Locarno

«Piazzetta Respini resti libera, ma con il decoro che si merita»

La Commissione della gestione boccia la proposta di ricostruirvi la casa dell’arciprete rasa al suolo nel 1963 – «Opportunamente ripensato e valorizzato, lo slargo potrebbe costituire uno degli elementi qualificanti per l’intero centro storico»
Tra parcheggi e punto per la raccolta differenziata dei rifiuti, la qualità non è di certo elevata. © Ti-Press/Samuel Golay
Spartaco De Bernardi
12.05.2026 06:00

Riedificare la casa dell’arciprete, rasa al suolo alla fine del 1963 dopo che aveva perso la sua funzione originaria, non è proponibile. Ma la piazzetta Manfredo Respini, ricavata in Città Vecchia dalla demolizione di quell’edificio , merita di essere valorizzata. È questa la posizione della Commissione della gestione riguardo alla mozione del consigliere comunale Mauro Belgeri (Il Centro) che chiede appunto di ripristinare la continuità del fronte costruito lungo quel tratto di via Cittadella, nel centro storico di Locarno. Lo slargo situato a fianco della chiesa Nuova (Santa Maria Assunta) oggi è occupato da una serie di posteggi pubblici per autovetture e ciclomotori, nonché da un centro per la raccolta differenziata dei rifiuti. Il fondo ospita anche una vecchia cabina telefonica Swisscom in disuso, oggi adibita a bibliocabina, e una postazione Publibike per biciclette in condivisione. «I contenuti che si sono stratificati dopo la demolizione della vecchia casa arcipretale si sono sviluppati in modo in parte casuale e caotico, a seconda delle necessità succedutesi nei decenni», scrivono i commissari nel rapporto sulla mozione (relatore Francesco Albi, Sinistra Unita), evidenziando come «attualmente piazzetta Respini non risponda più a criteri qualitativi degni di un centro storico come quello di Locarno, a maggior ragione data l’adiacenza con la chiesa Nuova, monumento protetto di valenza cantonale». Da qui la necessità di procedere ad una riqualifica della piazzetta, scartando la proposta avanzata da Belgeri di una riedificazione di quel fondo per le ragioni già esposte dal Municipio, dalla criticità del ripristino dell’edificio demolito alla metà degli anni Sessanta del secolo scorso alla complessità di un eventuale progetto in un contesto tanto delicato dal punto di vista urbanistico, per non citarne che le principali.

L’apertura del Municipio

Opportunamente ripensata e valorizzata, ritengono i commissari, piazzetta Respini potrebbe costituire uno degli elementi qualificanti per l’intero centro storico «più che mai bisognoso di sviluppo». A tal proposito, rileva ancora la Gestione, il Municipio si è dichiarato disposto ad avviare un’analisi approfondita sul mantenimento o meno del vincolo di costruzione che grava su quel fondo. E questo in relazione alla possibile valorizzazione della piazzetta nel prossimo futuro. Palazzo Marcacci ha in particolare specificato che «l’analisi terrà conto dell’intento originale del piano regolatore e dell’evoluzione della situazione nel corso degli ultimi decenni, ritenuto che qualunque modifica pianificatoria, specie a soli 5 anni dall’ultima revisione di questo strumento, richiede un’attenta ponderazione degli interessi in gioco». Nell’invitare il plenum consiliare a respingere la mozione, la Gestione apprezza l’apertura del Municipio a favore della valorizzazione di questo spazio storico nel cuore della Città Vecchia.

Capitale culturale della Svizzera: «Vogliamo eventi di alto livello»

In un secondo rapporto, che vede ancora Francesco Albi quale relatore, la Gestione dà il proprio benestare al credito di mezzo milione di franchi a favore della candidatura della Città, insieme a Lugano e Mendrisio, a Capitale culturale svizzera per il 2030. Lo fa malgrado la preoccupazione per il rischio che, in una «cordata» guidata da Lugano, Locarno possa ritrovarsi in una posizione marginale o con un’influenza limitata nelle decisioni strategiche. La commissione chiede quindi al Municipio di adoperarsi affinché, qualora la candidatura dovesse essere accolta, in riva al Verbano si organizzino eventi faro di alto livello, non solo secondari. Per la selezione artistica i commissari auspicano inoltre la pubblicazione di bandi pubblici, che garantiscano l’accesso alla scena indipendente locarnese. I commissari si attendono inoltre da Palazzo Marcacci «un impegno particolarmente incisivo e strutturato, traendo insegnamento dall’esperienza maturata con il centenario del Patto di Locarno». La Gestione ritiene, in particolare, necessario «un salto qualitativo nella capacità di coinvolgere partner privati, attori economici e personalità di riferimento, ambiti nei quali l’azione finora intrapresa è apparsa decisamente migliorabile. La riuscita del progetto richiederà pertanto un approccio tempestivo, coordinato e autorevole».