Per la prima volta Travel Classics in Ticino: le grandi firme del turismo alla scoperta del cantone

Per la prima volta Travel Classics fa tappa in Ticino e porta a Lugano una sessantina tra giornalisti ed editori di alcune delle principali testate nordamericane, da National Geographic a Travel + Leisure fino a BBC Travel. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la presenza del cantone su un mercato considerato strategico e in crescita.

Dal 13 al 16 aprile, l’Hotel Splendide Royal ha ospitato incontri, presentazioni e sessioni di networking tra operatori turistici e media internazionali, affiancati da un programma di esperienze sul territorio.
«Sono giorni importanti, per noi e per loro», spiega Adele Naldi, CEO dello Splendide Royal. «Abbiamo accolto alcune delle principali testate del mercato statunitense, un mercato che negli ultimi anni pesa sempre di più per il Ticino. Parliamo di interlocutori difficili da coinvolgere, ma che possono generare un impatto concreto».

Un ruolo che comporta anche una responsabilità precisa. «Ci sentiamo di essere stati gli ambasciatori di un’intera regione, rappresentando il Ticino nel suo insieme, non solo la nostra struttura. È stato uno stress positivo ma siamo soddisfatti del lavoro fatto».
Il valore strategico del mercato nordamericano è confermato dai dati. «Rappresenta un asse centrale per il posizionamento internazionale della destinazione», sottolinea Angelo Trotta, direttore dell’Agenzia turistica ticinese. «Nel 2025 i turisti statunitensi hanno registrato un aumento dei pernottamenti alberghieri dell’11% rispetto all’anno precedente e di quasi il 50% rispetto al 2019. È il mercato estero con la crescita più marcata nel medio periodo».

Una dinamica che si riflette in modo ancora più evidente nel Luganese. «Gli Stati Uniti sono il terzo mercato per importanza nella nostra regione, dopo Svizzera e Germania», osserva Massimo Boni, direttore di Lugano Region. «Nel 2025 abbiamo superato gli 80 mila pernottamenti, con una crescita di circa il 12% rispetto al 2024. Un dato significativo è che il 75% dei pernottamenti statunitensi in Ticino si concentra proprio nel Luganese. È il risultato di un lavoro costruito negli anni, con attività mirate negli Stati Uniti e un dialogo costante con tour operator e agenzie».
Se la visibilità è un passaggio chiave, la conversione in flussi turistici resta la vera sfida. «Il Nord America è oggi l’unico mercato transcontinentale su cui investiamo in modo strutturato», spiega Fabio Bonetti, direttore dell’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli. «Ma la visibilità da sola non basta. Serve coerenza e un’offerta all’altezza delle aspettative. Il nostro compito è trasformare questo posizionamento in esperienze concrete e di qualità».

In questo contesto, il programma di Travel Classics ha puntato su una combinazione di incontri professionali ed esperienze sul territorio: dalla cena di benvenuto al LAC di Lugano alla serata al Castel Grande di Bellinzona, fino alla cena di gala a Villa Emden, sulle Isole di Brissago. A queste si sono aggiunti tour tematici dedicati a cultura, natura, outdoor ed enogastronomia.
«Il feedback è molto positivo», sottolinea Naldi. «I giornalisti sono rimasti entusiasti e molti non si aspettavano una Lugano così completa e accogliente. Per noi è motivo di orgoglio, ma anche uno stimolo a crescere ancora».

Una parte degli ospiti ha scelto di prolungare il soggiorno, segnale di un interesse che va oltre il singolo evento. Ed è proprio su questo terreno che si misurerà l’efficacia dell’iniziativa: nei contenuti che verranno pubblicati nei prossimi mesi e nella capacità di tradurre la visibilità in presenze.
«Essere stati scelti come struttura ospitante è un onore», conclude Naldi. «Ma è soprattutto un’occasione per dimostrare il valore del Ticino. Il potenziale c’è, e momenti come questo servono a renderlo evidente anche a livello internazionale».
