrema attenzione delle risultanze dell’atto parlamentare in esame, e non intende per nulla confutare le cifre esposte per quel che riguarda l’evoluzione del carico lavorativo della CARP negli ultimi 10 anni, Corte che a fronte di una sostanziale stabilità delle risorse umane (fra giudici e cancellieri) ha conosciuto negli anni un costante e tendenziale aumento degli incarti trattati, riuscendo peraltro egregiamente – adottando tutte le misure di efficienza possibili – a mantenere un elevato grado di evasione». Insomma, anche il Consiglio di Stato riconosce, dati alla mano, la difficile situazione della Corte di appello. «I dati citati dagli iniziativisti – prosegue l’Esecutivo – sono peraltro tratti dall’annuale rapporto del Consiglio della Magistratura sullo stato della giustizia ticinese» e «non possono essere ignorati i commenti più volte espressi negli ultimi anni in detto rapporto sia dalla Presidente (uscente per ragioni di età) della CARP Giudice Giovanna Roggero-Will, sia dallo stesso Consiglio della Magistratura, che tendono univocamente a chiedere il potenziamento dell’organico di questa autorità giudiziaria penale di secondo grado, pena “un’inaccettabile ritardo nell’evasione” dei gravami ad essa sottoposti».
Nonostante ciò, nel prendere posizione sulla richiesta dell’iniziativa, il Governo spiega che ora, dopo un momento di instabilità, la CARP ha finalmente l’organico al completo e che quindi occorre dare tempo alla Corte per stabilizzarsi. Nel dettaglio, spiega di aver «preso atto con soddisfazione che i due neo-eletti magistrati della CARP (ndr. Manuela Frequin Taminelli e Moreno Capella, eletti dal Gran Consiglio lo scorso dicembre in sostituzione delle partenti Giovanna Roggero-Will e Rosa Item), provenienti peraltro dal Tribunale di appello e dal Ministero pubblico e senz’altro cogniti di diritto penale, sono entrati rapidamente in funzione dopo l’elezione: una il 1. gennaio 2026 e l’altro il 1. febbraio scorso, colmando così da subito la lacuna nell’organico dei giudici della CARP e riducendo le inevitabili difficoltà della fase di transizione degli incarti».
Nel contempo, aggiunge il Governo, «a fine dicembre il personale giuridico e amministrativo è stato completato». E oltre a ciò l’Esecutivo «rammenta inoltre la presenza dei giudici supplenti attribuiti alla CARP». In sostanza, come detto, il Governo sottolinea che «ad oggi l’organico dell’Autorità penale risulta quindi al completo». E, pertanto, ilGoverno «reputa quindi che occorra ora lasciare il tempo necessario alla CARP per consolidarsi nel suo nuovo assetto, comprendendo l’apporto qualificato dei giudici supplenti». In sostanza, dunque, «nell’attesa di un primo bilancio di attività, anche intermedio dopo il periodo estivo da parte del Consiglio della magistratura e del Tribunale di appello», il Governo spiega, come detto all’inizio, di reputare «perlomeno oggi prematuro procedere a potenziare la CARP come postulato dagli iniziativisti».
