1° agosto

Pirotecnica, «I fuochi d'artificio sono sempre più sostenibili»

Andrea Colombo, titolare della Pirotecnica Sagl di Colombo insieme al fratello, racconta il lavoro dietro ai grandi spettacoli, l'evoluzione dei materiali e la sfida ambientale del settore: «Ogni attività ha un impatto, ma investiamo per ridurlo»
©Massimo Pedrazzini
Lara Sargenti
28.07.2026 17:35

I fuochi d'artificio continuano a dividere l'opinione pubblica. Per alcuni sono una tradizione capace di riunire migliaia di persone e regalare emozioni; per altri rappresentano rumore, inquinamento e uno spreco di risorse. Un dibattito che negli ultimi anni si è fatto sempre più acceso anche in Svizzera, dove un'iniziativa a livello federale chiede di limitarne l'utilizzo ai grandi eventi (sulla questione si esprimerà il popolo alle urne).

Per Andrea Colombo, titolare della Pirotecnica Sagl di Colombo insieme al fratello, le critiche non sono una novità, anche quando a occuparsi degli spettacoli sono aziende professionali. «A dire la verità le critiche non sono cresciute nel tempo, ma c'è sempre qualcuno che si lamenta. È normale che ci sia un confronto, ma spesso manca la conoscenza di tutto quello che sta dietro a uno spettacolo», spiega, dopo aver pubblicato sulla pagina Facebook dell'azienda una riflessione sull'evoluzione della pirotecnica, sull'utilizzo di materiali sempre più sostenibili e sul suo impatto ambientale.

Dietro pochi minuti di spettacolo c'è un grande lavoro

Un grande evento pirotecnico non nasce in pochi giorni. Colombo porta l'esempio dello spettacolo realizzato per la città di Lugano in vista del 1° agosto, che ha richiesto circa due mesi di preparazione, ma anche quello andato in scena domenica a Locarno nell'ambito di Luci e Ombre, che ha coinvolto complessivamente una ottantina di persone nell'organizzazione della manifestazione. «Per uno spettacolo importante possiamo arrivare a una trentina di persone direttamente legate alla pirotecnica, tra artificieri, assistenti e personale tecnico. Poi ci sono tutte le altre figure coinvolte: chi prepara le boe sul lago, chi trasporta il materiale, i camionisti e chi organizza l'evento a terra».

Per gli spettacoli di grandi dimensioni possono essere impegnati anche 17 artificieri per diverse settimane, oltre agli altri collaboratori della logistica. La preparazione comincia molto prima dell'accensione. «Nel bunker prepariamo le bombe, poi dal magazzino partono i camion con tutto il materiale. Prepariamo le zattere, che sono di nostra proprietà, e successivamente assembliamo tutto sul lago. Ogni elemento dello spettacolo viene studiato e progettato».

Oltre alla competenza tecnica, la progettazione di uno spettacolo richiede creatività. «Siamo un po' come un pittore: qualcuno può chiederci un tema o un effetto particolare, ma poi siamo io e mio fratello a decidere come realizzarlo. La scelta dei colori, delle forme e della coreografia è parte del nostro lavoro. Per ogni spettacolo portiamo idee nuove, perché deve essere qualcosa di unico».

Materiali più sostenibili: «Ridotti fumi e sostanze inquinanti»

Uno dei temi principali attorno agli spettacoli pirotecnici riguarda l'impatto ambientale. Colombo sottolinea come il settore abbia intrapreso un percorso di cambiamento. Oggi vengono impiegati prodotti conformi alle normative svizzere ed europee più severe, mentre una parte crescente dei materiali utilizzati è biodegradabile. «Da circa tre anni utilizziamo materiali più ecologici. Le bombe pirotecniche sono realizzate con carta di riso e abbiamo ridotto la presenza di elementi inquinanti. Non utilizziamo, per esempio, più metalli come in passato. Questo permetto una riduzione di circa il 40% dei fumi e delle sostanze inquinanti”. Anche le coperture dei mortai vengono realizzate con materiali biodegradabili grazie a nuove tecnologie, tra cui il brevetto PLAIS sviluppato da Colombo. «Si tratta di una plastica ignifuga biodegradabile sulla quale abbiamo investito molto e che sta suscitando interesse anche a livello internazionale».

