Monte San Giorgio

Percorso per mountain bike: la pedalata si fa in salita

Annullata la licenza edilizia che prevedeva la realizzazione di oltre trenta chilometri di sentieri adatti alle due ruote – Il nodo? La Legge federale sulle vie ciclabili impone un obbligo di pianificazione
©Gabriele Putzu
Stefano Lippmann
14.10.2025 06:00

Per gli amanti della mountain bike – e per Mendrisiotto Turismo – è una brusca frenata. Di quelle che rischiano anche di farti cadere. Per le associazioni che si sono opposte, invece, la «scalata» ha permesso di ottenere una vittoria di tappa. Il 2 ottobre, infatti, una sentenza del Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) ha annullato la licenza edilizia che avrebbe dato il la al progetto di realizzazione di percorsi per mountain bike – per un totale di circa 36 chilometri – nel comprensorio del Monte San Giorgio. Tutto da rifare, insomma. Il progetto era stato presentato nel 2021 dall’Organizzazione turistica regionale del Mendrisiotto e Basso Ceresio e mirava a creare una rete di itinerari ufficiali per mountain bike nei tre Comuni coinvolti, ovvero Mendrisio, Riva San Vitale e Brusino Arsizio. L’obiettivo era quello di offrire tracciati coordinati, sicuri e sostenibili per residenti e turisti. Un’iniziativa che, però, non ha fatto l’unanimità e ha portato Pro Natura, la STAN e Heimatschutz Svizzera a inoltrare ricorso contro il rilascio della licenza edilizia. Opposizioni che non sono state accolte dal Consiglio di Stato. Da qui la decisione di rivolgersi al TRAM il quale, come detto, ha annullato le decisioni comunali e cantonali. «Il Tribunale amministrativo – fa sapere Mendrisiotto Turismo in una nota stampa – ha stabilito che il progetto, pur animato da finalità turistiche e di valorizzazione del territorio, non possa essere autorizzato tramite una semplice licenza edilizia. La decisione – si legge ancora nel comunicato – si basa sul fatto che l’intervento coinvolge aree non edificabili, nonché terreni agricoli e forestali, per i quali è richiesta una procedura autorizzativa più complessa». In sostanza, dunque, «un’infrastruttura di tale portata e natura necessita di una procedura pianificatoria preventiva».

Rammarico da un lato...

Spontanea, a questo punto, una domanda: il progetto verrà abbandonato? Una risposta certa, al momento, non c’è. L’organizzazione turistica non nasconde un certo «rammarico» e sottolinea il fatto d’aver «atteso con fiducia e senso di responsabilità l’evasione del ricorso, convinta che i lavori preparatori costituissero una base solida e utile per raggiungere l’obiettivo di una rete strutturata e sostenibile di percorsi». Il riferimento, in tal senso, va al «riordino» – se così possiamo definirlo – delle varie tipologie di sentieri che costellano l’ascesa al Monte San Giorgio, così come alla volontà si sviluppare un itinerario per mountain bike anche nel Mendrisiotto. Il Consiglio di amministrazione di Mendrisiotto Turismo – conclude la nota – si riunirà a breve per analizzare nel dettaglio la decisione e valutare i passi successivi.

...soddisfazione dall’altro

Sentimento opposto per le associazioni che si sono opposte al progetto. «Non siamo contro le biciclette o il turismo – premette la responsabile del settore giuridico di Pro Natura Veronica Panizza –, ma pensiamo che ci siano attività che è più logico, sostenibile e corretto vengano fatte in altri posti». È auspicabile, dunque, «pianificare, ragionare in merito a dove sia meglio fare un determinato tipo di attività». D’altronde, richiama Panizza, «la legge federale sulle vie ciclabili impone un obbligo di pianificazione per i percorsi di questo tipo, che in questo caso non è stata fatta. Non è un punto di vista – chiosa –, è un obbligo legale».

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