Per Laika c’è ancora speranza

Non è detta ancora l’ultima parola per Laika, il cucciolo di cane proveniente dall’Ucraina per il quale il veterinario cantonale ha ordinato l’eutanasia, dopo aver contestato delle anomalie nella procedura d’importazione e aver riscontrato nell’animale una risposta immunitaria potenzialmente non efficace a sufficienza contro la rabbia. Com’è trapelato nel tardi pomeriggio di venerdì, è stata accettata dal pretore un’istanza supercautelare per sospendere il provvedimento, in attesa della decisione di merito sul ricorso presentato dal padrone del cane - al cui caso si è interessato lo studio legale Rocco Taminelli di Bellinzona - per cercare di salvare in extremis l’animale, la cui soppressione era prevista dopodomani.
Già prima che si sapesse della sospensione, all’uomo, possessore di diversi altri cani, sono arrivate delle offerte di aiuto . «L’associazione Animalife – ha sostenuto il presidente Nash Pettinaroli – si è offerta per cercare una soluzione, una volta che abbiamo appreso del caso dal vostro giornale. Abbiamo proposto di portare il cane in Italia per un periodo di quarantena, sotto la nostra tutela, ma secondo le autorità ticinesi il caso è potenzialmente troppo rischioso. L’alternativa sarebbe riportare il cane in Ucraina, ma l’allevatore non sarebbe disposto a riprenderselo». Comunque, ha precisato Pettinaroli, «quando ci sono dei casi di questo genere, la soppressione è da considerarsi come l’ultima ratio. È un fatto raro che accada e ho constatato che c’è maggiore severità da parte delle autorità sanitarie d’oltregottardo. Ciò non toglie che i padroni debbano essere i primi a rispettare le leggi. Per ogni tipo di animale ci sono norme apposite e sono facilmente reperibili», ha concluso Pettinaroli.
Che le leggi in materia, per quanto dure, siano ben note, lo ha confermato anche il presidente della Società protezioni animali di Bellinzona (SPAB), Emanuele Besomi. «Sul caso in questione non posso esprimersi, perché siamo tenuti al segreto riguardo al procedimento amministrativo in corso», ha spiegato il presidente della SPAB, il quale però ha aggiunto che «si registrano almeno 1-2 casi di importazioni sospette in Ticino ogni mese. Questo malgrado le regole da seguire per introdurre animali dall’estero siano chiarissime e siano accessibili su diversi siti istituzionali».
Dunque non sarebbe un evento raro. «Come ho già detto - ha ribadito Besomi - non voglio e non posso entrare nel caso di Laika. Però intendo cogliere l’occasione per ricordare a tutti come la rabbia sia una malattia pericolosissima e incurabile. Certe norme severissime servono innanzitutto per tutelare la salute delle persone. In alcuni Paesi il rischio di contrarre la rabbia è ancora piuttosto concreto», ha sottolineato il presidente della SPAB. «Immaginate che cosa potrebbe succedere se ci fosse un caso in Svizzera, se disgraziatamente un esemplare contagiato dovesse entrare in un canile. Si metterebbe a rischio la vita dei volontari, che sono i primi ad amare con tutto il cuore gli animali, e si potrebbe generare il panico tra la popolazione, col rischio di vedere abbandonati altri cani». Quindi, ha concluso Besomi, «invito chiunque voglia un cane a essere particolarmente prudente di fronte a delle proposte che hanno elementi sospetti».
La rabbia è presente quasi ovunque nel mondo e solamente alcuni paesi del Nord Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Giappone ne sono esenti. In Svizzera, nelle volpi è stata sradicata grazie ad azioni intensive di distribuzione di esche vaccinali, ma può ancora manifestarsi – anche se raramente – in pipistrelli o animali importati illegalmente (soprattutto cani). Gli ultimi casi di rabbia in animali autoctoni (eccetto nei pipistrelli) sono stati osservati nel 1996. La Svizzera è ufficialmente considerata esente dalla rabbia terrestre dal 1999. Negli ultimi anni sono stati registrati diversi casi mortali in Europa occidentale, in persone che hanno contratto la malattia durante dei viaggi in delle regioni a rischio (Asia, Africa). Per assistere chiunque voglia importare cani, gatti o furetti in Svizzera, esiste un questionario online approntato dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e veterinaria (www.blv.admin.ch), disponibile nella sottosezione Animali, Viaggiare con animali da compagnia, Aiuto online.