Salute

«Per sconfiggere il fumo serve l’aumento dei prezzi»

La «Giornata mondiale senza tabacco» ha evidenziato le difficoltà del nostro Paese nella prevenzione – Luciano Ruggia, direttore di AT Svizzera: «Sui social i giovani sono raggiunti da campagne estremamente mirate»
©Gabriele Putzu
Matteo Generali
31.05.2026 21:30

«Anche tra i fumatori c’è chi lo riconosce: un pacchetto di sigarette a 20 franchi renderebbe il tabacco meno accessibile ai giovani». È quanto ha scritto – in un comunicato diffuso negli scorsi giorni assieme ad altri partner della salute – la Lega polmonare ticinese, in vista della Giornata mondiale senza tabacco, svoltasi oggi, domenica 31 maggio.

Per l’edizione 2026, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) si è dedicata al tema Unmasking the Appeal (smascherare il fascino). L’obiettivo? Portare alla luce le strategie con cui l’industria della nicotina rende i propri prodotti attrattivi. In Svizzera, infatti, il tabagismo provoca ancora ogni anno poco meno di 10 mila morti e costi sanitari altissimi, quantificabili in miliardi di franchi. Tuttavia, secondo le associazioni di prevenzione, le misure più efficaci continuano a scontrarsi con forti resistenze politiche e con l’influenza delle lobby del tabacco.

Tra gli strumenti ritenuti più incisivi, centrale resta il tema dell’aumento dei prezzi dei prodotti a base di tabacco e nicotina. «È una delle poche misure di cui conosciamo con certezza l’efficacia», dice Alberto Polli, presidente dell’Associazione Svizzera Nonfumatori. «A ogni aumento di prezzo corrisponde una diminuzione delle vendite. Eppure, in Svizzera i prezzi del tabacco sono praticamente fermi dal 2013, è un problema». Dello stesso avviso Luciano Ruggia, direttore dell’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo (AT Svizzera): «Dove applicato, l’aumento dei prezzi è la misura che si è dimostrata più efficace. In Irlanda, un pacchetto di sigarette costa 17 euro. Certo, non basta aumentare il prezzo, ma è uno degli strumenti più potenti, soprattutto per impedire ai giovani di iniziare a fumare».

Aromi e confezioni accattivanti

La prevenzione e la lotta al tabagismo riguardano oggi anche i nuovi prodotti a base di nicotina, sempre più diffusi tra gli adolescenti. Sono le «nicotine pouches» e gli «snus», sacchettini contenenti tabacco o nicotina che si posizionano tra la gengiva e il labbro superiore. Ciò che spaventa, di queste «buste», è che spesso sono percepite come meno dannose. Ma, osserva Polli, «la nicotina resta una sostanza che crea dipendenza e i suoi effetti sono ben conosciuti». Ruggia, dal canto suo, ricorda che gli studi sui prodotti più recenti sono tuttora limitati: «Non disponiamo di dati completi sugli effetti a lungo termine dei sacchetti di nicotina. Tuttavia, sappiamo che la nicotina non è una sostanza neutra; esistono evidenze scientifiche di rischi cardiovascolari». Non preoccupa solo la salute, ma anche il marketing: aromi dolci, confezioni accattivanti, pubblicità indiretta e contenuti digitali contribuiscono a ridurre la percezione del rischio e ad avvicinare i più giovani alla nicotina. «L’unica misura realmente efficace sarebbe il divieto totale di ogni forma di pubblicità – sostiene Ruggia –. Sui social e sulle piattaforme online i giovani sono raggiunti da campagne estremamente mirate. Spesso gli adulti nemmeno le vedono, ma gli adolescenti sono bombardati da contenuti promozionali».

Dando una sbirciata ai dati europei, il confronto è impietoso: secondo un rapporto diffuso dall’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo la Confederazione occupa il penultimo posto su 37 Paesi valutati in uno studio che definisce la prevenzione nei singoli Stati. In questo senso, Irlanda, Regno Unito e Paesi Bassi occupano i primi tre posti della graduatoria. E proprio nel Regno Unito sarà a breve approvata una legge che punta a creare una generazione «smoke free»: sarà impedito l’acquisto di prodotti del tabacco alle persone nate dal 2009. Una misura che si aggiunge ad altre restrizioni introdotte da tempo. Commenta Polli: «Sono molto più in avanti di noi. Aggiungo: oltre ai giovani potenziali fumatori, bisogna sensibilizzare i politici, che nella prevenzione del tabagismo sono deboli e inefficaci».

Più netto Ruggia: «La Svizzera è almeno 50 anni indietro rispetto al Regno Unito sul controllo del tabacco. Prima di discutere un divieto generazionale dovremmo applicare misure molto più semplici ed efficaci: aumentare le tasse sul tabacco, eliminare la pubblicità e rafforzare il sostegno a chi vuole smettere di fumare».

Il nuovo regolamento

Tornando in Ticino, la Giornata mondiale senza tabacco è di pochi giorni successiva a un’altra data importante per la prevenzione al tabacco. Pochi giorni fa, il Consiglio di Stato ha adottato il nuovo regolamento concernente la protezione contro il fumo, che entrerà in vigore il 1. luglio.

«Il nuovo regolamento – si legge nel comunicato del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) – oltre ad allineare il campo d’applicazione a quanto previsto dal diritto federale, precisa le competenze delle differenti autorità cantonali coinvolte nell’applicazione della normativa». In particolare, le norme si applicheranno ai prodotti del tabacco destinati a essere fumati, inalati dopo essere stati riscaldati, fiutati o di uso orale; alle sigarette elettroniche e alle relative ricariche contenenti liquidi con o senza nicotina; ai prodotti da fumo a base di erbe; ai prodotti simili contenenti nicotina che non rientrano già in altre normative (ad esempio, le nicotine pouches).

La cronistoria ticinese

La battaglia contro il tabacco, in Ticino, è iniziata nel 2007, quando il Cantone introdusse il divieto di fumo nei locali pubblici chiusi e nei luoghi di lavoro. Poi, nel 2013, fu la volta dell’introduzione del divieto di vendita e distribuzione di tabacco e derivati ai minori di 18 anni, misura rafforzata nel 2014 con l’obbligo per i distributori automatici di adottare sistemi di controllo dell’età. Infine, nel 2023, il Cantone ha approvato una revisione della Legge sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario (LSan) che ha equiparato le sigarette elettroniche ai prodotti del tabacco tradizionali. In Ticino, la Giornata mondiale senza tabacco sarà promossa attraverso i social fino al 3 giugno dalla Lega polmonare ticinese, Associazione Svizzera Nonfumatori, Radix Svizzera italiana, Fondazione IdéeSport e Lega Cancro Ticino, con il sostegno del DSS.