Mendrisio

Piazza del Ponte scivola di un anno

Il progetto di massima per dare un nuovo (e definitivo) volto al cuore del Magnifico Borgo sarà allestito nella prima metà di quest’anno – L’obiettivo era partire nel 2025 ma il disegno è un po’ in ritardo perché la procedura deve essere coordinata con altre due iniziative – Lavori «verosimilmente solo dal 2029»
©CdT/Chiara Zocchetti
Lidia Travaini
26.01.2026 21:28

«Con piazza del Ponte siamo un po’ in ritardo, ma la colpa non è nostra». A volerla riassumere e parafrasare, la spiegazione del Municipio di Mendrisio sul futuro del comparto centrale (e su cui i riflettori sono accesi da anni, ndr) è questa. Il cuore del nucleo del Magnifico Borgo si presenta ormai da tempo in quella che è una veste nata come momentanea. La sistemazione provvisoria, insomma, resiste. Inoltre, malgrado l’Esecutivo prevedesse di investire soldi nella piazza già durante il 2025, nulla di quello che era stato inserito nel Piano delle opere prioritarie è stato effettivamente speso.

Un comparto, tre disegni

Nello specifico: i 100.000 franchi previsti come spesa per il 2025, destinati al concorso di progettazione per la riqualifica della piazza, sono stati riportati all’anno in corso. I 200 mila previsti per quest’anno, per la progettazione dell’area, «potranno essere utilizzati verosimilmente solo nel corso del 2027/2028»; e gli 800.000 previsti come spesa per il ‘28, destinati alla realizzazione del progetto, diventeranno d’attualità verosimilmente nel ‘29.

A chiarire i dettagli relativi a costi e tempi è lo stesso Municipio, nella risposta a un’interrogazione di Tiziano Fontana e Antonia Bremer (Lista Civica). Municipio che sin dalle prime righe della replica chiarisce che il motivo alla base del ritardo è l’inserimento del progetto di piazza del Ponte nel più ampio disegno che porterà alla riqualifica dell’intero comparto. Un disegno di cui fanno parte tre diversi progetti, che devono essere coordinati tra loro. Per dirla con le parole dell’Esecutivo: «La procedura di riqualifica della piazza dovrà essere coordinata sia con il progetto di riqualifica che riguarda l’asse stradale di via Zorzi, via Lavizzari e largo Soldini per il quale è stato elaborato uno studio di fattibilità già condiviso con l’autorità cantonale, sia con la futura variante di Piano regolatore, che interesserà i fondi toccati dalla Zona di pianificazione riguardante gli adattamenti richiesti dalla scheda R6 del Piano direttore cantonale». E ancora: «In considerazione che il coordinamento con questi progetti richiede alcuni approfondimenti, si stima che il credito per il concorso sarà utilizzato negli anni 2026 e 2027. Il Piano delle opere prioritarie verrà pertanto adeguato di conseguenza».

Preavviso «quasi» positivo

Via Lavizzari è una strada cantonale, di conseguenza il disegno per il rinnovo dell’asse (che inizia in via Zorzi e si protrae in largo Soldini) vede coinvolto anche il Cantone. A che punto sono gli approfondimenti? Chiedevano gli interroganti. Lo studio di fattibilità che è stato realizzato è stato sottoposto al Cantone, si spiega nel testo, il quale si è espresso il 20 agosto 2025. «Il preavviso è stato sostanzialmente positivo, ma alcuni elementi di dettaglio devono essere chiariti e sviluppati», si rende noto. A seguire sarà sviluppato il progetto di massima, che sarà «allestito nella prima metà del 2026». Per quanto riguarda gli elementi da chiarire e sviluppare, «in particolare sono stati evidenziati degli aspetti di dettaglio relativi alla corsia ciclabile che necessitano di alcuni adattamenti», si legge nel testo. Altri contenuti e caratteristiche della riqualifica di via Lavizzari non sono specificati. Si sa però, che nell’ambito dello studio preliminare sono stati approfonditi aspetti architettonici, paesaggistici, di traffico e di pianificazione inclusiva.

In relazione al terzo progetto menzionato e con cui ci si deve coordinare, quello per l’allestimento di una variante pianificatoria per il comparto della piazza, per arrivarci la Città ha scelto la via della Zona di Pianificazione. Piazza del Ponte (così come il terreno ex Jelmoli) è una delle superfici identificate per ridurre il potenziale edificatorio della Città (gli adattamenti sono richiesti dalla scheda R6 del Piano direttore cantonale, vedi CdT del 3 luglio 2025).