Il fumo durante gli eventi

Un altro elemento spesso associato ai fuochi d'artificio è il fumo visibile durante gli spettacoli. «Non è tutto fumo quello che si vede: una parte importante, circa il 50-60%, è legata alla deflagrazione della bomba e al processo di combustione. A dipendenza delle condizioni atmosferiche, si può creare una nuvola più o meno grande. È un fenomeno simile alla nuvoletta che vediamo quando respiriamo in inverno».

Il titolare della Pirotecnica Sagl di Colombo sottolinea comunque che la scelta dei materiali resta determinante per ridurre l'impatto degli spettacoli: «Proprio per questo lavoriamo continuamente per utilizzare prodotti più sostenibili e migliorare le tecnologie impiegate».

Le emissioni e il confronto ambientale

Secondo Colombo, il settore deve continuare a interrogarsi sul proprio impatto. «Non diciamo che i fuochi d'artificio non abbiano nessun effetto sull'ambiente. Ogni attività umana ha un impatto. La domanda è cosa si fa per ridurlo e come si può migliorare».

Sul fronte delle emissioni cita anche lo studio realizzato da myclimate per lo Züri Fäscht 2019, secondo cui i fuochi d'artificio rappresentavano solo il 2% delle emissioni di CO₂ dell’intera manifestazione. «Se si considera una manifestazione con ristoranti, grigliate, trasporti e migliaia di persone presenti, il dato va letto nel contesto generale».

Droni e fuochi: due tecnologie diverse

La Pirotecnica Sagl, che impiega 28 persone e organizza spettacoli pirotecnici in tutto il mondo, lavora anche con i droni luminosi, una tecnologia che negli ultimi anni ha attirato sempre attenzione. «Da 12 anni abbiamo anche i droni, ne abbiamo circa mille e li utilizziamo anche all'estero». Secondo Colombo, però, questa tecnologia non può sostituire completamente i fuochi d'artificio nei grandi eventi. «Per una scritta, un logo o un'introduzione possono essere molto efficaci. Ma in una manifestazione con centinaia di migliaia di persone, come un evento da 800 mila spettatori, il problema è la prospettiva. Per vedere bene determinate figure dei droni bisogna trovarsi nel punto giusto: magari solo un migliaio di persone riesce ad avere la visuale ideale. Un fuoco d'artificio, invece, grazie alla sua dimensione e alla visione a 360 gradi, riesce a coinvolgere un pubblico molto più ampio».

Anche i droni, inoltre, presentano aspetti ambientali da considerare. «Le batterie devono essere sostituite e poi smaltite. La differenza di impatto rispetto a fuochi sempre più ecologici è circa del 20%, quindi non così ampia come spesso si pensa».

Sicurezza e controlli rigorosi

Il settore, infine, è sottoposto a numerosi controlli. «I prodotti che importiamo dalla Cina o dall'Italia devono rispettare le normative europee e ottenere le certificazioni previste. Quando arrivano in Svizzera vengono nuovamente controllati dalla Fedpol e verificati secondo le procedure previste». Un lavoro dunque tecnico e altamente regolamentato. La sfida del futuro sarà trovare un equilibrio tra tradizione e sostenibilità. «La pirotecnica continuerà a cambiare. Noi vogliamo essere parte di questo cambiamento, investendo nella sicurezza, nell'innovazione e in materiali sempre più rispettosi dell'ambiente».

In considerazione del divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto attualmente in vigore emanato dalla Sezione forestale, il Municipio di Bellinzona ha annullato lo spettacolo pirotecnico previsto nel corso dei Festeggiamenti della festa nazionale (resta confermato il resto del programma dell’evento, in Piazza del Sole a partire dalle 17.30). A Lugano, come detto, alle 22.30 i fuochi d’artificio illumineranno il golfo (lo spettacolo ha una deroga cantonale).
In questo articolo:
Correlati
Niente fuochi d'artificio per il Primo agosto a Bellinzona
La particolare localizzazione della zona di sparo (il sedime del Castello Montebello) con il relativo alto pericolo di incendio, il perdurare della siccità e il ritorno della canicola non permettono una deroga al divieto – Spettacolo pirotecnico sul lago confermato a Lugano