Lugano

Pigioni accessibili al PSE: abboccamenti fra Città e UBS

Le parti stanno discutendo un accordo per soddisfare quanto richiesto dal Consiglio comunale – La banca potrebbe «concedere» una ventina di appartamenti, ma chiede che gli venga ridotto il canone annuo del diritto di superficie
©Cruz y Ortiz - Giraudi Radczuweit Architetti
Federico Storni
28.07.2026 06:00

Nell’approvare nel 2021 la Convenzione che regola i rapporti tra la Città e il partner privato (oggi UBS) nella gestione del Polo sportivo e degli eventi (PSE), il Consiglio comunale aveva chiesto al Municipio di Lugano di implementare sette ulteriori misure. Per una di queste, si apprende dal quarto rapporto semestrale di avanzamento del cantiere pubblicato la scorsa settimana, vi sono stati sviluppi. UBS ha infatti accolto il principio di inserire nelle quattro torri che sorgeranno su via Trevano degli appartamenti a pigione accessibile. Ma non gratis.

Le rispettive posizioni

L’attuale Convenzione non prevede quote di appartamenti a pigione accessibile al PSE, dunque il loro inserimento, alla luce della richiesta del Legislativo luganese, deve giocoforza sottostare a una trattativa fra i due partner. La Città si è quindi attivata nell’estate del 2025, incaricando il Dicastero immobili «di avviare gli approfondimenti per le negoziazioni con l’investitore privato per la realizzazione di alloggi accessibili ai sensi del Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di proprietà del Comune di Lugano del 7 ottobre 2019». La controparte ha chiesto al Municipio una riduzione dei canoni di diritto di superficie previsti dalla tappa 3 del PSE (il canone annuo iniziale per la durata di 90 anni ammonta a 320.000 franchi) e la Città ha confermato la propria disponibilità a discutere un eventuale adeguamento dei canoni del diritto di superficie. L’ultimo sviluppo risale a fine marzo 2026, quando UBS si è dichiarata disponibile a destinare circa l’11% della superficie abitativa (i primi piani dei quattro edifici) ad alloggi a prezzi accessibili, proponendo affitti inferiori del 10% rispetto alla media. A quanto questo corrisponda non è ancora chiaro: «Al momento non è ancora possibile definire con precisione gli affitti, perché mancano alcuni dati fondamentali». Il tema, conclude la Città, «è in fase di approfondimento presso le Divisioni finanze, affari giuridici ed edilizia pubblica con l’obiettivo di svolgere a breve un incontro per discutere meglio i dettagli e trovare un accordo equilibrato con UBS».

Una Convenzione da rivedere?

Siamo in piena trattativa, in altre parole. D’altronde le scadenze iniziano a farsi sempre più pressanti, tant’è che dall’ultimo rapporto di cantiere si apprende anche che HRS (che sta costruendo le quattro torri per UBS) il mese scorso ha staccato la necessaria licenza edilizia. Da cronoprogramma il cantiere terminerà a maggio 2029. C’è tempo ancora tre anni.

Come accennato, appare evidente che l’inserimento di appartamenti a pigione accessibili - traducendo le percentuali: circa una ventina - non avverrà gratis per la Città. La questione politica sarà dunque fino a che punto Lugano vorrà «sussidiarli». Non si tratta di una questione teorica, perché la strada imboccata sembra essere quella della riduzione del canone del diritto di superficie, cosa che comporta una modifica della Convenzione, cosa che comporta un nuovo passaggio in Consiglio comunale.

L’analisi del fabbisogno

A informare le scelte della Città in merito, inoltre, è in arrivo un’analisi dei bisogni e dell’offerta odierna di spazi a pigione accessibile in città. La sta allestendo, ci informa il capodicastero Edilizia pubblica Raoul Ghisletta, la Città stessa facendo capo a risorse interne e con l’aiuto del Servizio di statistica urbana di Lugano. All’uopo è stata allocata una risorsa. Lo studio dovrebbe essere pronto per fine anno e potrà fungere da base per le future decisioni in ambito di edilizia pubblica della Città. Servirà soprattutto a capire quali siano le reali esigenze della fascia di popolazione che potrebbe beneficiare di alloggi a pigione accessibile. Esigenze che saranno poi incrociate con quanto già offre oggi o a breve Lugano in materia. Ovvero, invero, pochino. In concreta prospettiva vi è infatti solo il progetto della Cooperativa Vivere Lambertenghi (vedi box a lato). Dalla crasi dei due dati emergeranno gli eventuali squilibri e si potranno elaborare eventuali soluzioni politiche.

Le quattro torri

Tornando al PSE, le quattro torri di UBS sorgeranno dove ancora per qualche giorno si trova la vecchia tribuna dello stadio e ospiteranno attività commerciali e 160 appartamenti. Una volta costruite, il PSE sarà terminato.

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