Piazza d’armi di Isone, stavolta spara il Comune

È chiamato a fare tre cose non facili, né scontate, il Municipio di Isone: intimare formalmente ad Armasuisse e al comando della locale Piazza d’armi il rispetto integrale delle Convenzioni, chiedere che non si usi più la piazza di tiro di Alnedo, in quanto «non dovrebbe esistere», e aggiornare le dette Convenzioni «in conformità alle normative vigenti in materia di inquinamento acustico».
Tre richieste non facili, dall’esito non scontato, e di cui il Municipio avrebbe probabilmente fatto a meno, alla luce del preavviso negativo alle stesse. Ma, «dopo intensa e animata discussione» (e al termine di una procedura un po’ sghemba) il Consiglio comunale ha deciso di procedere a stretta maggioranza (7 favorevoli, 2 contrari, 4 astenuti).
Il problema è il rumore
La faccenda è piuttosto delicata, in quanto la presenza di importanti infrastrutture dell’esercito ha fatto per anni la fortuna di Isone, sia per quanto tornato al Comune grazie alle citate Convenzioni (che risalgono agli anni Sessanta e Settanta), sia per l’indotto generato dalla presenza dei soldati. Per alcuni abitanti, però, le regole del gioco negli anni si sono eccessivamente stiracchiate ed è tempo di rimettere la proverbiale chiesa al centro del villaggio.
«Ormai da anni – si legge nella mozione che ha dato il là alle richieste (primo firmatario Nicola Massera) – la nostra popolazione è confrontata con rumori dannosi e molesti generati dalla piazza d’armi durante le varie esercitazioni con armi, esplosivi e voli di elicotteri a tutte le ore del giorno e della notte. Questa situazione anacronistica, un unicum, a livello svizzero e nei paesi civilizzati, non si concilia più con i ritmi frenetici che la vita moderna impone». Era l’aprile del 2025.
Una procedura un po’ sghemba, dicevamo. Questo perché la mozione non chiedeva direttamente contromisure, bensì la costituzione di una Commissione speciale che esaminasse a fondo la questione. Ad aggiungere una qual incertezza ci ha poi pensato il Municipio, nel suo preavviso un mese dopo: «Per chi scrive – si legge – non è stato facile valutare se la mozione fosse ricevibile o meno». Questo perché va a toccare potenzialmente diversi ambiti, non per forza di competenza comunale. Ma, «considerato che si tratta di un tema molto sensibile per la popolazione» e che di proposte concrete ancora non ne erano state formulate, l’Esecutivo ha deciso di ritenere la mozione ricevibile. Con un asterisco: «A dipendenza delle soluzioni che la Commissione proporrà il Municipio potrebbe rivedere la propria decisione se le competenze non sono più date o gli interessi del Comune sono pregiudicati».
Un stand di tiro inviso
La «Commissione speciale rumori piazza d’armi» è stata quindi formata e ha presentato le sue conclusioni alla fine di agosto 2025: «Si rileva da anni una persistente mancanza di volontà, sia politica che militare, nel rispettare le disposizioni delle Convenzioni, con conseguente deterioramento della vita della popolazione». La Commissione ricorda ad esempio che il tiro è proibito in certe parti della val Fornetti e che una Convenzione recita che «non saranno mai eseguiti tiri notturni». Le Convenzioni, firmate tra gli anniSessanta e Settanta, non regolano inoltre in alcun modo i voli di elicottero. Da cui la «raccomandazione» al Municipio di rinegoziarle, non prima di richiamare i responsabili militari a rispettare quanto già in vigore. Richieste specifiche sono poi avanzate per la piazza di tiro Alnedo: «Si chiede di verificare la legittimità di tale piazza alla luce delle Convenzioni, secondo cui non dovrebbe esistere. Qualora risultasse legittima, si raccomanda, vista la vicinanza all’abitato, di vietare qualsiasi tipo di tiro».
La palla – meglio, la granata – è quindi tornata al Municipio che non ha condiviso le conclusioni della mozione e ha raccomandato al Legislativo di respingerle: «Non sono state documentate chiare violazioni delle Convenzioni vigenti e la materia è disciplinata da norme di diritto superiore, le quali garantiscono un’adeguata tutela. Si ricorda inoltre che è previsto un progetto di risanamento fonico delle Piazze d’armi, nell’ambito delle competenze cantonali e federali». Argomentazioni che però non hanno fatto breccia in Consiglio comunale lo scorso dicembre. E ora l’Esecutivo è chiamato a dar seguito alle raccomandazioni formulate dalla Commissione.
